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Tefaf: le gallerie lavorano con una bassa leva finanziaria

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Arte e finanza

Tefaf: le gallerie lavorano con una bassa leva finanziaria

L'annuncio è dello scorso gennaio quando TEFAF(The European Fine Art Foundation) ha dichiarato che il report a lungo considerato il punto di riferimento per quantificare i dati del mercato dell'arte, sarebbe andato in “pensione” per lasciare il posto a diversi temi inerenti al mercato dell'arte. Oggi 4 maggio a New York, la fiera d'arte olandese con l'edizione TEFAF Spring aperta fino all’8 maggio, ha presentato il nuovo rapporto dedicato all'art-financing industry realizzato da Anders Petterson, fondatore della società di analisi ArtTactic.
L'analisi è il frutto di un'indagine che ha coinvolto 142 tra art dealer e gallerie che partecipano al TEFAF sul tema della gestione delle risorse finanziarie. Prima di presentare i dati dell'indagine gli esperti di ArtTactic sottolineano che, anche se il campione non è rappresentativo, in particolare per via dei severi criteri di selezione del TEFAF, rappresenta la tipologia di dealer e gallerie alle quali le istituzioni finanziarie concedono i prestiti più facilmente in quanto considerano il rischio dell'operazione “accettabile”.

Il valore. L'ammontare dei prestiti con garanzia arte concessi alle gallerie e ai dealer è stimato tra 1,4 e 2,1 miliardi di dollari, pari all'8-10% del mercato che nel 2017 è stato stimato tra 17 e 20 miliardi di dollari. Gli Stati Uniti sono il mercato più sviluppato e, anche se è difficile calcolare la quota di mercato, le stime indicano che il 90% dei prestiti è sottoscritto negli Stati Uniti. Tale dinamica è favorita da un quadro normativo più vantaggioso: l'Uniform Commercial Code (UCC) consente, infatti, al mutuatario di mantenere il possesso delle opere d'arte durante il periodo del prestito, con un notevole vantaggio per i dealer.
In Europa il quadro giuridico rimane frammentato: sebbene siano state proposte modifiche alla legge in diversi paesi europei, la mancanza di un quadro giuridico uniforme resterà un ostacolo per lo sviluppo futuro di questo mercato in Europa.

Il leverage. Il valore medio del rapporto debt-to-asset tra i 142 dealer presenti al TEFAF è stato del 7% (compreso il valore degli asset immobiliari) e del 5% se si esclude il settore immobiliare. La maggioranza, il 64% dei dealer ha dichiarato di avere un rapporto debt-to-asset tra 0 e 9% compresi gli immobili, mentre il 56% dei dealer e delle gallerie intervistate ha dichiarato di non avere alcun debito.
Il rapporto di indebitamento raggiunge il 15% (con il patrimonio immobiliare) se i prestiti sono garantiti da opere d'arte e dell'11% se è escluso il settore immobiliare. Va, tuttavia, segnalato che il 75% dei dealer ha affermato di aver ottenuto prestiti garantiti da opere d'arte quando l'istituto può avere a garanzia il loro patrimonio personale e anche in virtù delle relazioni con l'istituto di credito.
Confrontando l'uso della leva finanziaria (esclusi gli immobili) tra i diversi segmenti del mercato dell'arte, i dealer che presentano a garanzia l'arte impressionista, moderna e contemporanea beneficiano di una leva finanziaria maggiore rispetto a chi propone altre categorie di collectible in virtù del fatto che sono i segmenti più liquidi del mercato dell'arte. Nel 2017, Impressionismo e Moderno insieme al Post War e al Contemporaneo hanno rappresentato il 50,8% del fatturato annuale di Sotheby's, Christie's e Phillips, rispetto al 46,1% del 2016.

Le sfide future. L'iter di sottoscrizione dei prestiti con garanzia opere d'arte sono lunghi per il 44% degli intervistati, mentre i finanziatori sostengono che i dealer sono carenti nel soddisfare i regolamenti di KYC (Know Your Client), riciclaggio di denaro, assegni bancari e altre due diligence richieste dall'istituto di credito. Inoltre, per gli istituti di credito una delle sfide più importanti nel processo di due diligence, è stabilire la proprietà legale dell'opera d'arte e la sua autenticità. La nuova tecnologia basata sulla blockchain potrebbe affrontare questo vecchio problema nel mercato dell'arte. Infine il costo del finanziamento è decisamente troppo elevato per il 21% degli art dealer e puo raggiungere un range compreso tra 6-24%.

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