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Nessun conflitto d’interesse per Beatrix Ruf, ex direttrice del museo Stedelijk

Stedelijk Museum (foto di Beatrix Ruf)
Stedelijk Museum (foto di Beatrix Ruf)

«I am gratified the independent investigators have cleared me completely. Contrary to stories in the press, the independent investigators concluded I always acted with integrity; all side activities were approved; and I never ran an art consulting business on the side. But above all, I was touched most by their conclusion that I always put my heart and soul into the Stedelijk MuseumAmsterdam. Because I did».
Con questa dichiarazione Beatrix Ruf, ex direttrice dello Stedelijk Museum di Amsterdam che si è dimessa lo scorso ottobre, ha ringraziato gli investigatori indipendenti che hanno fatto luce scagionandola dalle accuse di mancanza di trasparenza nelle sue attività private come consulente d'arte, dichiarando che ha agito sempre con integrità nella gestione del museo olandese. La relazione commissionata dal Consiglio comunale di Amsterdam ha, infatti, ritenuto che l'ex direttrice ha lavorato rispettando i regolamenti olandesi.
Ruf si era dimessa dopo che la stampa olandese, in particolare NRC, aveva rivelato che la sua società di consulenza Currentmatters aveva registrato profitti per 500.000 dollari nel 2015, mentre per la carica museale percepiva uno stipendio annuale pari a circa 130.000 dollari.
Le rivelazioni avevano sollevato dubbi sul fatto che le sue attività collaterali rappresentassero un conflitto di interessi con il lavoro museale, oltre a essere stata accusata di non aver dichiarato i dettagli degli accordi relativi ad una grande donazione di circa 200 opere allo Stedelijk da parte del collezionista tedesco Thomas Borgmann.

L’uscita. Le dimissioni di Ruf erano state una sorpresa per il mondo dell'arte contemporanea, in cui è considerata una figura di spicco. Lo scorso febbraio, sostenitori locali e internazionali hanno pubblicato un annuncio a tutta pagina sul quotidiano olandese Het Parool, dichiarando semplicemente “Bring Ruf back,” firmato da artisti come Marina Abramovic e Laurie Anderson, la designer di libri Irma Boom e l'architetto Rem Koolhaas, oltre a curatori e altri direttori di musei.
Il rapporto di 120 pagine del Consiglio comunale, redatto dagli specialisti legali Sjoerd Eisma e Jan Peeters, si è focalizzato sul fatto che Ruf avesse rispettato il Dutch Cultural Governance Code e i legali hanno convenuto che non c'è motivo di dubitare dell'integrità di Ruf. Il rapporto esprime, inoltre, delle critiche nei confronti del Consiglio di sorveglianza dello Stedelijk per la gestione dell'affare. Il 12 giugno, tre dei suoi membri hanno rassegnato le dimissioni, tra cui la presidente Madeleine de Cock Buning. Nel frattempo, il museo Stedelijk è gestito dall'amministratore delegato, Jan Willem Sieburgh.

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