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I vetri di Murano in cima ai desideri e alle quotazioni d’asta

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I vetri di Murano in cima ai desideri e alle quotazioni d’asta

Interni della residenza dei proprietari della collezione di vetri italiani proposta da Wright di Chicago conparte della collezione esposta (foto di Julius Shulman)
Interni della residenza dei proprietari della collezione di vetri italiani proposta da Wright di Chicago conparte della collezione esposta (foto di Julius Shulman)

Gli arredi italiani di design del XX secolo e i magici vetri di Murano sono ormai oggetti di collezionismo ambiti in tutto il mondo, in particolare in Europa (Parigi in testa) e negli States. In Italia, a fianco delle case ormai da anni leader nel settore, come Boetto, Cambi, Capitolium Art, Il Ponte, Sant'Agostino e Wannenes, Finarte ha organizzato a febbraio la sua prima vendita nel settore. Nello stesso mese Cambi ha incantato il collezionismo internazionale con due vendite dedicate al design e ai vetri di Murano, mentre a fine maggio la Casa Wright di Chicago metterà all'incanto una delle più importanti collezioni private di vetri italiani del dopoguerra.

I vetri di Murano attirano nuovi collezionisti. Grande successo da Cambia Milano il 27 febbraio per un'importante vendita di vetri di Murano che da sola ha fatturato 752mila euro, con l'80% dei lotti venduti e il 162 % del venduto sul valore (la percentuale del venduto a compratori stranieri ammonta al 61%), mentre nello stesso giorno una seconda asta è stata dedicata alle arti decorative del XX secolo che ha totalizzato 154mila euro col 67% dei lotti venduti e il 112% del venduto sul valore (la percentuale del venduto all'estero è stata del 32%). Le vendite sono state caratterizzate dalla scelta di Cambi di non limitarsi solo al mercato dei pezzi importanti da 20mila euro in su, acquistati dai grandi collezionisti internazionali. Si è voluto allargare il mercato a una fascia di nuovi collezionisti che fino a poco tempo fa si aggiudicavano lotti tra mille e 2mila euro e che ora sono disposti a spendere ben di più. Molti dei 300 lotti proposti nell'asta di vetri di Murano sono stati venduti a più del doppio della stima di partenza, mentre è risultato elevato il numero di lotti aggiudicati che partivano da una stima più contenuta, a conferma di come il vetro di Murano sia al centro dell'interesse di nuovi collezionisti. L'asta dei vetri ha avuto alcuni exploit eccezionali come il vaso “Gomitolo” in vetro sommerso di Dino Martens, per Aureliano Toso, Murano, pezzo unico esposto alla XXVII Biennale di Venezia nel 1954 e volato a 117.500 euro da una stima di 8-10mila, e due rarissimi vasi in vetro soffiato con decoro a murrine di Umberto Bellotto, degli Artisti Barovier, per Compagnia Venezia Murano, che contro una stima entrambi di 20-25mila euro cadauno, sono stati venduti rispettivamente a 50mila e 37.500. Molto apprezzata anche un'eccezionale coppa di vetro a mosaico a grandi murrine trasparenti incorniciate in blu di Ercole Barovier, aggiudicata a 52.500 euro contro una stima di 15-18mila.
Nella vendita dedicata alle Arti Decorative, soprattutto per le ceramiche realizzate da Lenci di Torino nel 1929: il top lot è stata una scultura in terraglia a colaggio, intitolata “Regime secco” e raffigurante un uomo che beve abbracciato a un lampione, che da una stima di 4-5mila euro è stata aggiudicata a 10mila euro.

Anche Finarte punta sul Design. Il 13 febbraio si era tenuta presso il Gruppo Finarte di Milano, nella sede dei Frigoriferi Milanesi, la prima asta nel settore di Design e Arti Decorative con un fatturato di 300mila euro e il 95% del venduto sulle stime, con grande partecipazione online (il 20% aggiudicato online). Tra le opere italiane di Design, “Iride”, una lampada da terra, pezzo unico del 1954 di Ico Parisi, stimata 3.500-4mila euro è stata aggiudicata a 7mila euro, tre poltrone “Elettra” firmate B.B.P.R. in ferro tubolare verniciato, realizzate da Artflex nel 1953, con stima 3mila euro ne hanno spuntate 5.625. Un'importante specchiera da tavolo di Max Ingrand, realizzata per Fontana Arte nel 1954, struttura in ottone lucio, cuore in cristallo molato con vetro specchiato, è stata aggiudicata per 10.250 euro, mentre un vaso con manici circolari in vetro di colore ametista decorato da murrine di Giuseppe Barovier è passato di mano per 5mila euro.
Tra il 13 e il 22 febbraio si è tenuto a Via Pitteri, nella tradizionale seconda sede deIl Ponte Casa d'aste di Milano il primo appuntamento dell'anno dedicato a vari settori, tra cui arredamento, con un fatturato di 670mila euro, con l’80% di lotti venduti e il 148,6% del venduto sul valore. I risultati ottenuti nella tornata di decorazione d'interni e modernariato hanno confermato un miglioramento generale del mercato, col 72% di lotti venduti e un 100% del venduto sul valore. Da segnalare un elegante guardaroba da ingresso di Osvaldo Borsani realizzato negli anni '50 in legno di palissandro con decori floreali dipinti attribuiti a Adriano Spilinbergo, che stimato 800-900 euro ne ha realizzati 1.890.

Vetri a stelle e strisce. Atteso un trionfo dei vetri italiani di Murano del dopoguerra da Wrighta Chicago: il 23 maggio la nota casa d'aste americana, leader mondiale nel settore del Design, disperderà una delle più importanti collezioni private di vetri italiani del dopoguerra con opere significative di Paolo Venini, Ercole Barovier e Dino Martens, esaltando l'eccellenza innovativa del vetro di Murano negli anni '50 e '60, ispirata dall'uso degli accesi colori e modelli recuperati dalla pittura espressionista e dall'op-art. Un capolavoro assoluto di design è “La Sentinella di Venezia” di Thomas Steams, opera scultorea unica in vetro con solo un'altra variante, realizzata da Venini nel 1962 in omaggio a Venezia e all'isola di Murano da parte dell'artista americano, e stimato 300-500mila dollari. Per due anni, a partire dal 1960, Steams lavorò da Venini sfidando i soffiatori dell'azienda con il suo design complesso e sperimentale. Oggi le sue opere sono considerate tra le più importanti realizzate sull'isola di Murano. La collezione che sarà dispersa a maggio si focalizza sulle opere di Fulvio Bianconi (un suo vaso “Con macchie modello 4324” realizzato per Venini nel 1950, in vetro trasparente e decorazioni in ametista ha stima tra 90-120mila dollari, proveniente dalla collezione di Kitty Baldwin Weese, moglie del celebre architetto di Chicago Harry Weese), di Ercole Barovier (un vaso a intarsio di tessere di vetro realizzato nel 1961-63 per Barovier & Toso ha stima 30-40mila dollari) e di Dino Martens (il suo vaso “Geltrude modello 5299” realizzato per Aureliano Toso nel 1954 in vetro policromo con inclusioni di rame parte dalla stima di 30-40mila dollari).

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