ArtEconomy24

La collezione Agrati donata a Intesa Sanpaolo

arte e finanza

La collezione Agrati donata a Intesa Sanpaolo

La collezione Luigi e Peppino Agrati entra nel patrimonio artistico di Intesa Sanpaolo, lo ha deciso il Cavalier Luigi Agrati, scomparso nel 2016, con un atto di donazione. Tra le opere «Triple Elvis» di Andy Warhol , «Financial District» di Jean-Michel Basquiat, un «Concetto spaziale» di Lucio Fontana, un «Package» di Christo (Javacheff Christo), una «Grande pittura» di Mario Schifano e un «Achrome» di Piero Manzoni. Una selezione di una ottantina di opere della raccolta, composta da 500 lavori che arricchiranno il patrimonio artistico di Intesa Sanpaolo, sarà esposta, grazie alla disponibilità di sua moglie Mariuccia Agrati (102 anni), alle Gallerie d'Italia – Piazza Scalaa Milano nella mostra “Arte come rivelazione. Opere dalla collezione Luigi e Peppino Agrati”, da mercoledì 16 maggio a domenica 19 agosto. Il progetto espositivo è curato da Luca Massimo Barbero, con il coordinamento generale di Gianfranco Brunelli. L’ufficializzazione avviene ora con la mostra, la collezione studiata dal professor Francesco Tedeschi è stata pubblicata in un catalogo Electa .

La storia e il valore. La collezione Luigi e Peppino Agrati fu creata a partire dal 1968 dai due importanti industriali, eredi ed esponenti della borghesia illuminata lombarda. Dopo la morte di Peppino nel 1990, il testimone è stato raccolto dal fratello Luigi che, insieme alla moglie, ha deciso di donare questo tesoro - che ha una stima di mercato di 300 milioni di euro – alla banca. Oltre agli artisti di calibro internazionale, vi è una folta schiera di artisti italiani fra i più prestigiosi, tra i quali Lucio Fontana, Piero Manzoni, Mario Schifano, Alberto Burri e Fausto Melotti. Con molti di essi, gli Agrati hanno avuto un rapporto di dialogo e di amicizia. Dall'Informale alla Pop Art, dall'Arte Povera alla Conceptual Art per arrivare al Neoespressionismo e alla Transavanguardia, la collezione attraversa e intreccia i movimenti che hanno segnato il percorso dell'arte, non solo italiana, ma internazionale nella seconda metà del Novecento.

Già nelle scorse settimane Giovanni Bazoli, presidente emerito di Intesa Sanpaolo, aveva anticipato la donazione e oggi ha commentato: “La collezione Luigi e Peppino Agrati, una delle più importanti raccolte d'arte del secondo Novecento esistenti in Italia, entrerà a far parte delle collezioni di Intesa Sanpaolo grazie al gesto di straordinaria liberalità del Cavaliere del Lavoro Luigi Agrati. Nel prossimo maggio una selezione significativa di opere di tale collezione sarà presentata al pubblico per la prima volta nelle Gallerie di Piazza Scala a Milano”.

Il patrimonio di Intesa Sanpaolo. La raccolta della banca si contraddistingue per ampiezza e varietà. Le opere coprono un periodo temporale molto vasto, dall'archeologia fino alla contemporaneità, e sono di diversa provenienza. I principali nuclei collezionistici sono le ceramiche attiche e magnogreche (la storica raccolta Caputi da Ruvo di Puglia), le icone russe, il Settecento veneziano, l'Ottocento lombardo e napoletano, dipinti e sculture del Novecento. Sono ben 20.000 le opere in collezione, 10.000 di particolare interesse storico-artistico, tra le quali il masterpiece assoluto è «Sant'Orsola» di Caravaggio, accanto ad altri capolavori come la celebre kalpis attica del Pittore di Leningrado, i dipinti prefuturisti di Boccioni o le opere di Fontana, Manzoni, Burri.

La collezione si è formato dall'insieme delle diverse raccolte d'arte che appartenevano agli oltre 250 istituti bancari sparsi in tutte le regioni italiane e che nel tempo sono confluiti nel Gruppo. Si tratta di un'eredità costituita da opere d'arte, palazzi storici e importanti materiali d'archivio. Le acquisizioni avvenivano per iniziativa dell'alta dirigenza delle banche. Inizialmente, fin dalle prime casse di risparmio della seconda metà Ottocento, più che altro per esigenze di arredo e di rappresentanza delle nuove sedi, successivamente con una piena consapevolezza di promuovere e collezionare l'arte. Basta pensare alla fervente e lungimirante attività collezionista della Comit ai tempi della presidenza Mattioli, che ha portato alla costituzione di una raccolta del secondo Novecento pressoché completa di tutte le tendenze dell'arte di quell'epoca.
Parte delle collezioni è esposta alle Gallerie d'Italia a Milano, Napoli e Vicenza, i tre musei di Intesa Sanpaolo che sono concreta testimonianza dell'impegno della banca nella valorizzazione e condivisione dei beni d'arte di proprietà. Nel dettaglio, in Piazza Scala a Milano ci sono 200 opere dell'Ottocento, comprese quelle della Fondazione Cariplo, e un centinaio del Novecento selezionate a rotazione dalle oltre 3.000 che formano la raccolta d'arte del XX secolo. A queste si aggiungono le 400 opere che il pubblico può vedere accedendo eccezionalmente al caveau del museo. A Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli, in coerenza con il contesto territoriale, ci sono 125 dipinti e sculture di arte meridionale tra Seicento e inizio Novecento, oltre allo straordinario Martirio di Sant'Orsola di Caravaggio, capolavoro delle nostre collezioni. Infine a Vicenza, a Palazzo Leoni Montanari, le civiltà si incrociano e sono esposti 140 icone russe, 35 dipinti del Settecento veneto e un nucleo di vasi attici e magnogreci – anche questi, come per la collezione del Novecento, scelti tra i 500 che compongono la raccolta e presentati a rotazione in percorsi temporanei –. Al di fuori degli spazi museali, altre opere sono collocate in uffici di alta rappresentanza, in depositi attrezzati, altre ancora sono in comodato d'uso a istituzioni culturali pubbliche.
Negli ultimi anni la banca ha rivolto i maggiori sforzi e risorse nella conservazione e valorizzazione del patrimonio esistente, in particolare per l'apertura delle Gallerie d'Italia (esperienza pilota a Vicenza nel 1999, seguono Napoli nel 2007 e Milano nel 2011 e 2012). Oggi invece si sta tornando a valutare l'ipotesi di ampliare le raccolte, soprattutto quelle Novecento, per la naturale necessità di aggiornare una collezione che si occupa di contemporaneo.

Accanto all'attività espositiva permanente nelle tre sedi delle Gallerie, il Progetto Cultura di Intesa Sanpaolo, realizzato dalla Direzione Centrale Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo guidata da Michele Coppola, organizza mostre temporanee con prestiti e scambi con le istituzioni museali nazionali e internazionali. Il programma Restituzioni dal 1989 sostiene il restauro di opere del patrimonio nazionale individuate in collaborazione con gli organismi pubblici di tutela. Infine, l'Officina delle idee mira ad offrire a giovani, laureati e post–laureati occasioni formative qualificanti nel mondo dell'arte.

© Riproduzione riservata