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La Street Art si autofinanzia con codici QR e bitcoin

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mercato dell’arte

La Street Art si autofinanzia con codici QR e bitcoin

C'erano una volta i committenti: volti inseriti nelle tele per ricordare il peso specifico della pecunia. Con l'evolversi delle stagioni questi committenti hanno preso le fattezze di gallerie e mercanti d'arte, basti ricordare le lungimiranti committenze di Gagosian in favore di Basquiat. Nel 2018, le comande si smaterializzano, nascono servizi di crowdfunding come Patreon e Ulule che garantiscono agli artisti indipendenza creativa e fiscale derivata dalle vincite economiche.

Liberata dalla dinamica artista-mecenate, la produzione della grande parte degli artisti è ancora in balia dell'incertezza del mercato e del “capitalismo artistico” che fa appello al risparmio comune. In questa pandemica incertezza, la tecnologia va incontro all'arte con blockchain e criptovalute. A realizzare questo improbabile connubio è l'opera dello street-artist francese Pascal 'PBOY' Boyart. Nei suoi murales Boyart si firma con un codice QR che è insieme critica alla società moderna e tentativo esplorativo di auto-finanziamento.
I suoi murales ruotano attorno al tema del denaro. Una delle sue prime opere, passata più o meno inosservata, risale al novembre dello scorso anno e raffigura un bambino che chiede al padre che cosa sia il denaro, affiancato da un grande codice QR con cui Boyart ha realizzato 0,1137 BTC (circa 1.000 $). Il murale che lo ha reso celebre agli occhi dei Redditorsè stato, invece, il più recente ritratto del pittore olandese Rembrandt, famoso per gli stenti che patì in vita per la difficile condizione finanziaria in cui versava, raffigurato con in mano solleciti di pagamento e ipoteche.

Oggi, chiunque si imbatta per le strade di Parigi in un'opera di Boyart potrà contribuire con una donazione rigorosamente in bitcoin scansionando il grande codice QR dipinto sul muro con lo smartphone. Questa filantropia anonima verrà impressa nel registro diffuso della blockchain del bitcoin e ogni utente potrà osservare il portafoglio dell'artista gonfiarsi (al massimo registrato di 0,11 BTC) o restringersi agli attuali 0,000128 BTC.
La “Casa del bitcoin” parigina ha a tal punto apprezzato l'opera dell'artista da acquistare il suo logo del bitcoin da esporre nel quartier generale, mentre blockchainers e artisti (di strada e non) a caccia di finanziamenti hanno salutato con favore la trovata e si parla già di “esportare il modello Boyart”.

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