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Il mercato riparte da Tefaf

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mercato dell’arte

Il mercato riparte da Tefaf

È bastato un week end per concludere le prime importanti vendite al Tefaf di Maastricht, la fiera di arte e antiquariato più importante del mondo. Per la 31ª edizione - grazie alla riorganizzazione della preview, che ha visto già l’8 marzo (Early Access di 5mila visitatori) e il 9 marzo (Preview altri 7mila) un cospicuo numero di direttori di musei e collezionisti, molti italiani, varcare le porte del MECC - il riscontro è già positivo per i 275 espositori che espongono 7000 anni di arte e di storia, con numerose vendite realizzate proprio in questi primi due giorni di fiera. Il lavoro del vetting committee ha reso tutto più fluido. La composizione della fiera ha visto crescere le gallerie di antichità e di arte del 900 dei grandi maestri. Già al secondo giorno di fiera i bollini rossi sulle opere erano svariati e si respirava un clima di grande ottimismo tra gli operatori, in particolare tra i galleristi di old master come Carlo Orsi che con Trinity Fine Arts (stand 379) ha venduto la “Maddalena” dipinta da Francesco Boneri, detto Cecco del Caravaggio sin dalle prime ore della fiera. L'opera acquistata in Francia da Orsi senza una attribuzione precisa è stata studiata e ritrovata dal gallerista nel catalogo della mostra dedicata a Valentin de Boulogne al The Met di New York l'anno scorso. I curatori della mostra erano a conoscenza del lavoro, ma non dove era stato conservato, finalmente ritrovato con la corretta attribuzione è stato venduta ad un collezionista americano. L'espositore Thomas Heneage (stand 384) ha dichiarato: “per noi è stato il miglior inizio di fiera in oltre 27 anni”. Il Tefaf continuerà fino a domenica 18 marzo al MECC.

Le vendite sono cominciate fin dai primi minuti della fiera giovedì 8 marzo: Tomasso Brothers Fine Art (stand 304) ha venduto a un collezionista privato un imponente olio su tela di Giovanni Battista Cipriani (1727-1785) raffigurante “Castore e Polluce”, il cui prezzo richiesto si aggirava intorno ai 425.000 euro. Inoltre, la galleria ha concluso con un nuovo compratore, un collezionista privato europeo, l'importante vendita di una coppia di leoni monumentali attribuita a Giovanni Battista Foggini (1652 – 1725) e al suo laboratorio. Le sculture, che raffigurano un leone che attacca un cavallo e un leone che attacca un toro, avevano un prezzo richiesto di 1 milione e 750.000 euro. Da Antonacci Lapiccirella(stand 345) l'autoritratto di Giorgione dipinto per divertimento da Antonio Canova, ancora nella sua cornice originale, e un bel dipinto di Cagnaccio di San Pietro presentato in anteprima durante l'ultima edizione della Biennale di Antiquariato a Firenze.Il museo olandese Singer Laren ha acquistato “Takken met appels”, 1952-1953, di Charley Toorop (1891-1955), una delle migliori opere dell'artista, da lei dipinta nel suo giardino. Il quadro è stato venduto da Douwes Fine Art (stand 372): questa nuova entrata nella collezione del museo implementerà la sezione dedicata al maestri moderni olandesi. Inoltre, laWeiss Gallery(stand 348) ha venduto un raffinato ritratto di “Emerentia de la Kethulle, née van Ravenswaay” (1593-1634), realizzato da Paulus Moreelse (1571-1638), olio su pannello, acquistato da un nuovo collezionista privato inglese.

Molto interesse da J. Kugel(stand 200), all'interno della sezione Tefaf Antiques, ha incontrato l’Orologio di Bulgari, un capolavoro di lavorazione dell'avorio del Barocco tedesco, esemplare “opera d'arte totale” del XVII secolo, frutto di una collaborazione tra un intagliatore di avorio, un orologiaio e diversi orafi e con una provenienza straordinaria, acquistata all'inizio degli anni ’70 da Constantino Bulgari (1889 – 1973), precedentemente, nel XVIII e XIX secolo, era appartenuto alla famiglia Rothschild. Sul prezzo nessuna disclosure. Da Robilant + Voena(stand 380) due opere eccezionali: uno dei rari ritratti di Artemisia Gentileschi, a figura intera dell'ingegnere militare francese splendidamente attrezzato Antoine De Ville (richiesta tra 3-4 milioni di dollari) e il tavolo in pietre dure dei Medici disegnato da Giorgio Vasari ed eseguito da Bernardino Porfirio da Leccio per Francesco I de'Medici (prezzo a richiesta intorno ai 4 milioni di dollari). Appartenuto alla Casa dei Medici e ai suoi eredi per quasi tre secoli, fino alla prima metà del XVIII secolo, e poi al governo italiano con il Risorgimento, fu però rimesso sul mercato permettendo ad Hugh Lupus Grosvenor, primo duca di Westminster, di acquistarlo.

Da Adrian Sassoon (stand 269) ha brillato la Ciotola Mandala, composta da circa 4.000 metri di filo in oro 18 kt, firmata dall'orafo di fama internazionale Giovanni Corvaja, con un prezzo di partenza di 125.000 euro.
Ben Janssens Oriental Art (stand 202) ha raggiunto livelli di vendite eccezionali. Nei primi due giorni ha venduto oltre 40 opere, tra cui un cavallo della dinastia del “Wei del nord/Wei del sud” acquistato per la somma di 50.000 euro da un collezionista privato. Durante la fiera non sono mancate molte vendite alle istituzioni pubbliche, tra cui un modello in cera di una fontana del Palazzo Pitti, 1556, di Bartolomeo Ammannati (1511 – 1592), acquistato dal Rijksmuseum. Quest'opera di cera aveva un prezzo richiesto di 700.000 euro ed era proposta da Benjamin Proust Fine Art Ltd (Stand 246).
La galleria newyorchese Demisch Danant (stand 610) ha venduto due arredi eccezionali: una scrivania realizzata nel 1974 da Janine Abraham & Dirk Jan Rol, e una libreria di André Renou e Jean-Pierre Génisset, che aveva vinto il Grand Prix e la Medaglia d'Oro all'Esposizione Internazionale di Bruxelles del 1958 e proveniva da un appartamento progettato dai due designer. Entrambe le opere sono state acquistate da un collezionista privato statunitense.
Sempre nella sezione Tefaf Design, la Galerie kreo (stand 614) ha venduto una delle opere più recenti della fiera, “7.30pm” Sera, creata nel 2017 da Hella Jongerius. L'opera di carta tessuta a mano è stata esposta poco tempo fa al Design Museum di Londra, ed è stata acquistata da un collezionista privato non europeo.
Patrick Derom (stand 449) ha allestito una mostra monografica dello scultore belga Pol Bury (1922 – 2005), vendendo oltre 10 opere nelle giornate di preview. La galleria voleva presentare l'arte di Bury a un pubblico più vasto e internazionale, e grazie alla sua partecipazione a Tefaf Maastricht ha venduto le opere a collezionisti privati provenienti da Francia, Italia, Belgio e Paesi Bassi. “L’Urlo” 1895 di Edvard Munch (46,2 x 28,7 cm), una litografia entro le 10 edizioni, era proposto a 3,5 milioni di euro da David Tunick, Inc. (stand 382). Di grande impatto da Galleria Cardi (stand 514) la grande installazione di Giulio Paolini “Casa di Lucrezio” del 1981-84 composta da nove calchi di gesso interi e due in frantumi e frammenti di tavoletta di gesso con inciso il disegno del labirinto scalfito su un pilastro dell'abitazione di Lucrezio a Pompei, abbinata a una rassegna di possibili sembianze del poeta latino, evocato attraverso il calco in gesso di una testa apollinea e diversi tessuti drappeggiati, che parte da una richiesta di 1, 5 milioni di sterline. DaTornabuoni Art(stand 526) molto interesse per una La scultura di Arnaldo Pomodoro, “Arco” del 2000 (210 x 510 x 20 cm) e per l’“Intersuperficie curva bianca”, 1966 di Paolo Scheggi.

Archeologia e arte tribale e libri. La sezione Ancient Art ha dato ottimi risultati, come ad esempio la vendita realizzata dalla Merrin Gallery (stand 430) di un piede di grandi dimensioni proveniente da una statua monumentale del II secolo a.C. - II secolo d.C., acquistata da un collezionista privato per circa 250.000 euro. Charles Ede(stand 426) ha venduto incessantemente fin dai primi momenti dell’early access, tra le vendite di maggiore spicco figurano la testa del periodo dell'Egitto Tolemaico, ca. 332-330 a.C., dal prezzo di 85.000 euro, e un frammento di testa ateniese, IV secolo a.C., dal prezzo di 50.000 euro. Accanto alla sezione Ancient Art si trova quella più nuova della fiera, Tefaf Tribal, doveDonald Ellis (stand 128) ha venduto una ciotola per il grasso a forma di passero, datata 1800-1830 circa e acquistata da un collezionista privato per 285.000 euro.
Daniel Crouch Rare Books (stand 702), specializzato in mappe rare e situato nella sezione Tefaf Paper, ha venduto un atlante, definito “il più grande e raffinato atlante mai pubblicato”, 1662 – 1665, di Johannes Blaeu. L'opera, pubblicata ad Amsterdam, aveva un prezzo di richiesta di 730.000 euro.
I partecipanti di Tefaf Showcase, la sezione dedicata alle gallerie di recente apertura, hanno riportato diverse vendite a nuovi collezionisti, un ottimo inizio per la loro prima presenza a Tefaf Maastricht. In particolare, la Galerie LeBeau (Stand S1) ha venduto una seduta del designer brasiliano Jorge Zalszupin (nato nel 1922), pioniere dell'uso del legno nel design; inoltre, la Librairie Camille Sourget (stand S5) ha venduto tre serie di pubblicazioni sui volatili inglesi, tutte acquistate da un collezionista europeo. E se questi primi e generosi risultati indicano un trend, il bilancio sarà sicuramente più che positivo dopo 10 giorni di stand, in linea con un mercato che ha ripreso a comprare non solo nel post-war e contemporaneo (come hanno mostrato le aste di Londra) ma anche nel moderno e antico.

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