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Aste italiane: su libri antichi e autografi l’attenzione della Soprintendenza

Gonnelli, Libreria Antiqauria – Casa d’Aste “Voyage dans l'Amérique sepentrionale, ou descriprion des pays arrosés par le Mississipi, L’Ohio, le Missouri et autres riviere affluentes”
Gonnelli, Libreria Antiqauria – Casa d’Aste “Voyage dans l'Amérique sepentrionale, ou descriprion des pays arrosés par le Mississipi, L’Ohio, le Missouri et autres riviere affluentes”

Non solo su opere d'arte e, recentemente, su auto classiche, ora anche sui libri antichi e sugli autografi proposti da alcune case d'asta in Italia si sta concentrando l'attenzione della Soprintendenza dei Beni Culturali che “all'ultimo minuto” prima dell'asta comunica di aver avviato il procedimento di dichiarazione di interesse culturale. È accaduto a maggio prima dell'asta de Il Ponte a Milano che è stata costretta a sospendere la vendita di alcuni lotti a causa dell'avvio di questo procedimento e il 14 giugno sempre a Milano alleAste Bolaffi che ha ricevuto un avvio di procedimento dallaSopraintendenza archivistica e libraia della Lombardia, la notte prima dell'asta, nei confronti di quello che sarebbe risultato comunque il top lot della vendita, ovvero la prestigiosa prima edizione del “Dialogo” di Galileo Galilei acquistato da un collezionista per 40mila euro, contro una base di 25mila. L'opera è solo una degli oltre 30 lotti su cui la Soprintendenza ha avviato il procedimento, malgrado molti di questi lotti, compreso “Il Dialogo”, siano già presenti in numerose biblioteche italiane. Stesso discorso vale per alcuni manoscritti, come la “riga autografa” di Filippo Tommaso Marinetti che ringrazia un amico per avergli inviato un libro, della quale non è chiaro quale sia l'interesse storico-culturale (base del lotto 400 euro). “Il criterio con cui vengono scelti i lotti da notificare è arbitrario e soggettivo e testimonia l'abuso di potere dei funzionari della soprintendenza” ha commentato l'ad Filippo Bolaffi di Aste Bolaffi.

L'asta del 23 maggio presso Il Ponte Casa d'Aste di Milano ha fatturato 128mila euro col 69% di lotti venduti e il 217% del venduto sul valore. Top lot dell'asta, il prestigioso volume di André Breton, Paul Eluard e René Chat del 1930, “Ralentir Travaux”, Parigi, Ếditions Surréalistes, appartenuto a René Char e aggiudicato a 23.750 euro contro una stima di 12-18mila e la prima edizione dell'atlante di geroglifici di Jean François Champollion, “Monuments de l'Egypte et de la Nubie d'apres dessins exécutés sur les lieux” edito a Parigi da Didot Frères nel 1835-45, valutato 8-12mila euro e aggiudicato a 21.875 euro. Significativi anche i risultati ottenuti dalla lettera manoscritta di Gabriele D'Annunzio indirizzata a Matilde Festa Piacentini venduta a 3.250 euro contro una stima di 500-700 euro e l'atlante storico di Chatelain e Guedeville del XVIII secolo che ha triplicato la base d'asta raggiungendo 6.875 euro.

L'asta romana del 12 giugno di Minerva Auctions del Gruppo Finarte ha fatturato 429.112 euro con una percentuale di lotti venduti del 50%. “L'asta ha confermato come il reparto gestito da Silvia Ferrini sia tra i leader sul mercato” ha dichiarato Fabio Bertolo, ad del Gruppo Finarte “che con la vendita dell'Archivio Ungaretti (“Manoscritti e lettere”, il più vasto archivio di Ungaretti mai comparso sul mercato) per 125mila euro alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma ottengono il miglior risultato della stagione nel settore. La vendita dell'archivio Ungaretti rappresenta uno straordinario risultato culturale prima ancora che commerciale, evidenziando ancora una volta il ruolo fondamentale delle case d'asta serie nel riportare alla luce importanti giacimenti culturali che debbono trovare una giusta collocazione nelle nostre biblioteche e archivi nazionali. La proficua sinergia avviata da tempo col Ministero ha consentito la vendita di ben 10 lotti alle biblioteche nazionali di Roma e di Napoli, dove è andato un importante nucleo di lettere di Giacomo Leopardi (precisamente tre lettere indirizzate a Francesco Puccinotti, stimate 21-25mila euro e vendute per 25mila). L'interesse dei collezionisti italiani e soprattutto stranieri si è esplicitato nella viva partecipazione online, con oltre il 20% di aggiudicazioni sulla rete. Venduti bene gli incunaboli, le edizioni aldine, gli atlanti e la bella sezione di edizioni moderne, tra cui spicca il risultato delle opere di Bruno Munari che hanno più che raddoppiato le stime iniziali. La qualità dei cataloghi, l'ampia varietà di opere offerte e le giuste valutazioni sono i punti di forza di un reparto che non conosce flessioni!”

La vendita di libri rari e autografi a Milano del 14 giugno di Aste Bolaffi si è chiusa con un realizzo totale di 523mila euro e oltre il 70% dei lotti venduti. Nonostante gli avvii di procedimento di notifica (come anticipato), l'asta ha goduto importanti aggiudicazioni, come quella di uno dei testi più importanti dell'illuminismo, la “Ricerche sulla natura, e le cagioni della ricchezza delle nazioni” di Adam Smith del 1790, proposto nella prima edizione italiana (Napoli, Giuseppe Olicarpo Merande), estremamente rara e mai passata in asta dal 1963, considerato “un classico del pensiero economico moderno”, con base 10mila euro e aggiudicata a 31.250 euro. Record per l'edizione del 1942 del “Milione” di Marco Polo da Ulrico Hoepli, illustrata con 30 litografie di Massimo Campigli e arricchita da un disegno originale a sanguigna firmato dall'artista, venduta per 15mila euro. Grande interesse hanno suscitato i classici della letteratura italiana, in particolare capolavori di Tasso e Ariosto che, nelle rispettive sezioni, hanno tutti almeno raddoppiato le base d'asta e i libri dedicati alla cartografia, tra cui l'”Isolario (Nel qual si ragiona di tutte l'isole del mondo)“ di Benedetto Bordone, Venezia, ed. da Federico Torresano nel 1547, passato da una base di 5mila euro a 13mila, e un atlante tedesco del XVIII secolo aggiudicato a 8.750 euro, decuplicando la base d'asta.
Tra gli autografi, i migliori risultati sono stati messi a segno da un interessante e lungo manoscritto musicale dell'aria per canto e piano “Malinconia ninfa gentile” di Vincenzo Bellini (realizzo 4.370 euro) e da due lettere firmate da Gioacchino Rossini (realizzo 4mila euro).

La stagione primaverile nel settore si chiuderà a Firenze nelle giornate del 2-3-4 luglio con l'asta Libri e Grafica organizzata da Gonnelli, Libreria Antiqauria – Casa d'Aste, dedicata a manoscritti, autografi, libri dal XV al XX secolo, libri, spartiti e autografi musicali, mappe, vedute e carte geografiche, disegni, dipinti e stampe antiche e moderne, proponendo in totale 1410 lotti al Grand Hotel Mediterraneo in Lungarno del Tempio 44.
Nella sessione dedicata ai libri, spicca “Voyage dans l'Amérique sepentrionale, ou descriprion des pays arrosés par le Mississipi, L'Ohio, le Missouri et autres riviere affluentes” con un atlante di 36 carte, vedute e immagini di Chez Arthus Bertrand del 1826, prima rarissima edizione in francese di questa opera risalente al 1804-05 e pubblicata postuma (base 60mila euro). Nella sessione dedicata agli autografi, un rarissimo autografo di Aleksandr Puškin riportato all'XI strofa del primo capitolo del suo romanzo in versi “Uvgenij Onegin”, risalente agli anni '20 del XIX secolo (base 15mila euro). Nella sezione di grafica antica e moderna, un insieme di 126 manifesti originali in serigrafia del '68 francese “Le fantasie al potere nei manifesti d'epoca a cinquant'anni dal maggio francese” saranno battuti inizialmente come lotto unico con base 12mila euro. Nella sezione Mappe, vedute e carte geografiche, la bella “carta generale dell'Italia divisa ne' suoi stati e provincie” del 1793 di Giovanni Maria Cassini ha base 1.100 euro. Nella sezione dedicata alla grafica antica con un'offerta di lotti che vanno dal Cinquecento fino alle soglie dell'età neoclassica, “San Sebastiano all'albero” di Albrecht Dürer nella variante di Meder ha base 2mila euro. Tra le incisioni del XVIII e XIX secolo, un'eccezionale collezione di 125 acqueforti di Fabio Mauroner che coprono quasi l'intera produzione incisoria ha base 10mila euro. Tra i dipinti, un'interessante opera di un giovanissimo Salvatore Fiume del 1931 realizzato all'età di sedici anni proposto con una bse di 1.200 euro.

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