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Mercato dell’arte

Londra, pittori inglesi, Basquiat e garanzie protagoniste dell’asta Sotheby’s di contemporanea

(courtesy Sotheby’s)
(courtesy Sotheby’s)

L’asta d’arte contemporanea proposta la sera del 26 giugno da Sotheby’s a Londra ha portato ottimi risultati: solo un lotto dei 44 proposti non ha trovato compratori, per un ricavo totale di oltre 110 milioni di £, superando la stima pre-asta di 80-108 milioni una volta aggiunte le commissioni.

Complice anche la decisione della rivale Christie’s di non tenere un’asta serale della categoria, in attesa di quelle programmate ad ottobre, Sotheby’s è rimasta l’unica casa a proporre lotti oltre la soglia dei 10 milioni di dollari, ben cinque in questa occasione; oltre metà del valore dell’asta risiede proprio in questi cinque lavori, peraltro tutti garantiti da una parte terza e, quindi, sostanzialmente venduti ancor prima dell’inizio dell’asta.

Domina la pittura inglese. Cinque diversi pittori, rappresentativi di stili e periodi assai diversi, attraverso i quali si è dipanata la storia della pittura inglese del dopoguerra, hanno riportato vendite fra i primi dieci realizzi, per un totale di 47,5 milioni di £. A guidare il gruppo è un grande nudo di Lucian Freud, un lavoro tardo del 2002-03, olio su tela di grandi dimensioni lungamente conteso fino a superare la stima alta di 17-20 milioni per fermarsi a 22,5 milioni di £.

L’altro grande maestro, Francis Bacon, era rappresentato da un cupo studio per una figura maschile del 1954, lavoro difficile ma già facente parte della collezione di Gianni Agnelli, passato di mano appena oltre i 3 milioni della stima bassa grazie all’aggiunta delle commissioni, dopo un solo rilancio probabilmente da parte del garante di parte terza annunciato appena prima dell’inizio dell’asta.

Oltre ai due grandi maestri scomparsi, ben tre artisti viventi completano la classifica: l’ottuagenario David Hockney, rappresentate della Pop Art inglese,  con un paesaggio dai colori acidi del 1998 “Double East Yorkshire”, composizione su due tele affiancate per quasi 4 metri di lunghezza, finita con ogni probabilità al garante di parte terza per 11,3 milioni di £, verso la stima bassa di 10-15 milioni grazie all’aggiunta delle commissioni, ma ben tre volte il prezzo raggiunto in asta solo cinque anni fa;

Peter Doig, con una veduta di medie dimensioni dai toni verdi del 1998-99, “Daytime Astronomy”, contesa fino a sfiorare la stima alta di 6-8 milioni, fermatosi a 7,7 milioni di £, evitando l’intervento della garanzia presente sul lotto, ed infine Cecily Brown, figlia d’arte e rappresentata dalla galleria Gagosian, con una grande tela a cavallo fra figurativo ed astratto del 1999, lungamente contesa fino a raggiungere 3 milioni di £ da una stima di 750-950mila £, rendendo ampiamente inutile la garanzia di parte terza che proteggeva il lotto.

Tris di Basquiat. Ben tre lavori di Jean-Michel Basquiat hanno portato realizzi fra I primi dieci lotti, per un totale di 26,7 milioni di £. Si tratta di un lavoro del 1982 raffigurante un classico teschio su collage di carta, parte di una collezione newyorkese, venduto nell’ormai lontanissimo 1982 da Larry Gagosian a Los Angeles, opera che supera agilmente la stima alta di 10 milioni per fermarsi a 14,7 milioni di £, rendendo inutile la garanzia sul lotto.

Non ha suscitato altrettanto entusiasmo, invece, un lavoro del 1981 preparato per l’esibizione di quell’anno alla Galleria Emilio Mazzoli di Modena, rimasto in Italia sin d’allora: ‘New York. New York’, nonostante la grande dimensione si è fermato alla stima bassa di 7 milioni di £ (8,1 con le commissioni), finendo probabilmente in mano alla garanzia di parte terza che proteggeva il lotto.

Lungamente conteso, invece, il lavoro su carta del 1982 di dimensioni più contenute, non protetto da alcuna garanzia, che ha superato agilmente la stima di 1,5-2,5 milioni per fermarsi a 3,9 milioni di £.

Il ruolo delle garanzie e la collezione americana. Più della metà dei lotti in catalogo erano protetti da garanzie, nella maggior parte dei casi di parti terze, trasferendo cosi il rischio al di fuori della casa d’aste. Se si considera il valore delle stime basse, ben 67,2 milioni su 80 erano protetti da garanzie, pari all’84% per valore.

Fra i dieci realizzi solo due non erano protetti da una garanzia di parte terza (il Basquiat meno caro su carta e un ‘mobile’ di Calder, aggiudicato sotto la stima bassa), mentre tre degli otto lavori garantiti sono probabilmente finiti in mano al garante, in assenza di altri compratori: il lavoro di Hockney, il Basquiat del 1981 e lo studio di Bacon, per un totale di 22,5 milioni di £, un quinto dell’asta.

Il lavoro di Cecily Brown faceva parte di una collezione americana ‘New wave/New beat” di 11 lotti (a cui se ne aggiungono altri nell’asta giornaliera), tutti garantiti da parte terza ma tutti venduti oltre le aspettative, rendendo quindi la garanzia inutile.

La collezione proponeva diversi lavori di artisti contemporanei tuttora in vita, che hanno ricevuto complessivamente un’accoglienza positiva, con un nuovo record per Henry Taylor a 275mila £ per una tela del 2006, e ottimi risultati per Kara Walker, Ellen Gallagher, Eric Fischl ed Elisabeth Peyton il cui ritratto di Sid Vicious porta 1,1 milioni di £, secondo realizzo di sempre per la pittrice inglese.

Al di fuori della collezione, hanno ottenuto risultati record l’ottantacinquenne Sam Gilliam con un lavoro del 1967 ‘Forth’ conteso fino a 910mila £, ben oltre la stima, e Jennifer Guidi, con un recentissimo lavoro del 2016 dai toni rossi accesi e di grandi dimensioni, conteso fino a 275mila £.

Nonostante le garanzie, 13 lotti non hanno raggiunto le stime basse prima dell’aggiunta delle commissioni, e dieci sono andati venduti dopo un solo rilancio contro la riserva, fra cui i due lavori di Fontana proposti, un ‘Attese’ verde scuro con diversi tagli irregolari, tipico del primo anno di produzione della serie, il 1959, e un “Concetto spaziale” con buco su tela rosa del 1965, passati di mano rispettivamente a 850mila e 550mila £.

Le aste di arte del dopoguerra e contemporanea proseguono con diversi cataloghi giornalieri di Sotheby’s, Christie’s e Bonhams, nonché un’asta serale di Phillips il 27 giugno.

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