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Picasso e Surrealismo dominano le aste da Christie’s

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mercato dell’arte

Picasso e Surrealismo dominano le aste da Christie’s

Monet, Vetheuil
Monet, Vetheuil

Il primo test significativo per il mercato nel nuovo anno è stato passato a pieni voti la sera del 27 febbraio da Christie's a Londra grazie a due cataloghi di arte moderna e surrealismo che hanno necessitato di quasi tre ore per disperdere poco meno di un centinaio di lotti, per un ricavo complessivo di quasi 150 milioni di sterline (149,6 milioni di £), il secondo risultato di sempre per il settore in questo periodo.
Il risultato sarebbe potuto essere ancor più consistente se non fossero stati ritirati all'ultimo minute due lotti dalla stima milionaria, una rara veduta di Derain del periodo londinese dai toni blu, stimata 6-9 milioni di sterline, e un ritratto di femminile di Van Dongen (5-7 milioni di £).
I 97 lotti rimasti hanno riportato 76 lavori venduti, pari ad un buon 78% per numero e ben 91% per valore, a conferma che la parte più cara del mercato sembra godere di sempre migliore salute.
I 63 lavori del catalogo generale di arte impressionista e moderna hanno riportato 12 invenduti, per un ricavo totale di quasi 114 milioni di £ e percentuali di venduto dell’81% per lotto e del 92% per valore, mentre il catalogo speciale, dedicato come vuole una tradizione iniziata nel 2001 specificamente all'arte surrealista, promosso e sostenuto da Olivier Camu, uno dei principali esperti mondiali del settore, ha totalizzato 35,7 milioni di £ grazie a 25 lavori venduti su 34 offerti, con percentuali leggermente inferiori rispetto al catalogo principale.

Domina Picasso. Ben nove dei lotti del catalogo principale e due di quello surrealista erano opere di Picasso di diversi periodi, di cui cinque hanno riportato realizzi fra i primi dieci, e ben otto sono stati acquisiti dalla stessa persona in sala, Gurr Johns, art advisor internazionale, fra cui il lotto più caro dell'asta, una grande tela degli ultimi anni della produzione dell'artista catalano (1967) raffigurante due personaggi caratteristici della sua produzione tarda, un nudo femminile e un moschettiere, passata di mano a 13,7 milioni di £, verso la stima bassa di 12-18 milioni, superando la garanzia che proteggeva il lotto.
Ben altri tre lavori di Picasso del dopoguerra hanno riportato prezzi superiori alle aspettative, come un ritratto di Jacqueline del 1956 che quasi ha raddoppiato la stima alta fermandosi a 6,8 milioni di £ e uno di Paloma del 1954 che ha superato la stima alta sfiorando 6 milioni di £, e una natura morta del 1947-48 che ha raddoppiato le stime di 2,2-2,8 milioni fermandosi a 5,5 milioni di £. Si conferma quindi il riallineamento verso l'alto dei prezzi per i lavori del periodo più tardo, ma anche lo stato di ottima salute generale del mercato di Picasso nonostante l'imponente offerta di lotti nel corso delle aste di questa settimana. Tutti i lotti di Picasso offerti hanno trovato un compratore e metà oltre le stime, alte anche prima dell'aggiunta delle commissioni.

Surrealismo. Diversamente dal solito, Picasso ha dominato anche il catalogo surrealista con un raro lavoro del 1930 finito in Asia dopo una lunga contesa terminata a 8,3 milioni di £, oltre la soglia ‘psicologica' dei 10 milioni di dollari, un valore importante per un lavoro di questo tipo, raggiunto nonostante che in sala non fosse più presente il compratore dei Picasso della serata, a conferma della profondità del mercato anche in situazioni anomale.
Vanno tutti venduti anche i sette lavori di Magritte offerti, con risultati entro ed oltre le aspettative, fra cui spicca un lavoro del 1926 di grandi dimensioni “Le groupe silencieux” passato di mano sotto la stima bassa a 6,2 milioni (7,2 con le commissioni), forse finito alla garanzia di parte terza che lo proteggeva.
Un secondo lavoro dell'artista belga è finito in Asia, ‘L'Oasis' dello stesso anno, per 3,1 milioni di £, ben oltre le stime. Si tratta di notizie rassicuranti che pongono l'attenzione sul primo periodo di Magritte, tuttora relativamente sottovalutato.
Ottime conferme per il mercato di Mirò, con quattro lavori tutti aggiudicati oltre le stime alte, fra cui un lavoro a sfondo blu sempre del 1926 inseguito anche dalla galleria Nahmad e aggiudicato a 1,6 milioni di £.
Non convince invece Dalì, con tre lavori invenduti su cinque e nessuno aggiudicato oltre le stime, e Delvaux, con due invenduti (uno stimato 1,5-2,5 milioni di £, ‘Le sabbat' di grandi dimensioni e toni cupi) e due lavori aggiudicati sotto le stime basse.
Sono restati al palo anche una tela con personaggi di Max Ernst ‘Les invites du dimanche', dalla stima di 2-3 milioni di £, e un Picabia ‘Iris' stimato 800mila – 1,2 milioni di £.

Gli Impressionisti. A completare il quadro vanno riaccordati i buoni risultati per i dipinti impressionisti del XIX secolo, Monet fra tutti, con due lavori del 1885 e 1879 rispettivamente raffiguranti Giverny e Vetheuil, passati di mano allo stesso prezzo di 7,5 milioni di £, nonostante fossero stimati rispettivamente 7-10 milioni e 4-6 milioni di £; il primo potrebbe essere finito nelle mani della garanzia di parte terza.
Ha sfiorato i nove milioni di sterline un caratteristico pastello su tela di Degas, aggiudicato alla stima bassa dopo un solo rilancio contro la riserva.
È rimasto invenduto, invece, uno studio di Caillebotte del famoso ‘Pont de l'Europe', che tornava troppo presto sul mercato con una stima di 1,5-2,5 milioni di £, già apparso da Artcurial alla fine del 2013. Fra gli invenduti spicca la cattiva performance generale della scultura, con ben cinque lotti rimasti al venditore (fra cui lavori di Rodin) su sette proposti.

Il ruolo delle Collezioni. Almeno in parte il successo dell'asta si spiega grazie alla presenza in catalogo di ben cinque collezioni diverse, un fattore che influenza positivamente il mercato garantendo una provenienza di prestigio dei lavori. Il Picasso surrealista proveniva dalla collezione di un architetto che ha finora realizzato 18,4 milioni di £, e che includeva tre lavori di Morandi tutti contesi fino a superare le stime alte, mentre il Monet di Vetheuil conteso fino a 7,5 milioni proveniva dalla Fondazione Triton. Una collazione di arte astratta ha portato 11,8 milioni, pari a quella dell'artista Tapies da cui proveniva la natura morta di Picasso dell'immediato dopoguerra. Ciò conferma la predilezione dei compratori per opere non apparse sul mercato da lungo tempo.
Tocca ora all'asta serale di Sotheby's del 28 febbraio confermare il trend sostanzialmente positivo, con un catalogo più ridotto, ma con opere di artisti simili fra cui spicca Picasso e Dali.

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