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Per le foto delle collezioni dei musei Mibact stringe accordo con Bridgeman…

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Per le foto delle collezioni dei musei Mibact stringe accordo con Bridgeman Images

La Direzione generale Musei ha firmato un accordo-quadro quinquennale conBridgeman Images S.r.l., ramo italiano del gruppo inglese Bridgeman Images, considerato leader internazionale nel settore della distribuzione e commercializzazione di immagini d'arte e culturali, specializzato nella gestione dei diritti d'autore e nella licenza di fotografie storiche e d'arte, attiva fin dal 1972, che già rappresenta 700 musei e gallerie, oltre a 1.000 artisti viventi, eredi e fondazioni di tutto il mondo.
È il primo accordo in tal senso – siglato il 4 aprile scorso dal Direttore generale Antonio Lampis, dopo le trattative condotte dal Direttore del Servizio I, Antonio Tarasco – e consentirà a Bridgeman Images di acquisire, in forma temporanea e non esclusiva, immagini del patrimonio culturale di 439 musei e luoghi della cultura italiani facenti capo alla Direzione, per la loro riproduzione indiretta, distribuzione e commercializzazione internazionale.

“È un accordo migliorativo per lo Stato rispetto al passato perché pone delle nuove aliquote, più remunerative, e chiarisce le garanzie per lo Stato. Ora siamo pronti per presentare un piano nazionale digitale e per considerazioni di valorizzazione di singole fattispecie” spiega ad ArtEconomy24 Antonio Lampis.

“È un’operazione sia di valorizzazione economica che culturale delle collezioni museali, così milioni di immagini dei nostri musei potranno circolare in tutto il mondo – spiega l’avvocato Tarasco –. Per la prima volta vengono commercializzati gli archivi fotografici del ministero, cioè tutte le fototeche presso i musei, da una società esterna con elevata capacità di commercializzazione delle immagini nel pieno rispetto della normativa vigente. La partnership commerciale e di valorizzazione culturale consentirà così, per esempio, a un giapponese di richiedere la foto di “Giuditta con la testa di Oloferne” di Artemisia Gentileschi, conservata al Museo di Capodimonte grazie alla potenza dei canali commerciali della società inglese». Le immagini dei musei italiani potranno così viaggiare in tutto il globo a prezzi interessanti per lo Stato, che ha già accordi con case fotografiche ma per l’utilizzazione delle immagini dei loro archivi e non di quelli del Mibact.

L'uso delle immagini sarà consentito per finalità editoriali e per la realizzazione di prodotti come documentari e allestimenti per il cinema, articoli di cartoleria e giochi, compatibili con la destinazione culturale. I direttori dei Musei autonomi e dei Poli museali, sulla base delle condizioni stabilite, potranno siglare accordi applicativi di dettaglio per permettere l'acquisizione temporanea delle immagini concesse e selezionare gli ambiti di utilizzo (tutti o solo alcuni tra quelli indicati). I musei statali, grazie all'accordo, ricaveranno il 50% del fatturato al netto dell’Iva della Bridgeman Images a copertura dell’utilizzo dell’immagine e i ricavi resteranno ai musei o ai Poli che potranno essere investirli nella tutela e valorizzazione dei beni culturali. La Direzione generale Musei preparerà una bozza di accordo applicativo dove indicare l’uso consentito e allegare le immagini.

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