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Luci e ombre del Premio Arte Laguna: ecco i vincitori

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Luci e ombre del Premio Arte Laguna: ecco i vincitori

Sono stati annunciati ieri sera, 17 marzo, i vincitori della 12ª edizione del Premio Arte Laguna, organizzato a Venezia, alle Nappe dell'Arsenale nord, dall'Associazione culturale MoCA (fondata nel 2007 da Laura Gallon e Beatrice Susa) e curato da Igor Zanti. Le opere premiate sono esposte, da oggi fino all'8 aprile, insieme agli altri finalisti, in totale 115. Per la sezione pittura è stato premiato Alessandro Fogo, classe 1992, che ha partecipato con un olio su lino di grandi dimensioni premiato per la qualità pittorica e per il tono surrealista e l'approccio compositivo visionario; per la sezione fotografia, il duo spagnolo Rojo Sache, formato da Rosa Isabel Vazquez (1971) e Jose Antonio Fernandez (1976), per il taglio irriverente nell'affrontare una tematica attuale come quella della condizione dell'anziano nella società; per la sezione scultura e installazione, il duo giapponese Yukawa-Nakayasu, classe 1981 e 1982, per l'opera “A Survey for the History of Sexuality Falls from the Skies”, che trasporta lo spettatore nel microcosmo degli artisti, un universo assemblato, fatto di ritualità e mistero; per la sezione Land Art e Urban Art, un altro spagnolo,

Gonzalo Borondo (1989), con un intervento site specific realizzato in una cappella funebre del Cimitero di Selci, in provincia di Rieti, che si è rivelato un ottimo esempio di arte pubblica contemporanea, capace di bilanciare ricerca formale e profondo rispetto del contesto; per la sezione video arte e performance, la polacca Paula Tyliszczak(1986), per la sensibilità, il rigore compositivo e l'originale prospettiva medica attraverso cui ha narrato un tema importante e attuale come la riappropriazione del corpo femminile.

Il premio. In palio c'è un riconoscimento monetario di 7.000 euro per ciascun vincitore. Inoltre sono stati assegnati ben 35 altri premi minori, promossi in collaborazioni con diverse istituzioni e aziende, per partecipare a residenze d'artista in Italia e all'estero. In gara c'erano 5.500 artisti, 300 in più rispetto all'anno scorso. “Dalla prima edizione il premio è molto cresciuto ed è diventato internazionale” ha dichiarato il curatore Igor Zanti, “infatti il primo anno c'erano 700 iscritti di cui il 90% italiani e il 10% internazionali, ora le percentuali si sono invertite”. In particolare sono aumentate le partecipazioni dal Medio Oriente e dall'Asia, con paesi come Taiwan, Arabia Saudita, Bangladesh e India. Il premio si pone come obiettivo quello di restituire una fotografia della produzione artistica contemporanea internazionale, ma la qualità delle opere inviate all'attenzione della giuria di esperti è altalenante.

Accanto ad alcune proposte interessanti, come la grande installazione di Nadine Grenier, francese, 1983, composta di 300 orologi le cui lancette ogni due minuti, per un secondo, formano una scritta sulla vanitas, ci sono anche opere volte a shockare l'osservatore (come un'installazione fatta di conigli senza testa che si riscaldano al contatto della mano o una pelle d'uomo stesa a mo' di pelle d'orso), oppure caratterizzate da citazioni troppo puntuali di opere di noti artisti contemporanei (come una serie di vibratori incrostati di conchiglie che rimandano alle recenti opere di Damien Hirst, oppure un'installazione all'uncinetto che ricorda da vicino quelle di Joana Vasconcelos).

La qualità. “Sebbene proprio la sezione pittura registri il maggior numero di partecipanti, evidenziando come questa pratica artistica sia ancora, a livello mondiale, la più diffusa, a livello critico è la sezione che presenta maggiori problemi di analisi e di interpretazione, frutto di una incertezza identitaria profonda” ha commentato Igor Zanti. “Scultura e installazione, invece, godono di ottima salute, con una forte preponderanza dell'installazione. Anche la digital art e l'arte virtuale vivono un momento di grande fortuna. Rimane costante lo sviluppo della ricerca fotografica e si conferma l'inesorabile crescita della videoarte. Un po' a rilento si sviluppa la performance art, mentre sorprende che i lavori più interessanti si siano visti nell'ambito della Land Art e della nuova sezione della Urban Art”. Tale divisione in generi artistici si è rivelata in molti casi anacronistica e non adatta a restituire la realtà della pratica artistica contemporanea, ma viene mantenuta per motivi organizzativi, anche se in futuro potrebbe essere eliminata. Per le prossime edizioni si aspira anche a trovare degli sponsor che possano coprire le spese di trasporto e assicurazione delle opere finaliste esposte nella mostra. Attualmente il premio si sostiene grazie alla quota d'iscrizione di circa 50 € richiesta per ogni opera inviata (quindi per 5.500 opere pervenute quest'anno si calcolano 275.000 €), che in passato ha sollevato critiche da parte di alcuni artisti e che serve a coprire le spese di organizzazione della mostra e del personale.

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