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Milano, successo per il figurativo da Christie's e record per Leoncillo, Licini, Dorazio, Pirandello e Donghi

Antonio Donghi, «Ragazzi alla finestra»
Antonio Donghi, «Ragazzi alla finestra»

L'Art Week milanese si è aperta ufficialmente con l'atteso incanto di arte moderna e contemporanea di Christie's, che quest'anno celebra, nelle sontuose sale di Palazzo Clerici, i sessant'anni di presenza in Italia.
Durante la serata sono stati aggiudicati 54 lotti su 57 offerti (pari al 93% di venduto), portando il ricavato complessivo dell'asta a 15.200.000 euro, rispetto all'aspettativa di 9.150.000 - 12.970.000 euro. L'asta ha brillato per i diversi record di aggiudicazione registrati dalle opere di Leoncillo, Dorazio, Antonio Donghi, Fausto Pirandello e Osvaldo Licini.

Il collezionismo è tornato a guardare con interesse alla pittura figurativa italiana, cosa che non accadeva dal 2006. Risultati importanti, talvolta sopra alle aspettative, si sono avuti anche per i lavori di Alighiero Boetti. Top lot dell'asta, senza molte sorprese, si è rivelato l'«Achrome» di Piero Manzoni, mai offerto prima sul mercato ed esposto nel 2014 alla mostra al Palazzo Reale di Milano,“Piero Manzoni 1933-1963”. L'opera, presentata con una stima di 1.800.000-2.500.000 euro, ha raggiunto quota 2,5 milioni di euro (3.084.500 euro con le commissioni).

Il catalogo di Christie's proponeva una selezione di lotti di qualità medio-alta: un taglio pensato evidentemente per intercettare sia il collezionismo locale che quello internazionale, con alcune opere di particolare importanza di Piero Manzoni, Salvatore Scarpitta, Osvaldo Licini e Alighiero Boetti. Presente anche una selezione di dipinti figurativi italiani del prima metà del Novecento firmati da Umberto Bocconi, Gino Severini, Antonio Donghi, Scipione, Fausto Pirandello e Giorgio de Chirico, protagonisti della mostra in corso alla Fondazione Prada «Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918–1943», concepita e curata da Germano Celant.

L’asta. Ad aprire l'incanto di Christie's a Palazzo Clerici è stato un piccolissimo “Legno” del 1956 di Alberto Burri (5,8 x 3,5 cm.), salito velocemente, a seguito dei diversi rilanci, a 38.000 euro (stima: 15.000-20.000 euro)
La sale room, gremita di galleresti e collezionisti, si è rivelata sin dall'inizio molto vivace. A rappresentare al meglio l'Arte Povera è stato Alighiero Boetti che si conferma uno degli artisti più richiesti di questo momento: la biro blu su carta “Aerei” (Lotto 2), composta da tre elementi, ha duplicato la stima massima di 60.000 euro, venendo aggiudicata al martello per 115.000 euro (146.900 euro con le commissioni). Il ricamo ricco di vivaci colori intitolato “Tutto”, tessuto nel 1989 in Pakistan e proveniente da una collezione privata milanese, è stato battuto al martello per 440.000, all'interno della valutazione di 350.000-500.000 euro.

Il raro lavoro di Salvatore Scarpitta intitolato “Ammiraglio” (1958), composto da tele avvolte dipinte con toni accesi, entrato negli anni '80 nella raccolta del collezionista torinese Sergio Tomasinelli, è stato venduto per 840.000 (1.060.400 euro con le commissioni), superando di poco la stima minima di 800.000.

Sei i lavori proposti, tra tele, sculture e gioielli, del maestro dello Spazialismo Lucio Fontana. Tra questi un “Concetto spaziale, Attese” ad idropittura rossa su tela del 1967, caratterizzato da un unico taglio verticale, battuto per 1.400.000 euro (1.766.000 euro con le commissioni) rispetto alla stima di 700.000-1.000.000 euro. Registrano sempre molto interesse i gioielli creati dagli artisti: il bracciale, pezzo unico in oro del 1962, è stato venduto, sempre al martello, per 140.000 euro (stima: 60.000-80.000 euro). Risultati tiepidi per le due estroflessioni di Enrico Castellani, stimate dagli esperti della casa d'aste 150.000 - 200.000 euro: la piccola “Superficie bianca” del 1972 (61,5 x 61,5 cm) è stata aggiudicata al martello per 140.000 euro; mentre la “Superficie bianca” del 1981 (lotto 38) è passata per 160.000 euro.

Si è notata l'assenza, nell'asta di Christie's, di opere di Agostino Bonalumi e Paolo Scheggi: forse una conseguenza delle difficoltà riscontrate durante l'incanto dello scorso novembre di Sotheby's, che hanno pregiudicato in buona parte le aspettative di realizzo auspicate dalla casa d'aste rivale.

Non le troviamo neanche nel catalogo cheSotheby's ha curato per la vendita di arte moderna e contemporanea che avrà luogo a Palazzo Serbelloni il 18 e 19 aprile.

I record d'asta e il ritorno del figurativo.
Durante l'incanto cinque artisti hanno raggiunto sorprendenti record di vendita, alcuni davvero disattesi. La splendida terracotta smaltata di Leoncillo (lotto 18), “Taglio bianco”, espressione matura del lavoro del maestro al culmine della sua ricerca artistica, per la prima volta sotto il martello, è stata a lungo contesa in sala e ai telefoni per venire infine aggiudicata al martello per 230.000 euro (stima: 80.000-120.000 euro).

Il vibrante reticolato di linee di Piero Dorazio del 1962, intitolato “Jeux d'air”, è stato acquistato per 370.000 euro (468.200 euro con le commissioni). Il dipinto di Osvaldo Licini “Amalassunta su fondo rosso” (1949), in catalogo con una stima di 400.000-600.000 euro, ha ottenuto un record per l'artista pur venendo aggiudicata appena sopra la riserva di 350.000 euro.
A sorpresa i collezionisti sono tornati a competere tra loro per aggiudicarsi la pittura figurativa italiana, a lungo trascurata dal mercato: il dipinto di Fausto Pirandello “Spiaggia affollata” del 1939 è arrivato a raggiungere la cifra di aggiudicazione di 160.000 euro al martello, rispetto alla valutazione di partenza di 80.000-120.000. Record assoluto anche per il dipinto di Antonio Donghi (lotto 29) presentato alla XXV esposizione Biennale di Venezia del 1950, che ha fatto scintille venendo acquistato per 140.000 euro, ben 178.400 con i diritti d'asta.

Il “Ritratto di giovane” (1905-196) dipinto da Umberto Boccioni all'alba del secolo scorso, prima di approdare a Milano e incontrare Marinetti, è stato aggiudicato invece per 310.000 euro (stima: 250.000-350.000 euro). La tarda composizione “pointillist” di Gino Severini (lotto 31), “Arlequin”, risalente al 1962, appartenuta in passato al celebre attore francese Alain Delon, ha toccato i 150.000 euro della stima massima (191.000 con i diritti).

Ottimo risultato di aggiudicazione anche per la “Natura morta con tubino” dipinta nel 1929 da Scipione (lotto 42), esposta allaPinacoteca di Brera nel 1941 e un tempo appartenuta alla raccolta del collezionista e gallerista Carlo Cardazzo. La tela è stata comprata per 120.000 euro (hammer price) rispetto alla valutazione riportata in catalogo di 60.000-80.000 euro.

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