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Picasso in punta di matita in mostra al MASI di Lugano

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Picasso in punta di matita in mostra al MASI di Lugano

Minotauro ferito, cavallo e figure (particolare) © Succession Picasso / 2018, ProLitteris, Zurich
Minotauro ferito, cavallo e figure (particolare) © Succession Picasso / 2018, ProLitteris, Zurich

“Datemi un museo e io ve lo riempirò!” diceva Picasso. Vera o apocrifa che sia questa citazione, se contassimo pazientemente la torrenziale produzione di disegni, incisioni, dipinti, sculture creati da Picasso durante la sua lunga vita e solo in parte catalogati nel ”palazzo non finito” che è il catalogue raisonné di Christian Zervos che conta 16mila lavori (il compendio più vasto esistente delle sue opere), ci renderemmo conto che il maestro non la sparò poi così grossa.

Di musei, con le sue opere, Pablo Picasso (Malaga, 1881 - Mougin, 1973) ne ha riempiti molti dopo la sua scomparsa avvenuta 45 anni fa, e le esposizioni a lui dedicate che ciclicamente musei e gallerie d'arte di tutto il mondo organizzano ogni anno, continuano ad attrarre un pubblico sempre più appassionato. Forse perché, in fondo, molti aspetti della vasta produzione del pittore andaluso, che abbraccia otto decenni, non sono stati ancora adeguatamente indagati, come dimostra la personale inaugurata da pochi giorni a Lugano al Museo d'arte della Svizzera italiana (MASI) intitolata “Picasso. Uno sguardo differente” in corso.

L'esposizione aperta fino al 17 giugno 2018, curata da Carmen Giménez, massima esperta al mondo di Picasso, curatrice di Arte del XX secolo presso il Guggenheim di New York, propone una nuova, inedita prospettiva per leggere l'opera del maestro andaluso, analizzando la fase creativa attraverso 105 disegni e 15 sculture eseguite tra il 1907 e il 1967 provenienti dal Musée Picassodi Parigi.
La mostra indaga l’origine delle idee e delle ricerche formali che hanno portato alla creazione dei lavori finali di Picasso e analizza la reciprocità tra disegno e scultura.

Potremmo definirla una mostra “in punta di matita”, in quanto incentrata sulla immensa produzione di lavori su carta lasciati dal maestro, eseguiti con tecniche diverse: acquerello, pastello, carboncino, inchiostro e collage.
Picasso, infatti, ha dipinto molto per sé, prima ancora che per il mercato e molte delle opere che appartenevano alla sua collezione personale, che raramente lasciavano le case in cui il maestro abitava, prima e dopo la morte dell'artista entrarono a far parte di diverse istituzioni museali, a cominciare dal Musée Picasso di Parigi.

Il lascito del maestro. Lo storico dell'arte Maurice Rheims, incaricato dalla Francia di catalogare i beni personali del maestro alla sua morte per la ripartizione legale tra gli eredi, si trovò di fronte a 100.000 opere (60.000 inedite), appartenenti all'artista. Un vero e proprio tesoro nascosto, come
racconta ad ArtEconomy24Laurent Le Bon, presidente del Musée Picasso, in occasione dell'inaugurazione della mostra al MASI di Lugano: “Alcune di esse furono acquisite un anno dopo la morte di Picasso, nel 1974, dallo Stato Francese attraverso il meccanismo della “dation an paiement”, meccanismo istituito negli anni Sessanta quando l'artista era già anziano. In sintonia con gli eredi che si accordarono con lo Stato, fu possibile dare vita nell'antico Hôtel Salé a Parigi a quello che dal 1985 è il Musée Picasso in cui confluì nel 1990 anche il lascito di Jacqueline Roche, l'ultima moglie del maestro”.
Il diritto di prelazione offerto dagli eredi dell'artista allo Stato francese ha permesso che la collezione fosse rappresentativa dell'intera carriera di Picasso, con pezzi che l'artista ha tenuto per sé per tutta la vita. Oggi l'Hôtel Salé, definito dallo storico dell'arte Bruno Fouchart “Il più grande, il più straordinario, per non dire stravagante dei grandi hôtel parigini del XVII secolo “, raccoglie circa 5mila opere, la più completa collezione pubblica dell'opera di Picasso: “I disegni e le sculture esposte qui a Lugano, provengono tutte dal Musée Picasso e sono solo una selezione del vasto corpus di opere grafiche dell'artista che possediamo.
Si dice che quando morì, ormai novantunenne, Picasso tenesse ancora in mano la matita. Quanto il disegno è stato importante per il maestro?
“Picasso ha sempre disegnato sin da quando era bambino sino alla tarda età. Non ha mai smesso di lavorare e disegnare. Le sue idee trovavano inizialmente forma in una serie infinita di disegni, abbozzi, studi preparatori, propedeutici alla creazione di tele e sculture, come possiamo ammirare in queste sale” conclude Laurent Le Bon.

La nascita di un nuovo museo Aix-en-Provence. La vasta produzione del maestro ha permesso nel corso del tempo di creare ben cinque musei monografici tra cui il Museo Picasso di Antibes, inaugurato nel 1947; il Museo Picasso di Barcellona, aperto nel 1963. Nel 2000 è stato aperto in Germania il Kunstmuseum Pablo Picassoe per il 2021 è prevista l'apertura ad Aix-en-Provence, nel sud della Francia, di un nuovo museo su tre piani dedicato a Pablo Picasso che custodirà una raccolta eccezionale composta di mille dipinti e mille sculture, oltre a ceramiche, illustrazioni e fotografie appartenenti a Catherine Hutin-Blay, figlia di Jacqueline Roque, ultima moglie del pittore. Si tratta di un fondo di oltre 2mila opere, per lo più sconosciute e risalenti all'ultimo periodo del pittore, dal 1952 al 1973, anno di morte dell'artista, che riflettono il rapporto tra Jacqueline e Picasso.
Se il progetto andrà in porto, il museo di Aix-en-Provence, per l'importanza delle opere, sarà il secondo museo di Francia dedicato al maestro, capace di attirare, stando alle aspettative, tra i 450 e i 500mila visitatori all'anno.

I disegni di Picasso sono di scena anche a Milano. La galleria Tega, negli spazi di via Senato 20, fino al 25 maggio presenta una serie di carte dedicate al tema del nudo e al ritratto, due tra i generi più frequentati dall'artista spagnolo. I collezionisti e i visitatori possono ammirare una ventina di opere, tra cui un raro dessin à l'encre brune del 1902, “Maternité, Femme penchée sur un Berceau”; una bellissima gouache sur papier del 1920 “Guitare” proveniente dalla
collezione Ladislas Szecsi ed esposta al MoMA di San Francisco già nel 1938, anno successivo alla realizzazione di “Guernica”; un crayon post-cubista del 1914 intitolato “La negrita”, oltre ad alcuni disegni più maturi come la potente “Tete de femme” del 1960” o l'olio su cartone “La Mariée” del 1969. Le maggior parte delle opere esposte appartengono alla Galleria Tega e il listino dei prezzi varia da 250mila a 1,5 milioni di euro, secondo l'importanza dell'opera .
Le opere su carta di Picasso sono ritenute in assoluto le più costose dei maestri del XX secolo e le quotazioni possono andare alle stelle, come è accaduto nel 2005 con la rarissima gouache del 1907 “Nu Jeune”, proveniente dalla collezione Josephine e Walter Buhl Ford, passata in origine per le mani di Kahnweiler, il leggendario gallerista dei Cubisti, proposta a New York da Sotheby's con una valutazione di 3.000.000-4.000.000 di dollari e balzata a seguito dei rilanci a 13.736.000. Si trattava di uno degli studi di Picasso a matita, tempera e olio che culminarono nell'opera “Les Demoiselles d'Avignon”, completata nella primavera del 1907, preceduta da centinaia di schizzi e disegni. Nella scheda del catalogo di vendita di Sotheby's leggiamo che secondo Pierre Daix, il lavoro
battuto a New York sarebbe il primo studio per l'enorme tela conservata al MoMA di New York e rappresenta la figura lungo il lato destro della
composizione.
Il fatturato complessivo delle opere di Picasso passate sotto il martello nel 2017 è stato di 382.653.253 dollari (2.2813 lotti scambiati, tasso di invenduto par al 13,1%). Nel 2015 il fatturato raggiunse quota 567.582.000 dollari, il più alto mai registrato.

Gli appuntamenti con Picasso nel 2018.
Il 2018 è ricco di appuntamenti internazionali volti ad indagare l'opera padre del Cubismo. Alla Tate Modern di Londra fino al 9 settembre è possibile visitare la mostra “Picasso 1932. Love, fame, tragedy”. La figura femminile, costantemente presente nei lavori del maestro, è al centro dell'esposizione londinese che attraverso più di 100 dipinti, sculture e disegni, fotografie e documenti mette in luce anche gli aspetti privati della vita del pittore. L'opera di Picasso è stata di fatto scandita dalla presenza delle molte donne che hanno incrociato il loro destino con quello del maestro. Alcune di loro hanno concluso la propria esistenza in modo tragico come Jacqueline Roche, l'ultima compagna morta suicida nel 1986; Dora Maar, talentuosa artista e fotografa che si spense in una casa di ricovero, e Marie Thérèse Walter. Alla Tate Modern sono esposti tre degli straordinari dipinti che ritraggono appunto Marie-Thérèse Walter, mostrati insieme per la prima volta da quando sono stati creati in soli cinque giorni nel marzo del 1932.
Una di queste tele, originariamente appartenuta alla collezione di Victor e Sally Ganz che l'acquistarono nel 1941 per 7mila dollari, fu comprata in asta da Christie's nel novembre del 1997 da un collezionista privato per 48,4 milioni di dollari e nel 2001 entrò a far parte della raccolta di Steve Wynn che la rivendette nel 2013 al finanziere Steve Cohen per 155 milioni di dollari.
Al Musée Picasso, invece, grazie alla collaborazione con ilMuseo Nacional Centro de Arte Reina Sofíadi Madrid, a partire dal 27 marzo sarà possibile visitare una selezione di schizzi e disegni sulla genesi di “Guernica”, in occasione dell' 80° anniversario della creazione di questo monumentale dipinto, tra i più conosciuti al mondo, conservato a Madrid dal 1992 e realizzato nel 1937 a seguito del bombardamento della città basca di Guernica il 26 aprile 1937.

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