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Londra, i maestri della pittura contemporanea dominano da Sotheby’s

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mercato dell’arte

Londra, i maestri della pittura contemporanea dominano da Sotheby’s

Prosegue il buon momento per l'arte contemporanea nelle aste londinesi: il catalogo di 58 lotti (3 ritirati) proposto daSotheby's la sera del 7 marzo ha portato 109,3 milioni di sterline, verso la stima alta tra 84,5-116,7 milioni di £ dopo l'aggiunta delle commissioni, con solo tre lotti rimasti invenduti (fra cui però un lavoro di Hockney stimato 6-8 milioni di £) pari a percentuali di venduto del 94% per numero e per valore, frutto di una selezione dei lotti presentati ma anche delle garanzie.

Il ruolo delle garanzie. Ben 22 garanzie (di cui una sola diretta della casa d'aste) proteggevano molti dei lotti principali, fra cui sette dei primi dieci realizzi.
L'asta è, infatti, iniziata con la lettura di una lunga lista di 11 lotti a cui è stata estesa una garanzia di parte terza, in aggiunta a quelli già previsti dal catalogo.
La nuova strategia delle case d'aste sembrerebbe quella di convincere i venditori a consegnare offrendo garanzie, per poi ridurre il rischio 'riassicurandosi' da alcuni professionisti che si stanno specializzando nel fornire (dietro lauto compenso) garanzie, soprattutto sui lotti che la casa d'aste teme di non vendere dopo aver testato le acque durante la settimana precedente all'asta.
Non sempre in realtà questi timori sono fondati e, a nostro avviso, circa cinque lotti dell'asta potrebbero essere effettivamente finiti al garante. In ogni caso la garanzia di parte terza influisce sulle strategie di rilancio dei compratori perché il lotto risulta già venduto di fatto e, quindi, rassicura altri contendenti escludendo la possibilità che il lavoro possa andare invenduto.

Domina la pittura contemporanea. Contrariamente al solito, a guidare la classifica dei realizzi sono sei artisti viventi (di cui due ottuagenari) con ben otto fra i primi dieci lotti. Conferma la stima bassa di 14 milioni, grazie alle commissioni, una grande tela di Peter Doig del 1991, 'The Architect Home in the Ravine', una delle poche grandi composizioni (quattro in totale) che in quel lontano anno portarono l'artista inglese al successo internazionale alla Whitechapel di Londra.
Era la quinta volta in 15 anni e la terza nell'ultimo quinquennio che questa grande tela riappariva sul mercato in asta, la penultima appena due anni fa da Christie's; in entrambi i casi il lavoro sembrerebbe essere andato al garante, elemento che suggerisce una stabilizzazione dei prezzi per questo artista il cui record per un altro dipinto della serie del 1991 sfiora i 29 milioni di dollari, 9 milioni in più della tela in vendita; in generale, 13 lotti tornavano sul mercato dopo essere stati già venduti in asta entro lo scorso decennio.
Ben tre dei quattro lavori di Gerhard Richter in catalogo hanno portato realizzi fra i primi dieci, per un totale di 21,3 milioni di £. Un lavoro astratto su due pannelli eseguito per Documenta 7 nel 1982 a toni prevalenti verdi e gialli con una dimensione totale di oltre 4 metri per 2,6 non protetto da garanzie, è stato inseguito da un paio di compratori fino a sfiorare la stima alta di 10 milioni, quasi 11 con le commissioni, mentre un secondo lavoro della stessa serie sempre del 1982, ma a toni rossi, di 1,5 x 1,2 metri di un collezionista napoletano è stato brevemente conteso contro la garanzia per finire a 3 milioni con le commissioni, al centro della stima di 2,5-3,5 milioni di £.
Ma il lavoro più raro ed interessante presentato era un pannello del 1974 '1025 colori' dipinti a lacca con precisione teutonica e pazienza certosina, che ha raggiunto il record per un’opera di questa serie a 7,4 milioni di £, oltre la stima alta, finito nelle mani della galleria Levy Gorvy.
Tutti i 14 lavori di artisti tedeschi proposti hanno trovato compratori.
Ha ampiamente superato garanzie e stime tra 4,2-6,2 milioni un enorme lavoro a smalto su lino dipinto da Christopher Wool nel 2007 a toni di grigio, fermatosi a 10,4 milioni di £ dopo una lunga serie di rilanci che hanno coinvolto sei contendenti.
Anche una scultura trova spazio fra le prime dieci posizioni, una grande figura di bronzo con ali 'Angel of the North' di Antony Gormley, lavoro simbolo dell'artista in edizione di 12 bronzi del 1997, contesa ben oltre le stime a 2,9 milioni di £.
Anche due italiani trovano spazio fra i risultati migliori: Rudolf Stingel con una grandiosa tela di 3,3 x 4,6 metri raffigurante in modo iperrealista una scena di montagna, che conferma la stima bassa dopo un solo rilancio a 4,7 milioni con le commissioni, e Michelangelo Pistoletto con un caratteristico specchio 'dipinto' su carta e acciaio dei primi anni della sua produzione, 1962-66, raffigurante due 'Amanti' ed esibito a ben due Biennali di Venezia e São Paulo nel 1966 e 1967, brevemente conteso per finire ad un cliente verosimilmente italiano al telefono con personale della casa d'aste per 2,6 milioni con le commissioni (stima 2.3-3 milioni di £).

Ancora ottimi risultati per l'arte italiana. Oltre a Pistoletto, fra i principali realizzi si trova un classico 'Concetto Spaziale, Attese' di Fontana, una tela rossa di medie dimensioni (73 x 60 cm) del 1963 con ben sei tagli, che ha scatenato una lunga sequenza di rialzi per terminare la corsa a 5 milioni di £, da una stima di 2-3 milioni, uno dei più alti valori per questa serie di lavori che ha sorpreso anche gli addetti ai lavori, confermando la predilezione per questo colore anche rispetto al bianco: una tela con tre tagli 65 x 54cm del 1966 supera di poco la stima alta a 1,3 milioni di £ con le commissioni.
Ha ottenuto, invece, un nuovo record per una scultura dell'artista una 'Figura femminile con fiori' (la moglie Teresita) del 1948, precedente alla sua svolta spazialista, che va alla garanzia per 1,8 milioni di £.
Tutti e nove i lavori del dopoguerra italiani hanno trovato compratori; ben rappresentata l'Arte Povera grazie a Pistoletto, Fabro e Boetti.
Tocca ora a Phillipsconcludere la serie di aste serali con un catalogo che comprende lavori moderni della prima metà del '900 fino a opere di contemporanea.

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