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Pop Art e maestri italiani in evidenza da Christie's Londra

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mercato dell’arte

Pop Art e maestri italiani in evidenza da Christie's Londra

Lot 17, LUCIO FONTANA (1899 – 1968), Concetto spaziale, attese, Waterpaint on canvas with lacquered wood, 27 ½ x 84in. (70 x 200cm.), Executed in 1965, Estimate: £8,000,000 – 12,000,000, Price realised GBP 8,671,250 (CHRISTIE'S IMAGES LTD. 2018)
Lot 17, LUCIO FONTANA (1899 – 1968), Concetto spaziale, attese, Waterpaint on canvas with lacquered wood, 27 ½ x 84in. (70 x 200cm.), Executed in 1965, Estimate: £8,000,000 – 12,000,000, Price realised GBP 8,671,250 (CHRISTIE'S IMAGES LTD. 2018)

La prima delle tre aste serali d'arte del dopoguerra e contemporanea della settimana londinese si è aperta nel migliore dei modi per Christie’s con un realizzo record per il periodo di 137,5 milioni di sterline, entro la stima di 111,3-160,6 milioni di £, con un incremento significativo rispetto all'anno scorso (+43%).
Solo 5 lotti dei 65 proposti non hanno trovato un compratore, pari ad un venduto del 92% per lotto e ben del 96% per valore, statistiche che riassumono accuratamente l'andamento della serata, caratterizzata da rilanci sostenuti per la maggior parte dei lotti, di cui un terzo passati di mano sopra le stime alte anche prima dell'aggiunta delle commissioni, e un quarto aggiudicati sotto la stima bassa e dopo un solo rilancio contro la riserva.

Anche le pur cospicue garanzie, 11 di parte terza e due dirette della casa d'aste, hanno avuto un ruolo minore nelle aggiudicazioni, con solo due lotti che potrebbero essere finiti in mano al garante, fra cui però un trittico di Francis Bacon “Studio di ritratto femminile” del 1976 per 10 milioni di £, pari alla stima bassa.
L'asta proponeva un'ampia varietà di periodi e stili, con una forte presenza di lavori contemporanei, pari a quasi meta del catalogo, e tre artisti viventi con lotti fra i primi dieci realizzi.
La sensazione è che fra i 36 paesi di provenienza dei clienti, la parte del leone sia stata fatta dai compratori americani, spesso al telefono con personale della sede di New York della casa d'aste, mentre i telefoni ‘asiatici' che squillavano forte una settimana fa per l'arte moderna sembrano non aver partecipato in massa.

Pop Art e americani multi-milionari. A guidare la classifica dei realizzi sono due lavori degli anni '80: il primo è del maestro del Pop Andy Warhol, una serie di sei autoritratti con una caratteristica parrucca, ciascuno identico ma dal colore differente, presentato con stima a richiesta di 16-20 milioni di sterline e garantito dalla casa d'aste che si è quindi assunta il rischio, ha evidenziato l’inutilità della garanzia poiché il lotto è andato conteso fino a 22,6 milioni di £, pari a 31,2 milioni di $, oltre il prezzo spuntato solo quattro anni prima a New York dalla stessa serie.
Un secondo lavoro di Warhol non ha però trovato compratori, una “Venere del Botticelli” a sfondo rosso-arancione del 1984 che partiva da una stima di 4,5-6,5 milioni di £, unica ‘vittima illustre' dell'asta.

Non ha volato, invece, il lavoro del 1982 del ‘protetto' di Warhol, Basquiat, la cui tela ‘Multiflavors' a fondo blu e nero senza figure è passata di mano, dopo un paio di rilanci e contro la garanzia di parte terza, a 12 milioni di sterline da una stima di 10-15 milioni di £, nonostante facesse parte dei lavori prodotti negli anni più significativi della sua breve produzione.
L'asta proponeva altri lavori americani del dopoguerra, fra cui spicca un raro ma di dimensioni contenute ‘Number 21, 1950' di Jackson Pollock, aggiudicato sotto la stima bassa (10-15 milioni ) a 9,3 milioni di £, dopo un solo rilancio contro una riserva evidentemente rivista al ribasso.
Sono stati, invece, contesi oltre le stime entrambi i lavori di Cy Twombly offerti, uno del 1973 finito a Gagosian per 1,3 milioni vincendo la competizione della galleria Nahmad, e il secondo del 1963 che ha sfiorato i 600mila £.

Forte contributo dell'arte italiana. Alla presentazione nei giorni precedenti l'asta, il lavoro di Pollock è stato accostato ai due capolavori dell'arte italiana proposti in asta: una lunghissima tela (oltre 2 metri) di Fontana del 1965 a fondo bianco con ben 24 tagli e inquadrata in una cornice nera con un elemento diagonale dall'artista stesso, proposta alla stima piuttosto elevata di 8-12 milioni e garantito dalla casa d'aste direttamente, aggiudicata dopo un solo rilancio al telefono con personale dell'ufficio italiano della casa d'aste per 8,7 milioni di £ con le commissioni, quasi 12 milioni di dollari; e un ‘Ferro T' del 1959 di Burri, conteso anche da un collezionista tedesco in sala fino a finire in mani probabilmente italiane per 5,8 milioni di £, oltre la stima di 3-5 milioni e record per un lavori di questa serie.

Lot 19
ALBERTO BURRI (1915-1995)
Ferro T
Welded steel on wood
59 x 55in. (150.5 x 140cm.)
Executed in 1959
Estimate: £3,000,000 – 5,000,000
Price realised GBP 5,858,750
(CHRISTIE'S IMAGES LTD. 2018)

Tutti e sette i lavori d'arte italiana del dopoguerra hanno trovato compratori, e solo uno sotto la stima, sintomo di un interesse internazionale per il settore che fa ben sperare per l'asta che si terrà da Christie's a Milano l' 11 aprile.
Fra questi, un ‘Teatrino' di Fontana è andato aggiudicato a Nahmad per quasi 500mila £, ben oltre le stime, mente hanno confermato le stime un “Concetto Spaziale' con buchi su tela rossa sempre di Fontana, inseguito vanamente sempre da Nahmad, una “Mappa” di Boetti conservata nella stessa collezione da decenni che ha sfiorato 1,5 milioni di £ e un lavoro di Carol Rama della fine degli anni '90 aggiudicato per 175mila £.
Entrambi i lavori di Rudolf Stingel proposti hanno portato realizzi milionari, fra cui un grande ritratto a 2,6 milioni di £ comperato dalla galleria Gagosian e una tela decorativa a 1,7 milioni di £.

Forte ruolo dell'arte contemporanea. Tre maestri della pittura contemporanea hanno ottenuto risultati fra i primi dieci realizzi, fra cui spicca la tela del 1991 ‘Charley's Space' di Peter Doig, una grande tela verticale raffigurante un paesaggio innevato, messa in vendita da una fondazione caritatevole con una stima di 6-8 milioni agilmente superata a quasi 11 milioni di £, oltre dieci volte il prezzo raggiunto dalla stessa tela all'asta a beneficio della Whitechapel Gallery organizzata daSotheby's nel 2006.

Lot 27
PETER DOIG (B. 1959)
Charley's Space
oil on canvas
71¾ x 49⅝in. (182 x 126cm.)
Painted in 1991
Estimate: £6,000,000 – 8,000,000
Price realised GBP 10,921,250
(CHRISTIE'S IMAGES LTD. 2018)

Una veduta di Venezia della serie ‘fotografica' dell'ottantacinquenne Gerhard Richter, posseduta dalla casa d'aste in quanto opera garantita ed invenduta in passato, è passata di mano dopo un solo rilancio a 4,4 milioni di £, a conferma di un minore appetito per questo tipo di dipinti del maestro tedesco rispetto alle composizioni astratte di grande formato.

Rilanci sostenuti anche da parte dell'art advisor (ex Sotheby's) Melanie Clore per una tela di Mark Bradford, omaggiato all'ultima Biennale di Venezia dal Padiglione americano, che con ‘Bear Running from the Shotgun', collage del 2014, ha ottenuto un nuovo record in asta a 3,8 milioni di £ da una stima di 2,2-2,8 milioni, record destinato a durare un paio di giorni in attesa dell'aggiudicazione di una tela di dimensioni maggiori da Phillips che parte da una stima garantita da parte terza di 4-6 milioni di £, a conferma del momento di gloria per l'artista afro-americano.

Nuovo prezzo record anche per Kelley Walker con un lavoro del 2007 di grandi dimensioni ‘Black Star Press' dedicato al movimento civile americano e conteso fino a 570mila £ oltre la stima di 300-500mila £, mentre è rimasto invenduto un dittico dell'artista anglo-ghanese Lynette Yiadom-Boakye ‘Canticle' del 2008 stimato 250-350mila £.
A completare l'offerta, un buon numero di lavori tridimensionali, nove in totale tutti venduti, di cui quattro oltre le stime alte e solo due sotto le stime basse.
A guidare il settore, un caratteristico ragno in acciaio di Louise Bourgeois “Spider III' brevemente conteso fino a toccare la stima bassa di 4 milioni, pari a 4,7 milioni di £ con le commissioni, mentre ha suscitato grande interesse un lavoro di Lalanne finito probabilmente in Asia per 1,5 milioni di £, tre volte la stima.
Lungamente contesi anche due caratteristici esemplari del minimalismo americano, una composizione in alluminio di Donald Judd passata di mano a 1,3 milioni da una stima di 350-450mila £, e una serie di neon di Dan Flavin dedicati a Tatlin che hanno triplicato la stima bassa a 750mila £.
Per i contemporanei ha faticato, invece, una grande struttura con figura in bronzo su supporto in acciaio di Thomas Schutte aggiudicata verso la stima bassa a 2,5 milioni con le commissioni, mentre ha superato le attese un grande vaso di Greyson Perry ‘Barbaric Splendour' aggiudicato a 225mila £ da una stima di 80-100mila £.
Tocca ora all'asta serale di Sotheby's del 7 marzo e da Phillips il giorno successivo confermare questi solidi risultati per il settore, in tutte le sue diverse componenti geografiche e di diversi periodi.

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