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BeArt lancia il crowdfunding sull’arte per le Pmi, parola di Mattei

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BeArt lancia il crowdfunding sull’arte per le Pmi, parola di Mattei

BeArt è una piattaforma italiana per far crescere il mecenatismo e il collezionismo tra le Pmi italiane. Fondata nel 2015 all'inizio ha sperimentato il modello di crowdfunding tradizionale, rivolto alle persone fisiche, mentre ora la sfida è di coinvolgere le piccole e medie imprese che, in cambio del loro contributo economico, ricevono una serie di benefici studiati su misura del progetto artistico e della somma erogata. In questa intervista Mauro Mattei, ceo di BeArt, spiega come funziona la piattaforma.
Chi sono i soci di BeArt?
I soci fondatori di BeArt sono Mauro Mattei, (dottore commercialista in Italia e chartered accountant nel Regno Unito, esperto di trust e di pianificazione patrimoniale, collezionista e patron della Contemporary Art Society di Londra) Jessica Tanghetti (dottore di ricerca in materia di investimenti delle aziende nell'arte contemporanea, art advisor e partner culturale in residence presso il King's College di Londra, Facoltà Arts&Humanities, si occupa inoltre dello sviluppo di progetti culturali tra Londra e Milano) e Giorgio Bartoli, fondatore dell'agenzia di comunicazione internazionale Go Lab.
Come vengono selezionati i progetti ?
Ciò che la differenzia rispetto alle altre piattaforme di crowdfunding è la qualità dei progetti che sono esclusivamente di arte contemporanea. Un team interno di esperti seleziona le migliori proposte. Ogni forma di progettualità è ben accetta, a condizione che sia pertinente al mondo dell'arte e dimostri qualità e credibilità. Vengono scartati circa l'80% progetti presentati per mancanza dei requisiti richiesti che sono di livello elevato. Il prossimo obiettivo è costituire al nostro interno un comitato scientifico dedicato alla selezione dei progetti. Non puntiamo sulla quantità, ma sulla qualità.
Quanti sono i progetti dall'avvio della piattaforma e quanti quelli attivi?
Dall'avvio della piattaforma dall'ottobre 2015 abbiamo presentato 40 progetti di cui più del 60% quelli finanziati con successo. I progetti attivi contemporaneamente sono solitamente cinque o al massimo sei.
Come viene stabilita la durata della raccolta fondi?
Ogni campagna ha esigenze diverse e a se stanti. Sulla base degli indicatori di best practice e di attenzione da parte del pubblico la durata della campagna ideale è di 60 giorni, ma non escludiamo campagne più brevi o più lunghe in base alla specifica esigenza del progetto che non deve superare i 60 giorni e, pertanto, non consigliano di superare tale durata.
E se non viene raggiunto l'ammontare stabilito?
Si può prolungare la durata e, diversamente da altre piattaforme di crowdfunding è possibile scegliere il modello di campagna che meglio si addice alle necessità, All or Nothing con il quale si ottiene la disponibilità dei fondi solo se il target finanziario viene raggiunto al 100% o Keep it All quando, indipendentemente dal raggiungimento dell'obiettivo finanziario, l'ideatore del progetto ottiene l'accesso ai fondi e in questo modo ottiene comunque un supporto economico utile.
Quali sono i costi ?
Per le operazioni di crowdfunding “retail” BeArt applica sull'importo totale raccolto una commissione dell'8% che include Iva (quando applicabile) omnicomprensiva del servizio. Per le operazioni destinate al segmento corporate la commissione è del 15% sempre sull'ammontare raccolto in quanto richiede un maggior impegno per far apprezzare il “prodotto arte” all'impresa che non ha mai sperimentato questo strumento di marketing le cui caratteristiche sono la trasparenza e la democraticità. Le piccole e medie imprese che vogliono costruire la propria identità nel mondo dell'arte possono farlo impiegando risorse contenute e offrendo in cambio dei benefici.
Come viene percepito il crowdfunding in Italia ?
È un segmento ancora difficile e poco sviluppato. C'è poca cultura rispetto a quella anglosassone, ma sicuramente stiamo sperimentando una crescita di interesse costante. Le difficoltà sono legate anche al fatto che non è sufficiente lanciare online un bel progetto, ma occorre una promozione continua da parte di chi lo ha ideato. La nostra è una bella sfida che nasce dalla frustrazione di vedere delle belle idee e dei bei progetti che non hanno le risorse necessarie per partire, il che per noi ha una ricaduta sul sociale.
Le prossime sfide?
Superare i confini, anche se di fatto la piattaforma non ha confini. L'espansione territoriale si è concretizzata attraverso due progetti che abbiamo avviato a Lisbona. Stiamo lanciando una campagna di crowdfunding per FEA, il primo Festival di studi d'artista di Lisbona che si svolgerà durante ARCO Lisboa dal 18 al 20 maggio 2018 e anche una campagna per un grande progetto di arte pubblica a settembre 2018 che raccoglierà più di 400 volontari in una azione collettiva sulla città. Anche in questi casi coinvolgeremo sia la comunità locale con il crowdfunding tradizionale sia il mondo della piccola e media impresa con il corporate crowdfunding per il quale abbiamo avuto risposte già molto positive.

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