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Malevich e Brancusi record per l’arte moderna da Christie’s New York

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Malevich e Brancusi record per l’arte moderna da Christie’s New York

Kazimir Malevich (1878-1935)- Suprematist Composition;  Constantin Brancusi  (1876-1957) - La jeune fille sophistiquée (Portrait de Nancy Cunard)
Kazimir Malevich (1878-1935)- Suprematist Composition; Constantin Brancusi (1876-1957) - La jeune fille sophistiquée (Portrait de Nancy Cunard)

Ottimi risultati per il catalogo d'arte impressionista e moderna proposto da Christie's la sera del 15 maggio: nonostante il ritiro prima dell'asta di tre lotti importanti per una stima complessiva superiore ai 100 milioni di dollari, i 37 lavori rimanenti hanno portato un ricavo complessivo di quasi 416 milioni di dollari (con le commissioni), verso la parte alta della stima di 326-460 milioni, ma soprattutto con percentuali di venduto dell’89% per numero e del 99% per valore, grazie a solo quattro lotti invenduti.
Il catalogo comprendeva due collezioni che hanno superato le aspettative, rispettivamente la Joan and Preston RobertTisch con un ricavo di 83 milioni di $ e la Coles per quasi 38 milioni, a dimostrazione ulteriore del favore con cui il mercato vede opere di provenienza importante e rimaste talora per molti decenni fuori dal mercato.

Picasso ritirati. La cronaca dell'asta inizia in questo caso nei giorni immediatamente precedenti quando, a causa di uno sfortunato danneggiamento durante il periodo d'esposizione, si decide di ritirare il lotto più importante dell'asta, un autoritratto di Picasso in veste di marinaio del 1943 di grandi dimensioni, “Le Marin” già parte della collezione Ganz, che portava una stima a riserva attorno ai 70 milioni di $, secondo indiscrezioni consegnato dal re dei casinò Steve Wynn.
Contemporaneamente veniva ritirato dalla vendita anche un secondo lavoro di Picasso, probabilmente con la stessa provenienza, un ritratto femminile con gatto del 1964, stimato 22-28 milioni di $; entrambi i lotti riportavano in catalogo una garanzia di parte terza, pertanto avrebbero certamente contribuito al risultato finale per almeno un centinaio di milioni, una volta aggiunte le commissioni. Separatamente, un terzo lotto veniva ritirato, un dipinto di Chagall stimato 6-9 milioni e venduto dalla Galleria Nazionale di Ottawa.
La varietà del pur ridotto (per numero di lotti) catalogo ha comunque garantito un risultato di gran lunga superiore all'anno precedente.

Record per Malevich e Brancusi. Scomparsi i Picasso, che probabilmente rivedremo proposti in altri cataloghi a giugno a Londra o a novembre a New York, è toccato a due lavori invero storicamente ben più rari ed interessanti sostenere i risultati dell'asta: un lavoro “Suprematista” del 1916 di Malevich, tela di ampie dimensioni popolata dalle caratteristiche forme geometriche che hanno reso celebre l'artista russo, restituita agli eredi dell'artista nel 2008 dopo essere stata per anni parte della collezione dello Stedelijk Museumdi Amsterdam e immediatamente messa in asta daSotheby's lo stesso anno, per 60 milioni di $, e dopo dieci anni passata di mano alla galleria Levy Gorvy per 85,8 milioni di $ (76 milioni più le commissioni): un ricavo stimabile in 16 milioni in 10 anni, nulla di straordinario. E una rarissima scultura unica di Brancusi che raffigura Nancy Cunard, musa ispiratrice di diversi artisti nella Parigi fra le due guerre (fra cui Man Ray): la figura in bronzo altamente rifinito fino a diventare una superficie riflettente è posata su un plinto in marmo scolpito dall'artista nel 1932 per un'altezza complessiva di 80 cm, scultura esibita in decine di mostre e al Met di New York per decenni, rimasta nella stessa collezione dei coniugi Stafford sin dal 1955, insomma forte di tutti gli ingredienti giusti per raggiungere il nuovo record per l'artista a 71 milioni di dollari, confermando la stima a richiesta. Il precedente record era stato ottenuto un anno fa da Christie's a 57 milioni di $.

Giacometti, Leger e la collezione Tisch. In generale la scultura ha dato buoni risultati, con sette dei nove lavori in catalogo venduti, fra cui spicca un lavoro di Giacometti, una ‘piazza' con nove sue caratteristiche figurine allungate di diverse dimensioni, parte della collezione Tisch, “La Clairiere” bronzo del 1950-52 (edizione di sei) che è passata di mano alla stima alta a 15,8 milioni di $.
Un secondo Giacometti della stessa collezione, un busto di Diego del 1953, ha confermato la stima alta a 9 milioni di $, mentre un dipinto dell'artista svizzero sempre parte della Tisch è passato di mano alla stima bassa di 3 milioni di $ (3,6 con le commissioni).
Il realizzo più importante della collezione è dato da una tela di Mirò del 1945 dai colori invero cupi, che ha superato la stima di 10-15 milioni fino a raggiungere 21,7 milioni di $. Non ha acceso gli animi ma ha sfiorato comunque i 13 milioni di dollari un dipinto di Leger della stessa collezione, stimato 12-18 milioni di $, “Les trois femmes au bouquet” del 1922, mentre una tela di altra provenienza ma tema e stile simile del 1921 “Le grand dejeuner” ha sfiorato 19,5 milioni, entro la stima di 15-25 milioni di $.

Matisse, Manet e la collezione Coles. Due dei quattro lotti della collezione dei coniugi Coles riportano risultati fra i primi dieci realizzi e oltre i dieci milioni di dollari: si tratta di una “Odalisque” di Matisse del 1923 che è passata di mano sotto la stima di 15-20 milioni di $, a 14,4 milioni con le commissioni, non godendo quindi in alcun modo del ‘traino' del record per un lavoro dal soggetto simile aggiudicato la settima prima dalla collezione Rockefeller; e di un ritratto di Manet del 1860 “L'Italiana”, una tela in qualche modo rivoluzionaria per il periodo, poiché raffigura una donna ‘comune' a braccia conserte e dall'espressione fiera e assertiva. Il ritratto è stato giustamente conteso fino a raddoppiare la stima alta di 3-5 milioni, fermandosi a 11 milioni di $ con le commissioni.

Van Gogh e Picasso. Fra i pochi dipinti post-impressionisti in catalogo, spicca una tela di Van Gogh del 1889, che ritorna sul mercato dopo un periodo relativamente breve di sei anni: il paesaggio del sanatorio di Sain-Remy conferma la stima bassa di 35-55 milioni pari a 39,7 milioni di $ con le commissioni, ben oltre i circa 16 milioni di $ pagati nel 2012 a Londra.
Pur senza due lotti ritirati, il catalogo offriva ben otto lotti di Picasso, con risultati decisamente migliori rispetto alla serata precedente da Sotheby's, poiché hanno trovato tutti un compratore e in cinque casi superato le stime prima dell'aggiunta delle commissioni. Si tratta di lavori sotto la soglia dei dieci milioni di dollari, fra cui spicca “L'Atelier” del 1955, uno dei due lavori dell'artista spagnolo parte della collezione Tisch, che ha superato la stima di 6-9 milioni a 9,5 milioni di $, mentre il secondo lavoro della collezione, un coloratissimo lavoro su carta raffigurante due nudi del 1962 ha scatenato una gara di rilanci fino a 3,4 milioni, un multiplo della stima di 700mila-1 milione di $.
Rimangono ora da battere due cataloghi che includono diversi lavori d'arte moderna: la collezione Mandel nel tardo pomeriggio del 16 maggio da Sotheby's e il catalogo d'arte del XX secolo e contemporanea di Phillips nel pomeriggio del 17 maggio, mentre la parola ora passa alle aste di arte del dopoguerra e contemporanea sempre nelle stesse date, a cui si aggiunge Christie's la sera del 17 maggio.

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