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Brera: la gestione 2017 chiude in positivo per 2,9 milioni di euro

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musei e biennali

Brera: la gestione 2017 chiude in positivo per 2,9 milioni di euro

La gestione 2017 della Pinacoteca di Brera si è chiusa con un avanzo di 2,9 milioni di euro, più che raddoppiato rispetto al risultato del consuntivo 2016 che si era attestato a 1,2 milioni di euro.
Prima di passare all'analisi dei principali “numeri” del museo nel 2017 occorre precisare che sono state riclassificate alcune voci di bilancio, in particolare il costo del personale e i proventi del concessionario, al fine di poter effettuare un confronto a livello internazionale. La riclassificazione è necessaria in quanto il costo del personale è sostenuto direttamente dalMinistero delle attività e beni culturalie, pertanto, è stata inserita una voce figurativa di pari importo denominata “Risorse dalla DG Bilancio per il costo del personale” anche tra i ricavi.
Allo stesso modo sono stati inseriti i proventi connessi all'attività del concessionario che gestisce la biglietteria
e i servizi di audioguide, visite guidate e bookshop. Nel caso della biglietteria il concessionario trattiene un aggio e per gli altri servizi riconosce al museo una royalty sulle vendite.

I risultati. Passando ai risultati nella gestione 2017 i ricavi totali sono stati pari a 15,2 milioni di euro, di cui circa i due terzi derivano dai trasferimenti da parte della Direzione Generale del Ministero, sia reali sia figurativi. Le risorse effettivamente trasferite dal Ministero per il funzionamento e gli investimenti del museo sono sta 4,4 milioni di euro (2,5 milioni nel 2016).
Le risorse proprie, che comprendono i proventi derivanti dalla vendita dei biglietti, i servizi aggiuntivi
e i canoni concessori, sono stati pari a 2,86 milioni. In dettaglio la vendita dei biglietti ha generato circa 1,87 milioni di euro, con una crescita dell'11% circa rispetto all'anno precedente, mentre le royalty e i canoni concessori sono stati circa 1 milione di euro. Il sostegno delle attività del museo da parte dei privati ha contribuito con 600.000 euro, in aumento rispetto ai 400.000 dello scorso anno.
Sul fronte dei costi, il museo ha sostenuto oneri per 12,3 milioni di euro, di cui il 78% è rappresentato da costi di struttura rispetto all'86% dello scorso anno. Oltre al costo del personale, come già ricordato sostenuto dal Ministero pari a 6,7 milioni di euro, le altre spese hanno riguardato le utenze e le manutenzioni.
I costi per l'attività istituzionale, che comprendono didattica, catalogazione, promozione, organizzazione mostre ed eventi, allestimenti, restauri, sono ammontati a 2,24 milioni di euro, considerando anche 650mila euro di aggio di biglietteria e quota di servizi aggiuntivi al concessionario.
Inoltre, come tutti i musei statali, la Pinacoteca ha versato il 20% dei suoi introiti da biglietti al fondo per il riequilibrio finanziario e il potenziamento del sistema museale dello Stato.

I visitatori. La Pinacoteca di Brera nel 2017 ha accolto oltre 370.000 visitatori, registrando una crescita dell’8,7% rispetto all'anno precedente. Il museo è quindi riuscito a proseguire il trend degli anni precedenti, mostrando un tasso di crescita medio annuo del 10,6%. Nell'anno passato sono aumentati del 13% i biglietti a pagamento, in particolare trainati da quelli a tariffa intera (passati da circa 160.000 a quasi 175.000), mentre quelli gratuiti sono cresciuti del 16%. In media la Pinacoteca di Brera ha accolto circa 1.000 visitatori al giorno. I giorni di maggior affluenza di pubblico sono stati sabato e domenica, che hanno registrato oltre il 40% dei visitatori totali e una media di visitatori giornalieri pari rispettivamente a 1.323 e 1.806. Le domeniche gratuite hanno attratto mediamente 3.900 visitatori rispetto ai 3.700 dello scorso anno, con il dato più elevato registrato a marzo, con 4.511 ingressi.
Le domeniche a pagamento, invece, hanno registrato circa un terzo dei visitatori rispetto
a quelle gratuite, pur rimanendo il giorno della settimana con il maggior numero di ingressi.
Infine le aperture serali con il pagamento di un biglietto ridotto di 3 euro hanno portato oltre 14mila visitatori e in occasione dei concerti in collaborazione della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado sono stati oltre 5.000 i visitatori.

Prestiti. Nel corso dell'anno, il museo ha prestato 100 opere a 57 musei nazionali
ed esteri; in particolare, la Pinacoteca ha prestato sette opere alle Gallerie d'Italia e allaBorsa Italiana Gallery, quattro al Mart e alla Fondazione Prada e tre alla Fundacion MAPFRE e al National Museum of Western Art di Tokyo. Nel medesimo periodo sono state ricevute in prestito 5 opere da 4 istituzioni differenti.

La trasformazione. Nel gennaio 2016 Brera ha avviato un progetto ambizioso che prevedeva la riqualificazione del palazzo di Brera, un nuovo programma di eventi e attività di rilievo internazionale e il riallestimento di tutti gli spazi espositivi del museo. Questa strategia, come si legge nella relazione annuale, ha volutamente escluso dal programma mostre temporanee per attrarre visitatori a breve termine, focalizzandosi invece sulla collezione permanente, sulla sua conservazione e sulla sua accessibilità a pubblici diversi. Nel marzo 2016 sono state riallestite le prime tre sale in occasione del primo “dialogo”, un incontro tra “Lo sposalizio” di Raffaello capolavoro della Pinacoteca e la stessa opera eseguita dal suo maestro, Perugino, conservata in un museo francese da oltre duecento anni. Sempre nel 2016 si sono avvicendati altri due dialoghi, uno che ha visto protagonista il “Cristo morto” di Mantegna, l'altro la celebre “Cena in Emmaus” di Caravaggio. Il 13 ottobre 2016 il museo ha riaperto dopo 113 anni l'ingresso principale, migliorando l'accessibilità e il percorso di visita. Nel 2017 il progetto è andato avanti, sempre ispirato alla missione che punta a dare centralità alla collezione permanente.

Palazzo Citterio. I lavori di restauro di Palazzo Citterio, futura sede delle collezioni di arte moderna del Museo, hanno subìto una serie di ritardi e secondo quanto dichiarato nella relazione la riapertura è prevista nel 2019 o al più tardi nel 2020. Nell'attesa i capolavori di arte moderna italiana saranno concessi in prestito a diverse istituzioni tra cui, Centre for Italian Art di New York, Fondazione Prada, Estorick Collection di Londra, Palazzo Reale e la Fondazione Matteucci. Nell'autunno del 2018 Palazzo Citterio ospiterà una mostra speciale dal titolo “Brera Ascolta”, che darà alla città l'opportunità di contribuire interattivamente all'installazione della collezione permanente a Palazzo Citterio, che riaprirà sotto il nome di Brera Modern.

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