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Consumi culturali: l’età fa la differenza

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economia e beni culturali

Consumi culturali: l’età fa la differenza

(Ansa)
(Ansa)

Il trend del mese di febbraio sui consumi culturali mostrano 40enni in fuga dalle mostre, 60enni corrono a teatro e i giovani sono sempre al cinema. L'Osservatorio Findomestic/Doxa sui consumi culturali, che interroga ogni mese un panel di 750 persone, rileva che un intervistato su tre spende meno di 50 euro all'anno e qualcuno arriva a sborsare anche oltre 500 euro, ma cresce il bisogno di agevolazioni o promozioni per biglietti d'ingresso e dei mezzi di trasporto. L’ Osservatorio mensile di Findomestic, realizzato in collaborazione con Doxa, che ha monitorato a febbraio i consumi dell’anno passato, rivela che nel 2017 8 italiani su 10 sono andati al cinema almeno una volta, 6 su 10 hanno visitato uno o più musei, quattro su 10 hanno visto una mostra e altrettanti sono stati a teatro. Dal sondaggio emerge che un italiano su tre ha speso meno di 50 euro nell'arco dell'anno, il 26% tra 50 e 100 euro e il 21% tra 100 e 200 euro, ma c'è anche un 10% che non bada a spese e mette a budget tra i 200 e i 500 euro e addirittura un 3% che vive la cultura come una full immersion arrivando a sborsare oltre 500 euro.

Cinema e musei: giovani stacanovisti. Tra i consumi culturali il cinema è in cima alle preferenze dei giovani italiani. La settima arte è irrinunciabile soprattutto per i più giovani: la rilevazione di Findomestic dimostra che solo il 6% dei 18-24enni non ha mai varcato la soglia di una sala cinematografica, mentre tra gli over 60 quelli che non hanno mai assistito a una proiezione nel 2017 sono quasi uno su tre (28,3%). È sempre nella fascia tra i 18 e i 24 anni che si trovano i cinefili più incalliti: il 26,4% ha infatti visto almeno dieci film lo scorso anno. I post Millennials sono anche i maggiori frequentatori di musei: il 66% dei 18-24enni ha visitato almeno una sede museale e l'8% addirittura più di 10 diverse collezioni.

I CONSUMI CULTURALI
Base: totale campione 750. (Fonte: Doxa)

Le mostre piacciono poco ai 40enni. Pittura, fotografia, scultura e design non incontrano il gusto dei 40enni: oltre il 71% degli italiani tra i 40 e i 44 anni ha ‘disertato' qualsiasi genere di mostra, secondo i dati raccolti da Findomestic. I frequentatori più assidui di esposizioni d'arte temporanee sono gli over 60: il 53,3%, infatti, ha visitato una o più mostre.

Teatro amato dai 60enni, soprattutto al sud. Il teatro, invece, è particolarmente amato dal pubblico tra i 55 e i 65 anni: quasi il 44% ha assistito lo scorso anno ad almeno uno spettacolo. Circa il 5% degli ultrasessantenni è andato ben oltre, collezionando più di 10 ingressi nell'arco del 2017. La stessa fascia di popolazione è la più affezionata alla musica classica e alla lirica: sono quasi 3 su 10, a fronte di una media generale del 20%, gli over 60 che hanno partecipato ad almeno un concerto o un'opera in una sala teatrale. L'arte del palcoscenico, rivela il sondaggio, è più apprezzata al Sud: 47% contro il 45% al Centro e il 37% al Nord.

Concerti pop e rock sono under 30. Hanno tra i 25 e i 29 anni gli ‘aficionados' dei concerti pop, rock e jazz: oltre il 52% ha assistito ad almeno un live. La quota dei frequentatori di club, palazzetti, arene e stadi cala drasticamente col crescere dell'età: solo un over 55 su 3 si è concesso un appuntamento con la musica dal vivo.

Italiani disposti a viaggiare per la cultura, ma servono agevolazioni. Per il 2018 il 64% degli italiani ha già in programma viaggi per scopi culturali (visitare musei, monumenti, siti storici/archeologici): il 33% si sposterà entro i confini italiani, il 7% si recherà all'estero e il 24% farà viaggi sia in Italia che all'estero. Findomestic ha chiesto al campione quali misure sono più efficaci per incrementare le visite a musei e siti culturali: offrire un biglietto meno costoso è la prima scelta degli italiani (47%), seguita dall'ingresso gratuito un giorno al mese (43%), iniziativa già messa in campo dal Ministero dei Beni culturali. Il 28% degli italiani vorrebbe promozioni sui biglietti dei treni/aerei per raggiungere le località d'arte e altrettanti hanno indicato l'apertura serale dei musei. Infine, il 24% vorrebbe poter usufruire di biglietti scontati nei periodi di bassa stagione.

Viaggi e vacanze, in un anno crescita del 5,1%. Dal comparto ‘tempo libero' le uniche note positive in un mese di lieve contrazione sul fronte delle intenzioni d'acquisto, che prende in esame anche la fiducia degli italiani: la soddisfazione sia per la situazione personale che del Paese è in calo dello 0,1% a livello congiunturale (su base mensile) e sostanzialmente stabile a livello tendenziale (su base annua). Nell'analisi delle intenzioni di acquisto, a gennaio le note più liete arrivano dal settore ‘tempo libero', in forte crescita in tutti i suoi segmenti: +3,7% per viaggi e vacanze, +2,5% per le attrezzature per il fai da te e +0,1% per attrezzature e abbigliamento sportivi. Alle stelle l'incremento tendenziale: +4% in media con un picco del +5,1% per viaggi e vacanze, per i quali gli italiani pensano di spendere mediamente 1.351€.

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