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Rockefeller: la più cara collezione di sempre conquista Christie’s New York

Claude Monet (1840-1926). Nymphéas en fleur
Claude Monet (1840-1926). Nymphéas en fleur

Le pur elevate aspettative attorno al successo della collezione di Peggy e David Rockefeller sono state soddisfatte sin dalla prima delle numerose aste necessarie per disperderne il patrimonio artistico, a vantaggio delle numerose istituzioni benefiche supportate in vita dalla coppia di miliardari: grazie ad un realizzo di 646 milioni di dollari la sera dell' 8 maggio a New York Christie's ha superato se stessa, dal momento che il precedente record per una collezione era stato ottenuto nel 2009 con la dispersione delle proprietà di Yves Saint Laurent e Pierre Bergé (poco sotto i 500 milioni di dollari).

Tutti i 44 dipinti del XIX e XX secolo proposti hanno trovato un compratore, spesso per valori multipli della stima; una parte considerevole dei lotti (un quarto) portava stime a richiesta, a testimonianza dell'unicità e del pregio degli stessi, e il risultato della serata supera le aspettative di oltre 100 milioni di dollari. La collezione in generale gode di una garanzia da parte della casa d'aste.

Numerosi record. Sono stati ottenuti ben 7 record in asta, sia per artisti del calibro di Monet e Matisse, che per maestri dell'Ottocento pre-impressionista come Corot e Delacroix, ed infine per Morandi, Seguin e Redon.
I lavori più importanti di Monet e Matisse sono entrambi finiti in Asia: rispettivamente una caratteristica composizione di “Ninfee in fiore” del 1914-17 che ha scatenato una protratta gara di rilanci, superando agevolmente la stima a richiesta di 50 milioni di $ per fermarsi a 75 milioni, pari a 84,7 milioni di $ con le commissioni, mentre una grande “Odalisca” di Matisse del 1923 ha sfiorato 81 milioni con le commissioni, da una stima a richiesta di 70 milioni di $.
Ben cinque record sono stati ottenuti con i primi dieci lotti e tre in fila consecutiva, grazie ad una tigre di Delacroix del 1962 che ha sfiorato la stima alta di 10 milioni di $, e una veduta di Venezia di Corot del 1845 che ha raggiunto i 9 milioni di $, da una stima di 8-12 milioni , e, infine, una serie di 4 pannelli raffiguranti “Le delizie della vita” di Armand Seguin del 1892-93 lungamente contesa fino a 7,7 milioni di $, ben cinque volte la stima alta di 1-1,5 milioni.
L'unico lavoro italiano in catalogo, una caratteristica composizione di oggetti di Morandi dipinta su un originale supporto ovale nel 1940, porta il nuovo record per l'artista bolognese a 4,3 milioni di $, superando la stima di 2-3 milioni di $.

Il contributo dei Picasso Rockefeller/Stein. La classifica dei realizzi è guidata però da un dipinto di Picasso del cosiddetto Periodo Rosa del 1905, una tela verticale di oltre un metro e mezzo di altezza che raffigura, quasi a dimensione reale, un nudo di fanciulla il cui colorito pallido e sfumato contrasta con il rosso acceso del bouquet di fiori fra le sue braccia.
A dimostrazione che l'interesse del mercato di Picasso oramai si è spostato sui più leggeri e ‘facili' lavori degli anni '30, il lotto non ha suscitato grandi entusiasmi, finendo la sua breve corsa fra due soli pretendenti a 102 milioni di $, poco oltre la stima a richiesta, pari comunque a ben 115 milioni di dollari.
Sono stati, invece, lungamente contesi gli altri due lavori di Picasso proposti, tutti realizzati verso l'inizio della carriera del pittore catalano e anche questi appartenuti a Gertrude Stein, grande supporter dell'artista: un piccolo acquarello del 1914 in cui imita lo stile di Cezanne per raffigurare una mela ha avuto l'onore di aprire l'asta sfiorando i 4 milioni di $, dopo una serie protratta di rilanci, da una stima di 1-1,5 milioni, mentre un lavoro risalente agli albori del cubismo, uno rarissimo studio di testa del 1907, anch'esso su carta, ha raggiunto 6 milioni di dollari, quattro volte la stima alta.

Altri 10 oltre i 10 milioni di $. Oltre ai tre dipinti che hanno superato la soglia di 80 milioni di $, l'asta ha portato ben altri dieci lavori a superare la soglia dei dieci milioni di dollari, fra cui quattro oltre i 30 milioni.
A testimonianza dell'eclettismo raffinato dei collezionisti, si tratta di lavori assai diversi, uniti dal criterio della qualità e rappresentatività nell'ambito dei rispettivi autori. Un caratteristico lavoro cubista di Juan Gris, un collage del 1914 ha sfiorato i 32 milioni di $, mentre un paesaggio marino dalla prospettiva aerea di Gauguin ‘La Vague' del 1888 è arrivato a 35 milioni di $, una gradevole composizione marina con vele dipinta da Seurat nel Porto di Grandcamp nel 1885 è passato per 34 milioni di $ e, infine, una caratteristica composizione impressionista di Monet del 1877, raffigurante la stazione di Saint-Lazare in una giornata di sole ha sfiorato i 33 milioni di dollari. Tutti i lavori partivano da stime a richiesta.
Altri due lavori di Monet hanno superato i dieci milioni di dollari di aggiudicazione: una veduta della Senna del 1879 ha raddoppiato la stima bassa di 8 milioni, mentre un ritratto balneare del 1870-71 è passato di mano a 12 milioni.
I paesaggi marini sembrano aver ottenuto ottima accoglienza: oltre a Gauguin e Monet, anche un lavoro di Signac del 1888 con lo stesso tema ha sfiorato 14 milioni di dollari, mentre la sua visione della pineta sul mare di Antibes del 1917 è stata aggiudicata per 8,2 milioni, oltre la stima di 4-6 milioni di $.
Due nature morte floreali rispettivamente di Gauguin e Manet sono state battute rispettivamente per 19,4 milioni di $, un multiplo della stima di 5-7 milioni di $, e 13 milioni di $ (stima 7-10 milioni).
Tre grandi tele di Miró del 1933 (Mural I, II e III), ciascuna di circa 2,5 metri per mezzo metro d'altezza, sono passate di mano a 20 milioni di dollari.
La tre giorni di aste dedicate ai Rockefeller prosegue con le aste giornaliere e con una seconda asta serale di 40 capolavori di arte americana del XX secolo prevista per il 9 maggio.

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