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Fatturati in crescita per le aste italiane di arte moderna e contemporanea

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mercato dell’arte

Fatturati in crescita per le aste italiane di arte moderna e contemporanea

Giugno chiude la stagione primaverile delle aste nazionali di arte moderna e contemporanea con importanti fatturati. A primeggiare è stata questa volta Il Ponte Casa d'aste con una vendita che ha superato i 6 milioni e mezzo di euro con diversi record per artista. Blindarte attira il mondo internazionale con un capolavoro americano di Street Art. Wannenes vende ben sei opere di Alighiero Boetti, realizzando anche un record di aggiudicazione per il ricamo più piccolo di questo artista. Trend in salita per la scultura e il figurativo. Morandi e Campigli maestri indiscussi nella vendita di Meeting Art.

Street Art sugli scudi. Inaugura la carrellata di giugno nel settore dell'arte moderna e contemporanea Blindarte di Napoli che a Milano, il giorno 4, ha totalizzato 1,4 milioni di euro, con grande partecipazione di offerenti italiani e collezionisti di diverse nazionalità. Dopo un'accesa gara tra compratori di diversi paesi, si è conclusa per quasi 210mila euro la vendita del “Ritratto della Principessa Giovanni Pignatelli d'Aragona Cortés” di Andy Warhol. Ma l'aggiudicazione che maggiormente ha colpito è stata quella di un importante dipinto dell'artista americano di Street Art Richard Hambleton, considerato tra i massimi esponenti di questo movimento assieme a Keith Haring e Basquiat: il dipinto “Opening” del 1983, stimato 7-10mila euro, dopo ripetuti rilanci tra sala (con molte presenze dagli States) e telefoni, è stato aggiudicato ad un collezionista americano a quasi 185mila euro. Grande attenzione anche per l'opera “Volume a moduli sfasati” del 1960 di Dadamaino aggiudicata per 58mila euro e per un'elegante gouache di Dorothea Tanning ambita da collezionisti di diversi paesi, che da una stima di 20-30mila euro è stata aggiudicata per oltre 52mila.

Tutte vendute sei opere di Boetti. Il 7 giugno Wannenes Art Auctionscon l'asta organizzata a Milano ha totalizzato 1.147.410 euro col 53,4% di lotti venduti e il 101,3% del venduto sul valore (13% di crescita nel fatturato rispetto all'asta di novembre 2017). Le sei opere di Alighiero Boetti hanno realizzato 344.375 euro, fra le quali il top lot della serata, “Sciogliersi come neve al sole”, un delicato e piccolo ricamo su tessuto del 1988 battuto a 137.500 euro (record di aggiudicazione per la più piccola opera venduta in asta) e “Una parola al vento….”, un grande ricamo a colori verticale del 1989, esitato a 118.750 euro. Esiti molto positivi per Bruno Munari che con “Negativo-Positivo” del 1950, un olio su masonite di 40x 40 cm ha raggiunto 27.500 euro e “Colori nella curva di Peano”, un olio su tela del 1995 aggiudicato a 12.500 euro. Tra le aggiudicazioni più significative, un “Vaso di fiori” di Antonio Donghi del 1936, esemplare esempio di “Realismo Magico” di cui l'artista era uno dei principali esponenti, battuto a 56.250 euro, mentre un'opera astratta di Gino Severini del 1949, “Peches sur papiers verte” è stata aggiudicata a 35mila euro. Tra gli artisti stranieri, di Franz Kline una tecnica mista su carta del 1960-61, “Senza titolo”, ha raggiunto 50mila euro. Guido Vitali e Massimo Vecchia, responsabili del dipartimento, hanno così commentato: “l'asta è partita molto bene con aggiudicazioni sopra la stima massima, la pittura figurativa è andata molto bene”.

Focus sugli artisti storici. L'8 e 9 giugno è seguita la vendita di Prato di Farsettiarte. L'asta ha totalizzato 4 milioni di euro: “Ancora una volta l'attenzione dei collezionisti si è concentrata sulle opere degli artisti più noti che godono di un mercato internazionale, con quotazioni solide e al riparo dei capricci delle mode e delle speculazioni” hanno spiegato gli esperti. Top lot, un olio su tela di Alberto Savinio, “Pégase”, 74x62 cm, aggiudicato a 272.200 euro, a fronte di una stima di 200-300mila euro. In seconda posizione un olio di Ottone Rosai, “Il gobbo alla finestra”, 170x140 cm, che ha superato la stima massima di 200mila euro, fermandosi a 223.440. In terza posizione Alberto Burri con una carta, acrilico, vinavil, combustione su carta, “Combustione T.n.7” esitata a 204.950 euro contro una stima di 140-200mila.

Tre cartoline di Basquiat. L'11 giugno è stata la volta di Pandolfini di Firenze che con questa vendita milanese il trend positivo del settore premiato dalla scelte e dalla gestione. Per quasi 300mila euro totali sono state aggiudicate tre belle opere di Jean-Michel Basquiat, le sue caratteristiche “cartoline” dei primi anni '80 in cui tratta i personaggi e i temi che gli sono propri, robot, guantoni e teschio. I tre “Senza Titolo” che provengono da un'importante collezione italiana” sono stati aggiudicati rispettivamente per 93.750, 62.500 e 131.250 euro. La vendita comprendeva 164 lotti, di cui il 65% venduto totalizzando 1.201.542 euro e raccogliendo il 133% delle stime pre-asta. Tra le aggiudicazioni di maggiore interesse, “Tu Beninteso Cascellato” di Sebastian Matta ha realizzato 56.250 euro: è un grande lavoro del '63 a terre colorate su tela riportato su tavola tornato sul mercato dopo essere stato conservato per anni in un'importante collezione emiliana. Ottima performance anche per Mario Schifano: il suo “Senza Titolo” di imponenti dimensioni raffigurante palme e cuori ha chiuso a 31.250 euro. Tra gli artisti più classici del Novecento, un'opera del 1933 di Mario Sironi, “Il Lavoro”, è stata aggiudicata a 35mila euro. Di particolare bellezza e dimensioni, un'opera in bronzo di Giò Pomodoro degli anni '70, “Marat, Scultura, Volume” è stata licitata per 47.500 euro.

Asta dei record a Palazzo Crivelli. Risultato eccezionale per l'asta di arte moderna e contemporanea del 12 e 13 giugno de Il Ponte Casa d'Astedi Milano che ha totalizzato ben 6.564.500 euro col 90% di lotti venduti e il 213% di venduto sul battuto e con ben otto record mondiali d'artista. Un catalogo molto importante, curato da Freddy Bettino, è riuscito ad attirare collezionisti, galleristi e dealer da tutto il mondo che hanno affollato le sale di Palazzo Crivelli o hanno partecipato sia telefonicamente che online, in particolare dalla Cina, Giappone, Russia, Svezia, Lussemburgo, Ungheria, Colombia, Usa, Belgio, Canada, Austria, Uk, Francia e Germania.
Numerose le aggiudicazioni importanti, come “Superficie bianca -2 – II” di Enrico Castellani, acrilico su tela estroflessa 100x120 cm, stimato 200-250mila e venduto a 450mila euro, “Composition Abstraite” di Serge Poliakoff venduto a 250mila euro, l'olio su tela “Il trionfo della morte” del 1961 di Emilio Scanavino, 200x300 cm, valutato 70-100mila euro e aggiudicato a 175mila euro. Particolare attenzione dimostrata verso la scultura, come per l'opera “Spirale 1971” di Fausto Melotti venduta a 362.500 euro e “Crocefisso”, l'elegante terracotta smaltata di Lucio Fontana, 36x18 cm, che da una stima di 50-70mila euro è volata a 312.500! Nuovo record per Antonio Sanfilippo con il suo olio su tela “Senza muoversi” del 1954, 97x130 cm, aggiudicato per 65mila euro contro una stima di 25-35mila.

Arte Povera e Pittura Analitica. Dal 9 al 24 giugno si è tenuta la nuova asta di Meeting Artdi Vercelli con un fatturato di 1.887.000 euro e il 79,26% di lotti venduti. Top lot di queste sessioni è stato indubbiamente Giorgio Morandi con l'opera “Fiori”, una tela datata 1947 circa, proposta ai collezionisti con una base di partenza di 70mila euro che, dopo una serrata gara di rilanci, è stata aggiudicata a 201.720 euro. È passato di mano per 50mila euro anche un olio su tela 100x60 cm “scudo/bouclier” del 1964 di Massimo Campigli. “Il trend è positivo e in crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno” sostengono gli esperti. “Si riscontra grande attenzione da parte dei collezionisti verso gli artisti di livello internazionale, mentre tra gli italiani il movimento dell'Arte Povera e la Pittura Analitica ottengono sempre molto successo”.

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