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FuturDome ospita il lavoro dell’artista Van Der Werve con il sostegno di…

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FuturDome ospita il lavoro dell’artista Van Der Werve con il sostegno di BeArt

FuturDome, un palazzo liberty che negli anni 40 è stato il ritrovo degli artisti del Secondo Futurismo, ora sede di Isisuf - Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo - di Atto Belloli Ardessi e museo indipendente per far conoscere talenti emergenti internazionali, pionieri di nuovi linguaggi espressivi. Gli spazi ospitano (dal 28 febbraio al 12 aprile) la più completa ricognizione monografica di Guido van der Werve, dal titolo «Auto Sacramental», un progetto a cura di Atto Belloli Ardessi e Ginevra Bria. L'opera, che accoglie il pubblico a FuturDome ma in realtà accompagna all'uscita (il video è visibile uscendo dal cortile) è una delle più famose dell'artista, «Nummer acht, everything is going to be alright, 10'10», 16 mm film to HD, Gulf of Bothnia FI, 2007 (Monitor, Roma-Lisbona). L'artista è filmato mentre cammina sullo strato di un mare ghiacciato seguito da un'enorme nave che rompe la superficie e crea dietro di sé un canale di acqua gelida. Nonostante il rischio di cadere nel mare ghiacciato per una manovra improvvisa e imprevista della nave Guido van Der Werve con indosso un cappotto elegante e aperto, cammina come se stesse camminando in città senza fermarsi mai.

«La mostra – spiegano i due curatori – è una ricognizione monografica che comprende oltre venti lavori, tra videoinstallazioni, fotografie, sculture e performance, ed è costata diverse decine di migliaia di euro. Ma grazie ad aziende come Knauf-Aquapanel, main partner di FuturDome; a compagnie come Gondrand Logistics e Ciaccio-Brokers; a imprese come la Audio-visual Advanced art; alla sensibilità dell'Orchestra Filarmonica dei Navigli e ovviamente a BeArt e a BeAdvisors, il percorso ha acquisito la portata miliare cercata. I sostenitori di questo progetto - proseguono Belloli e Bria - sono sempre state le aziende e i privati che hanno creduto non solo nella sua programmazione, ma che hanno voluto valorizzare la storia del palazzo, la sua memoria e il suo corso vettoriale attraverso l'avanguardia».

Il crowdfunding. BeArt è una piattaforma online nata nell'ottobre 2015 per il crowdfunding esclusivamente dedicata al supporto di progetti di arte contemporanea. Per questo progetto BeArt ha deciso di avviare un'operazione di corporate crowdfunding per l'arte contemporanea e puntare a far crescere un nuovo mecenatismo e collezionismo, soprattutto, tra le piccole e medie imprese italiane. L'importo che si prefigge di raccogliere è 20mila euro e ad oggi (29 marzo) sono stati raccolti 4.350 euro attraverso cinque sostenitori. La raccolta fondi, con la formula Keep it All si chiude a metà aprile.

L'artista. Guido Van Der Werve, olandese ma vive e lavora a Berlino, realizza film che comportano l'estrema resistenza fisica e abilità, arrampicate, ciclismo, nuoto e corsa, accompagnati da una colonna sonora che l'artista compone e spesso recita, rendendo omaggio a compositori romantici che ammira. È per sua stessa ammissione un romantico, piuttosto originale, che mette sottosopra la serietà esistenziale del suo lavoro con un umorismo insolito che spesso vaga nell'assurdità. I suoi lavori sono caratterizzati da riprese lunghe e meditative, nonché dal rifiuto di lavorare con attori professionisti. Inoltre dal 2007 compone le colonne sonore che utilizza. Tutti i suoi lavori sono numerati in olandese e sottotitolati in inglese e sono presenti nelle collezioni di musei e fondazioni internazionali come il Museum of Modern Art di New York, la Goetz Collection di Monaco, l'Hirshhorn Museum e il Sculpture Garden a Washington DC, lo Stedelijk Museum di Amsterdam, il Boymans Museum di Rotterdam e il MWOODS Museum di Beijing. Ha partecipato alla Biennale di Venezia, Performa, alle Biennali di Mosca, Istanbul e a Manifesta.
Dal 2005 lavora con la galleria Monitor (Roma, Lisbona) con la quale ha avuto tre personali. Fa parte anche della scuderia di Lurhing Augustine Gallery di New York. L'artista non ha passaggi in asta secondo il database di Artprice. In galleria da Monitor si possono trovare sia i video sia le opere fotografiche. I prezzi variano a seconda della tipologia di video, ecco qualche esempio. L'opera più recente «Nummer Zestien», 2015 (58'00”, video installazione 3 canali 4K con pianola, Amsterdam ed 2/8 + 2 AP € 87.500 + Vat) esplora i diversi stati mentali che compongono la nostra coscienza e che tutti noi impieghiamo ogni giorno per navigare nel mondo esterno. Il lavoro è su uno sfondo nero scuro in uno spazio puramente psicologico, con tre gruppi separati di individui, ognuno dei quali popola il funzionamento della mente interiore dell'artista.

I suoi primi progetti, come ad esempio «The Walking Pigeon», 2001 (ed 2/5 + 2AP), «Suicide no 8945 till 8948», 2001 (ed 2/5 + 2AP), presentano un prezzo pari a 20.000 euro + Iva. Le fotografie, che si possono ammirare anche nella mostra, in edizione di 5 +1 AP sono nell'ordine di 5.500 euro + Iva.

«Sono felicissima del progetto di FuturDome – racconta Paola Capata (Monitor) – perché si tratta davvero della più grande e completa retrospettiva dedicata all'artista ed è la prima volta in assoluto che viene presentato un lavoro durissimo ma magnifico “Nummer Zestien”. Molti storceranno il naso vedendolo, perché è un'opera diversa, straniante, cruda: un pugno allo stomaco». La gallerista si augura che «il pubblico italiano (e non solo) apprezzi questa mostra, frutto di un lavoro enorme che Atto e Ginevra hanno intrapreso con grandissima professionalità, correttezza, determinazione; è stato un piacere collaborare con loro» conclude la gallerista Paola Capata.

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