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mercato dell’arte

Italia, le aste antiquarie premiano le opere di alta epoca, rinascimentali e caravaggesche

Opere rare con particolare pedigree dominano la scena del mercato nazionale dell'antiquariato, come antichi disegni illustranti scenografie teatrali, rari dipinti di maestri quasi totalmente musealizzati o sconosciuti sul mercato. Vincenti le opere di Alta Epoca, il Cinquecento e la pittura caravaggesca. Un grande supporto al successo nelle vendite di opere italiane proviene dai collezionisti europei.
Rarit e mitologia. Nell'asta di arredi, dipinti e oggetti d'arte dell'11 aprile presso Aste Bolaffi di Torino, sono stati i lotti pi rari e curiosi, soprattutto quelli con una storia particolare o appartenenti a personaggi celebri, ad avere maggiore successo. Se il top lot risultata una grande scena mitologica (147 x 218 cm) eseguita nella seconda met del XVII secolo da Lorenzo Pasinelli, “Amore disarmato dalle ninfe di Diana”, aggiudicata a 60mila euro, un importante riconoscimento stato attribuito anche all'imponente candelabro in argento donato nel 1941 dall'allora ministro degli Esteri Galeazzo Ciano al suo omologo giapponese Josuke Matsuoka (venduto per 20.700 euro) e al cassettone piemontese del XVIII secolo di Gustavo Rol, celebre antiquario torinese di fama internazionale (realizzo 12.500 euro). Si riscoprono le vedute italiane dell'Ottocento, come un dipinto di Antonio Zona con una scena ambientata nella laguna di Venezia (18.750 euro).

Bruciate le stime per gli antichi disegni e scenografie. Si conclusa brillantemente l'asta presso Il Ponte Casa d'aste di Milano la vendita dedicata ai Disegni di Antichi Maestri e Scenografia del 18 aprile con un fatturato di 408mila euro, il 67% di lotti venduti e con il 234% del venduto sul valore. “Un'occasione unica per apprezzare questa vasta e pregiata collezione di disegni, realizzati nei secoli XVIII e XIX, per le scenografie delle rappresentazioni teatrali” riferisce il direttore del dipartimento Arredi, Valeria Agosto. Numerosi lotti hanno raggiunto risultati particolarmente significativi: tra le scenografie si segnalano i lavori di Ferdinando Galli Bibiena, “Atrio di grande palazzo con colonne e scalone”, penna e inchiostro bruno acquerellato, 372 x 532 mm del 1719, aggiudicato per 50mila euro contro una stima di 2.500-2.800 euro e “Cortile di palazzo con colonne e statue, penna e inchiostro bruno acquerellato, 375 x 530 mm, del 1720, aggiudicato per 18.750 euro contro una stima di 2.800-3.200 euro, e di Giovanni Battista Gaulli detto il “Baciccia”, “Cristo in comunione con una santa”, penna e inchiostro bruno acquerellato, 374 x 227 mm, aggiudicato per 18.750 euro contro una stima di 5-6mila euro.
seguita il 19 e 20 aprile l'asta di arredi e dipinti antichi, argenti, compresa una

collezione di maioliche e avori antichi e una raccolta di ceramiche Lenci, con un fatturato di 2.017.713 euro, il 67% di lotti venduti e il 128% del venduto sul valore. Ad emergere nell'asta sono stati, soprattutto, i dipinti, tra i quali la tavola del Maestro fiorentino e Maestro di S.Spirito, (o Agnolo di Dominio del Mazziere), “Madonna con Bambino e San Giovannino su fondo di paesaggio” del 1490 circa, olio su tavola di formato tondo dal diametro di 87 cm, aggiudicato per 93.750 euro e l'olio su tela di Giacomo Francesco Cipper (1664-1736) “Due giovani con zucche e meloni (L'autunno)” che ha raddoppiato la stima, battuto a 68.750 euro. Tra gli avori ha riscosso particolare successo l'acquamanile scolpito attribuito al tedesco Otto Glenz (1865-1948), con piatto in bronzo lastronato in avorio scolpito nel cavetto con scene di baccanali tra menadi e satiri, aggiudicato a 60mila euro rispetto alla stima di 12-14mila. Della raccolta di ceramiche Lenci, in una sala gremita di molti importanti collezionisti, una ceramica firmata dalla torinese Helen Konig Scavin (1886-1974), “Ave Maria”, formata a colaggio e smaltata in policromia opaca, manifattura Lenci del 1933, stimata 700-800 euro volata a 5mila euro.
Infine il 16 maggio si tenuta l'asta di dipinti e sculture del XIX e XX secolo con un fatturato di 692.438 euro, col 68% di lotti venduti e il 124% del venduto sul valore. I risultati hanno confermato l'interesse dei collezionisti nel settore, come ha ribadito da Stefano Radaelli, direttore del dipartimento: “Molte le opere di qualit, tutte di provenienza privata, che sono state la chiave del successo della vendita e hanno raggiunto ottime aggiudicazioni come “In avanscoperta / Fanteria in sosta”, opera del 1856 di Giovanni Fattori, venduta a 125mila euro. Importanti risultati anche per un olio su tela del canadese Paul Peel (scomparso a Parigi all'et di 32 anni nel 1892), “Amore materno”, aggiudicato per 40mila euro contro una stima di 16-18mila e per l'artista sardo Giuseppe Biasi da Teulada (scomparso nel 1945) per un olio su compensato ovale “Melodie” valutato 9-10mila euro e venduto per 41.250”.

Collezionisti italiani e stranieri competono per opere caravaggesche. Aste di dipinti antichi e del XIX secolo si sono tenute a Firenze da Pandolfini il 15 maggio, la prima con una selezione di soli 58 lotti (60% di venduto e 118% sulla stima) e un fatturato di 1.059.65o euro, la seconda con un fatturato di oltre 640mila euro. Come ha dichiarato Ludovica Trezzani che con Jacopo Boni ha costruito il catalogo: “I risultati premiano la nostra concentrazione su opere di grande qualit e di provenienza privata del tutto sconosciute al mercato. Il successo dei ritratti fiorentini su tavola si scrive in una tendenza degli ultimi anni, mentre i buoni risultati delle nature morte confermano la vitalit del genere in presenza di opere rare e di eccellente fattura”. Top lot della vendita il misterioso dipinto caravaggesco “Sant'Agata visitata in carcere da San Pietro e da un angelo” per il quale tra gli addetti ai lavori circolava il nome di Giuseppe Vermiglio, volato in pochi minuti a 149.400 euro, partito da una stima di 40-60mila, con una serrata competizione tra collezionisti e mercanti italiani e stranieri collegati telefonicamente. Tra le nature morte, un olio su tela di Bernardo Strozzi, importante ritrattista del barocco genovese del XVII secolo e raro nel genere della natura morta, “Natura morta con fiori, mele, pere e arance su un tavolo” stato aggiudicato per 60mila euro. La vendita di dipinti del XIX secolo si concentrava sulla pittura toscana: top lot l'importante olio su tela “Fioritura rosea” di Plinio Nomellini, passato di mano per 77.500 euro dopo un'accesa competizione, e l'opera “Chiacchiere in campagna – Bavardage” di Telemaco Signorini aggiudicata per 68.750 euro.

Fiamminghi e icone russe di Faberg. Una serie di aste sull'antico si sono tenute da Wannenes a Genova a met maggio. Il 14 maggio la vendita dedicata agli Argenti, Avori, Icone e Oggetti d'arte Russa ha totalizzato 846.768 euro, col 73% di lotti venduti e il 100% del venduto sul valore. Tra i risultati pi significativi, un set di 12 piatti in argento del 1815 realizzati a Londra da Paul Storr esitati a 20.480 euro, mentre due icone raffiguranti rispettivamente al “Vergine col Bambino” e il “Cristo” di Carl Faberg, eseguite a San Pietroburgo tra il 1908 e il 1917, sono state battute a 18.750 euro.
La vendita delle opere provenienti dalla collezione del notaio Clemente Ferrari di Genova ha totalizzato il 15 maggio 1.061.375 euro col 89,6% di lotti venduti e il 273% del venduto sul valore. La sola raccolta di otto dipinti fiamminghi ha totalizzato 607.582 euro: top price un “Paesaggio con villaggio rurale e castello” di Jan Brueghel il Giovane del XVII secolo esitato a 200mila euro. Tra gli arredi della collezione, una coppia di grandi torcieri del XVIII secolo in legno scolpito, laccato e dorato stata battuta a 56.250 euro.
La vendita del 15 e 16 maggio di Arredi, Sculture e Oggetti d'arte e Ceramiche ha totalizzato 682.641 euro, col 71,5% di lotti venduti e l'81,1% del venduto sul valore. Il marmo stato il grande protagonista: il “Busto maschile” di Gaetano Monti (1776-1847) stato battuto a 25mila euro. Tra gli arredi un cassettone romano del XVIII secolo impiallacciato in legni vari stato aggiudicato a 22.500 euro. Tra le ceramiche, un tondo in terracotta invetriata della bottega di Della Robbia con l'immagine della “Madonna col Bambino entro una ghirlanda” stato venduto a 13.750 euro.

Volano i maestri outsider. Dipinti, disegni e sculture dal XIV al XIX secolo stato i tema della vendita di Bertolami Fine Artsa Roma il 16 maggio con un fatturato di 837.20 euro, il 49% dei lotti venduti e il 55% del venduto sul valore. Luca Bortolotti, nuovo responsabile del dipartimento di arte antica, cos commenta i risultati di un'asta costruita puntando su una drastica riduzione del numero dei lotti e una severa attenzione alla qualit: “L'ottimo risultato dello scorso dicembre, al di sopra delle nostre aspettative in termini di fatturato, era stato realizzato vendendo molto bene pochi lotti con un record e con la sensazione che il mercato fosse diventato oramai super elitario. Il 16 maggio andato, invece, in scena un altro copione: ancora una volta un fatturato superiore alle previsioni ma ottenuto vendendo, a prezzi che in pochi casi hanno superato le stime, il 50% dei lotti. Tra gli highlights dell'asta passati di mano fanno la parte del leone l'Alta Epoca, il Cinquecento e la pittura caravaggesca. Le gare pi emozionanti hanno riguardato dei veri e propri outsider, pezzi che hanno disatteso ogni ragionevole pronostico del giorno prima”. Un'opera inedita di Gregorio Preti, fratello di Mattia, del XVII secolo, “Santo Vescovo”, olio su tela 93 x 130 cm, stimato 5-7mila euro, ne ha realizzato 37.500, una cifra insolitamente alta per l'autore. Top lot, una formidabile tavola dei primi decenni del XVI secolo di Pietro Grammorseo (pittore di origine fiamminga attivo in area piemontese, le cui opere sono quasi tutte musealizzate), “San Gregorio Magno e Stefano protomartire”, tempera grassa su tavola e aureole in lamina d'oro, 120 x 52 cm, facente parte di un polittico smembrato e in parte disperso, venduto a 87.500 euro. Conclude l'esperto: “un contributo determinante per il buon esito dell'asta arrivato dalla clientela internazionale, proveniente dalla Gran Bretagna, Stati Uniti, Russia, Francia, Belgio, Germania e Portogallo, e interessata anche alla pittura italiana”.

Quadrerie di antiche famiglie. Nella stessa giornata del 16 si tenuta a Napoli l'asta di dipinti antichi e del XIX e XX secolo di Blindarteche ha fatturato 815mila euro, registrando per alcune opere un notevole incremento sulle stime iniziali, che premia sempre di pi la tendenza a concentrarsi su opere di qualit e di provenienza privata, spesso da prestigiose quadrerie di antiche famiglie gentilizie e per questo del tutto sconosciute al mercato. Top lot della vendita di dipinti antichi risultata la coppia di oli su tela di Leonardo Coccorante, XVIII secolo, 101 x 151 cm cad., “Edificio di ordine composito a sinistra di un approdo costiero, con una galera in tempesta” ed “Edificio di ordine composito a destra di un approdo costiero, con una roccia sulla sinistra e un veliero alla destra”, aggiudicata per 81mila euro e il museale “Ritratto del principe Guglielmo Ruffo di Calabria” di Francesco De Mura, pittore napoletano del XVIII secolo, che nonostante la notifica e le notevoli dimensioni volato in pochi minuti a 65mila euro. A seguire i dipinti del XIX e XX secolo con una panoramica della scuola napoletana:grande successo per tutti i dipinti di Vincenzo Irolli, mentre una delle migliori performance l'ha ottenuta un bellissimo dipinto di fine Ottocento di Aleardo Villa raffigurante una “Fanciulla che legge” che ha quasi decuplicato la richiesta iniziale chiudendo a circa 20mila euro. Infine, ad un collezionista americano stato aggiudicato per 10mila euro “Festa di Piedigrotta” dello spagnolo Jose Villegas Y Cordero dopo un'accesa gara.

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