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Monete d’oro, rinascimentali e Savoia in asta

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Monete d’oro, rinascimentali e Savoia in asta

Aste Bolaffi. “1.000 lire della Banca Nazionale del Regno” (base 4mila euro)
Aste Bolaffi. “1.000 lire della Banca Nazionale del Regno” (base 4mila euro)

Si conferma sul mercato italiano l'interesse collezionistico per monete d'oro rinascimentali e Savoia, sia coniate prima dell'unificazione del Regno sia gli alti e rari facciali di tutti i Re Savoia del paese unificato, come emerge nella recente asta Wannenes. Mentre la prossima asta di Aste Bolaffi proporrà anche rarissime banconote dei primi anni del Regno, l'asta di Pandolfini disperderà prestigiose monete rinascimentali mantovane coniate sotto i Gonzaga provenienti da un'importante collezione. Anche la filatelia registra ottimi risultati al giusto prezzo di mercato per le rare emissioni, prezzo che rimane ancora lontano dalle quotazioni dei cataloghi ufficiali.

Le offerte di monete. Grande attesa per la prossima asta di numismatica di Aste Bolaffi di Torino in cui saranno esitati oltre 2mila lotti tra monete, medaglie e banconote, in calendario il 31 maggio e il 1° giugno. La vendita sarà preceduta oggi 30 maggio dall'appuntamento annuale con gli ordini e le decorazioni.
Per i collezionisti di monete classiche legate alla storia del Piemonte e delle Repubbliche marinare, le monete degli Stati che hanno preceduto nei secoli passati l'Unità d'Italia sono oggetti ambiti che cresceranno senz'altro di valore. È il caso del raro Scudo d'oro per Casale coniato sotto San Giorgio Paleologo (1488-1533), ultimo monarca del Monferrato appartenente all'antica famiglia bizantina dei Paleologi, offerto con base 10mila euro. O come lo Zecchino di Nicolò Doria, 72° Doge della repubblica di Genova (1525-1592) con base 8mila euro e il Carlino e Mezzo Carlino di Vittorio Amedeo III del 1786 offerti rispettivamente con una base di 25mila e 10mila euro.
Importante l'offerta dedicata alla monetazione del Regno d'Italia che gode un diffuso collezionismo nel nostro paese. Si evidenziano alcune particolari coniazioni, come il “20 Centesimi in oro” realizzato in soli 100 esemplari per l'esposizione di Milano del 1906 (15mila euro) e il “2 lire in oro” per la Fiera di Milano del 1928, anch'esso coniato in soli 100 esemplari (15mila euro). Molto bene il capitolo del Regno e le rare monete estere, come il 6 Ducati del 1616 del Ducato tedesco di Munsterberg-Oels di Carlo II (1548-1617) offerto con una base di 12mila euro.
Molto ricca la sezione dedicata alla cartamoneta, un settore collezionistico giovane in Italia e con ottimi sviluppi di crescita, mentre in Usa, ove il settore gode di massima popolarità, riscontra già prezzi vertiginosi per i suoi biglietti più rari. La potenzialità insita nel mercato nazionale sta nel fatto che le antiche banconote sono oggetti in genere rari, se non rarissimi, poiché a causa del loro alto valore facciale, alla loro scadenza, non venivano tesaurizzate ad uso collezionistico, ma restituite alle banche in cambio di nuove cartamonete. Il catalogo di Aste Bolaffi ripercorre, con i lotti offerti, tutto il processo che ha portato alla creazione della Banca d'Italia attraverso esemplari come il “1.000 lire della Banca Nazionale del Regno” (base 4mila euro) o il “Biglietto Consorziale da 1.000 lire del 1874” (base 4mila euro).
La vendita di ordini e decorazioni comprende 185 lotti che spaziano dagli Ordini classici agli oggetti di Militaria, fino ai documenti di interesse faleristico. Ben rappresentata l'Italia, fin dagli Antichi Stati. Ampia la sezione estera, in cui spicca l'insegna russa dell'Ordine dell'Aquila Bianca, top lot della vendita (base 30mila euro).

Il 1° giugno verranno disperse prestigiose monete e medaglie anche da Pandolfini di Firenze, in particolare di importanti monete mantovane del periodo rinascimentale e barocco. In primis si segnala la serie di monete dei Gonzaga provenienti dalla prestigiosa collezione del Conte Alessandro Magnaguti, come il “Doppio Diucatone” di Maria Gonzaga reggente per il figlio Carlo II, che svetta per qualità e rarità, valutato 8-12mila euro. Sempre dalla medesima collezione proviene il “Doppio Testone” di Francesco II Gonzaga, e la sua prova in bronzo, rappresentata nella tavola IV dei volumi del Nummis Historia, che riportano le monete di questa collezione, valutata 6-8mila euro, e la “Doppia in oro” di Guglielmo Gonzaga, III duca di Mantova e I duca di Monferrato, per la Zecca di Casale Monferrato che raffigura il Duca con il busto corazzato rivolto a sinistra, ben più raro dell'esemplare con il busto rivolto a destra (5-7mila euro). Il catalogo annovera pure una bella collezione di zecchini in oro di grande qualità e rari, ovvero dei Dogi veneziani dal XIII al XVIII secolo, cioè da Pietro Gradenigo a Ludovico Manin. Presente, inoltre, una selezione di piastre dei Medici e benne monete toscane delle zecche di Firenze, Pisa e Lucca dal Medioevo al Rinascimento, tra cui la “Medaglia commemorativa in argento della Regia Accademia Lucchese di Lettere, Scienze e Arti” del 1805, che raffigura Elisa Bonaparte e Felice Baciocchi (1.000-1.500 euro).

Risultati. Soddisfazione il 16 maggio per un'asta di monete e medaglie tenutasi presso Wannenes di Genova. Anche in questa vendita che ha fatturato 273.259,75 euro risultati importanti per le monete Savoia, oggi al centro dell'attenzione collezionistica. Top price, una moneta da 50 centesimi con stemma del 1861 in argento del Regno d'Italia, Vittorio Emanuele II, aggiudicata per 16.800 euro. Importanti esiti anche per una moneta d'oro da 100 lire del 1891, Regno d'Italia, Umberto I, esitata a 13.475 euro e un esemplare da 100 lire coniato nel 1883 è stato battuto per 10.200 euro. Per le medaglie, un esemplare in argento del Granducato di Toscana, Leopoldo II, consiglio generale del 1848, è passato di mano per 5.760 euro, mentre un primo conio della medaglia dei Mille del 1860 del Municipio di Palermo è stata aggiudicata per 3.120 euro.

Francobolli. La vendita di filatelia e numismatica tenutasi presso Il Ponte Casa d'aste di Milano nella stessa giornata del 16 maggio ha fatturato 436.743,75 euro, con risultati assai soddisfacenti: 89,93% dei lotti venduti e il 195% del venduto sul valore (98.830 euro per le monete e 338.000 euro per la filatelia). Interessante il risultato per una collezione avanzata montata con linguelle su album di Italia, Colonie, Occupazioni dal 1862 al 1963, comprese le emissioni delle Terre Redente, Fiume, Occupazioni nella prima e seconda guerra mondiale, Colonie italiane ed Occupazioni straniere delle Colonie: valutata 3.000-4.500 euro è stata aggiudicata a 21.250 euro (benché non con gomma integrale, essendo i francobolli linguellati, anche questa volta si è confermato il trend positivo che godono le collezioni avanzate che attraggono non solo i commercianti che li rivendono al dettaglio, ma anche di collezionisti che si trovano di fronte a raccolte già sviluppate dalle quali possono trattenere per la propria collezione gli esemplari a loro mancanti e rivendere all'asta la parte restante). Una delle emissioni chiave della bella raccolta della Repubblica di San Marino, i due minifogli da 10 esemplari ciascuno dei due alti valori da 100 e 200 lire del 1949 dell'emissione “Paesaggi”, tra i pochissimi che non risultano piegati (in genere per al loro inusuale dimensione i due minifogli venivano piegati nel lato centrale), valutati 12-15 mila euro (32mila euro sul catalogo Unificato), sono stati aggiudicati a 16.250 euro. Una busta da Fiume per città del 1920 affrancata un esemplare da 15 centesimi grigio e un 20 su 20 cent arancio sovrastampato “Valore Globale”. All'esemplare da 15 cent è stata asportata la parte centrale d è stata applicata una fotografia con l'effigie di Gabriele d'Annunzio. La busta si presenta applicata con tre sigilli di ceralacca su foglio con intestazione stampata “Hic Manebimus Optime” con testo e firma autografa del Vate in cui egli descrive l'unicità del francobollo-bozzetto con la propria effigie. Valutata 1.0001.500 euro, è stata aggiudicata per 10mila euro. Uno dei 300 esemplari del 5 centesimi azzurro del 1877 degli Usa “Buffalo Balloon”, il primo francobollo semi-ufficiale di posta aerea del mondo, approntato per integrare la normale affrancatura postale delle lettere trasportate da Nashville a Gallatin nel Tennessee sul pallone aerostatico “Buffalo”, valutato 3.000-3.500 euro, ne ha realizzati 4.750. Un salto di un secolo, una corrispondenza del 1982 spedita in Russia dalla Terra allo Spazio tra Nikilai Gindarenko, Nina, Igor e Raia e l'astronauta Nikolai Berezovoy, all'interno di una busta con testo scritto da Krasnodar per la stazione oribitante Salyut 7 tramite il vettore Progress 16 e ritornata sulla Terra tramite il vettore Soyus T-7. Valutato 500-700 euro, ne ha realizzati 4mila.

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