ArtEconomy24

Sound Art per la 25ª Artissima

  • Abbonati
  • Accedi
mercato dell’arte

Sound Art per la 25ª Artissima

IlariaBonacossa ®Silvia Pastore
IlariaBonacossa ®Silvia Pastore

È stata presentata con un brunch di lancio alMuseo Maxxi di Roma la 25ª edizione di Artissima, che si terrà nei consueti spazi dell'Oval Lingotto di Torino dal 2 al 4 novembre 2018. Paradossalmente una delle novità più interessanti annunciate dalla direttrice Ilaria Bonacossa è la riduzione voluta del numero di gallerie selezionate. Dalle 207 gallerie del 2017 alle 189 gallerie annunciate per il 2018, divise nelle varie sezioni: Main Section, New entries, Present Future, Back to the Future, Disegni e la novità Sounds, dedicata a progetti di sound art, con una predominanza di espositori stranieri, presenti per il 60% del totale.
La riduzione del numero degli espositori pare come una mossa intelligente ed intellettualmente onesta da parte della fiera che pone così attenzione al buon risultato delle gallerie presenti, invece, di voler sbandierare a tutti i costi numeri altisonanti che hanno poco senso in un mercato come quello attuale italiano.
Comparando presenti e assenti, anno su anno sembra che il taglio abbia coinvolto soprattutto gallerie italiane che non hanno saputo svilupparsi e che non hanno mai saputo affacciarsi sul mercato internazionale, evitando così ad Artissima una pericolosa involuzione provinciale.

Chi torna. Ottimo segno per Artissima, alcuni ritorni eccellenti, da Massimo De Carlo, assente dal 2014, a Peter Kilchmann assente dal 2015, ma anche quello della galleria Hollybush Gardendi Londra, tutti nella sezione di Disegni, segno che la sezione inaugurata l'anno scorso dalla prima gestione Bonacossa funziona e che i due curatori portoghesi Joao Mourao e Luìs Silva, hanno un'ottima capacità negoziale con gallerie di peso.

Chi va. Tra le defezioni illustri rispetto l'anno scorso senza dubbio spicca la galleria romana Magazzino, presente solo una settimana prima a Fiaca Parigi, ma visto il tour de force fieristico che precede Artissima può essere inscritto come un fatto puramente fisiologico.

Le nuove entranti. Prima assoluta ad Artissima per una galleria interessante come la rumena Plan B e buon segno non solo per la fiera torinese, ma per la percezione del mercato italiano l'esordio di Edouard Malingue nella main section, la galleria di Shangai in forte crescita era presente all'ultima edizione di Miart e un ritorno immediato a Torino da buoni segnali sull'appealing del mercato italiano del contemporaneo.
Insomma se in Italia tra Artissima e Miart viene strombazzato il dualismo, all'estero forse sono percepite semplicemente come due facce della stessa medaglia, capaci pure di inaspettate e non volute sinergie.
La sezione Present Future, una delle più caratterizzanti di Artissima che negli anni ha saputo lanciare giovani talenti, si presenta con nomi ambiziosi a cui sicuramente prestare attenzione: da Cinthia Marcelle presentata da Vermelho a Florencia Rodriguez Giles daBendana | Pinel e la pittrice colombiana Alejandra Hernàndez da galleria Laveronica, ma anche gli italiani Ludovica Carbotta e Diego Marcon, rappresentati rispettivamente daMarta Cervera ed Ermes Ermes. Più inspiegabile, invece, la presenza di Gabriele De Santis rappresentato da Frutta, artista che non sembra vivere il suo momento migliore a livello di mercato e che artista emergente lo era un lustro fa.

Gli esordienti. Nella sezione New Entries, dedicata a gallerie emergenti con non più di cinque anni di vita e che possono godere di un prezzo agevolato di 180 euro al metro quadro per favorire così una buona intraprendenza espositiva, spiccano la galleria angolana This is not a white cube, o quella dello Zimbawe con sede anche a New York Catinca Tabacaru, tra le italiane esordio della giovanissima galleriaGilda Laviaaperta da pochissimo a Roma e perA plus A la galleria veneziana che ha già un ottimo curriculum come associazione culturale e da poco riconvertita a galleria. A sostenere le New entries un nuovo sponsor, la società Professional Trust companyche con un accordo triennale con Artissima coprirà quasi interamente i costi di tre gallerie con un esborso di 12.000 euro per quest'anno.
Infine promettente il lavoro fatto dalla Vip Manager Flavia Lo Chiatto, onnipresente nelle fiere estere nel portare un gran numero di delegazioni di patrons di musei, un target di collezionismo indispensabile per una fiera di ricerca come Artissima: già confermata tra gli altri la presenza deiTate Patronscosì come i membri del Global Private Museum Centre degli Emirati Arabi, l'associazione turca Saha Associatione l'olandeseRembrandt Association.

Le risorse. Osservando, invece, Artissima da un punto di vista economico, dopo un risultato positivo nel 2017 il budget previsionale del 2018 è attorno ai 3 milioni di euro. il 9% del quale è sostenuto dal Comune di Torino , dalla Regione Piemonte e dalla Camera di commercio di Torino come sostegno indiretto all'indotto che la fiera porta alla città, e l'eventuale attivo in bilancio, come avvenuto nel 2017, verrà reinvestito poi in progetti culturali a Torino. Il resto del budget è, invece, coperto per il 62% dalla vendita degli stand, per il 5% dalle Fondazioni Bancarie, un altro 5% dal d Inkind Partners e un 7% sotto la voce ricavi altri, con Unicredit che anche quest'anno ricoprirà il ruolo di main sponsor.

© Riproduzione riservata