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Molti record per l’arte contemporanea da Sotheby’s New York

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Molti record per l’arte contemporanea da Sotheby’s New York

La sera del 16 maggio a New York Sotheby's ha proposto due cataloghi a cavallo fra l'arte del dopoguerra e contemporanea, il primo con 26 lotti appartenuti alla Collezione Mandel, tutti venduti per un ricavo di 107,8 milioni di dollari a favore dell'omonima Fondazione benefica, il secondo composto da 49 lotti di diversa provenienza, fra cui solo due invenduti per un ricavo di 284,5 milioni di dollari con le commissioni, quasi alla stima alta di 207,7-285,6 milioni di $.
Complessivamente i 75 lotti offerti hanno portato 392 milioni di $ e stabilito un numero considerevole di record principalmente per artisti viventi: 11 assoluti e quattro relativi al medium dell'opera.

La Collezione Mandel. La sessione d'asta ha avuto inizio mezz'ora prima del solito per accomodare i 26 lotti della Collezione, essenzialmente basata su arte americana del dopoguerra e arte europea moderna. La prima componente ha decisamente prevalso, piazzando sette lotti fra i primi dieci realizzi, guidati dal più caro lavoro su carta di Mark Rothko, una caratteristica tela del tardo 1969 che ha superato le aspettative di 7-10 milioni di $ per terminare la sua corsa a 18,9 milioni di $. Sopra i dieci milioni anche la tela “Untitled VI” di Willem de Kooning del 1980, aggiudicata a 11,2 milioni verso la stima alta di 8-12 milioni di $, nonché una classica composizione pop di Roy Lichtenstein del 1976 (“Still Life with Head in Landscape”) che ha superato la stima alta di 10 milioni con le commissioni, a 10,5 milioni di $, mentre un secondo lavoro dell'artista “Wall Explosion III” del 1965-66 ha sfiorato 4,9 milioni, da una stima di 2-3 milioni di $.

Due opere tridimensionali di Donald Judd e David Smith hanno trovato compratori: la prima confermando la stima di 7-10 milioni fermandosi a 8,1 milioni con un set di 10 rettangoli equivalenti, mentre “Land coaster” in bronzo dipinto da David Smith nel 1960 ha battuto agilmente la stima di 3-4 milioni per terminare a 6 milioni di dollari.

Per l'arte europea, ha sfiora la soglia dei 10 milioni a 9,3 milioni con le commissioni una tela di Mirò “Femme, oiseau” stimata però 10-15 milioni di $, mentre un personaggio in bronzo dello stesso artista è stato lungamente conteso fino a sfiorare 6 milioni di $, quattro volte la stima bassa di 1,5-2,5 milioni di $. Un’evidente revisione al ribasso delle riserve ha permesso di vendere diversi lotti ben al di sotto delle stime basse previste, per almeno 10 lotti pari al 40% del numero.

Espressionismo Astratto e Pop Art. L'Espressionismo astratto ha guidato anche il catalogo generale, con una composizione di Jackson Pollock del 1949 “Number 32” aggiudicata a 34,1 milioni di $ da una stima di 30-40 milioni.
A completare il quadro dell'arte americana del secondo dopoguerra non potevano mancare lavori della Pop Art, stranamente per questa volta non rappresentati da Andy Warhol ma da due lavori degli anni '80, rispettivamente di Jasper Johns con “Dancers on a Plane”' conteso fino a superare la stima alta a 8,7 milioni di $ e il lavoro in quattro parti “Flesh and Spirit” di Jean-Michel Basquiat del 1982-83, finito senza particolare entusiasmo in mani americane alla stima bassa di 28-25 milioni, pari a 30,7 milioni di $ con le commissioni.

Record per Hockney, Marshall e artisti afroamericani. Fra i primi dieci realizzi si trovano ben due lavori record per David Hockney, il più caro rappresentante del Pop inglese, la cui tela del 1990 “Pacific Coast Highway and Santa Monica” di grandi dimensioni è finito ad un collezionista asiatico per 28,5 milioni, non lontano dalla stima alta di 20-30 milioni di dollari, nuovo record assoluto, mentre un lavoro su carta del 1978 raffigurante una caratteristica piscina (“Piscine de Medianoche (Paper Pool 30)”) ha superato di gran lunga la sitma finendo in una collezione americana per 11,7 milioni di $, nuovo record per un lavoro su carta dell'artista.
Ma la sorpresa principale viene da un gruppo di artisti afro-americani, guidata da Kerry James Marshall, artista rappresentato dalla mega-galleria David Zwirner, la cui grande tela “Past Times” del 1997 è stata lungamente contesa fino a 21,1 milioni di dollari, da una stima di 8-12 milioni, quattro volte il precedente record del 2015. Altri due artisti che focalizzano la propria arte sui temi delle minoranze di colore ottengono risultati record: Njideka Akunili Crosby e il recentemente deceduto Barkley Hendricks.
Ottengono risultati record anche gli artisti viventi Cecily Brown, Mark Tansey, Jonas Wood (rappresentato dallaGalleria Gagosian), l'ottuagenario Lucas Samaras e la giovane Avery Singer.

A questi si aggiungono John Chamberlain e la recentemente scomparsa Grace Hartigan, artista sinora ‘di seconda fila' dell'Espressionismo astratto americano. Si nota quindi un certo interesse per artisti rappresentativi di minoranze, secondo uno schema di marketing che traduce l'ideologia identitaria post-moderna in proficua moda di un mercato alla ricerca di conferme nei grandi nomi, ma anche di novità, purché ben protette dalle grandi spalle delle principali gallerie newyorkesi. A concludere la settimana di aste a New York rimangono ora Phillips il pomeriggio del 17 maggio e Christie's la sera dello stesso giorno.

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