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Le aste italiane premiano l’antiquariato e gli oggetti della Wunderkammer

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Mercato dell'arte

Le aste italiane premiano l’antiquariato e gli oggetti della Wunderkammer

Cambi l'importante servizio “Flora Danica” con oltre 200 pezzi della manifattura reale di Copenaghen ha totalizzato oltre 70mila euro
Cambi l'importante servizio “Flora Danica” con oltre 200 pezzi della manifattura reale di Copenaghen ha totalizzato oltre 70mila euro

Tra fine maggio e giugno hanno avuto luogo in Italia le ultime vendite della stagione di antiquariato, seppur diversificate in vari settori, i dipinti antichi e del XIX secolo, le antiche sculture e oggetti d'arte, le antiche maioliche e argenti da collezione. Premiate come sempre le illustri provenienze e le grandi opere dell'Ottocento dal gusto internazionale. Bruciano le stime da Wannenes dipinti antichi di grande qualità, ma di non certa attribuzione. Successo per le creazioni dei raffinati argentieri italiani e francesi.

La prestigiosa provenienza premia due dipinti antichi. Il 24 maggio si è tenuta a Roma l'asta di dipinti antichi e di arte del XIX secolo di Minerva Auctionswww.minervaauctions.com del Gruppo Finarte: sono stati battuti 330 lotti, il fatturato è risultato di oltre 1 milione di euro con il 61% di lotti venduti e con l'89% di venduto sul valore. Il lotto di spicco è risultato il fondo oro di scuola senese del XIV secolo con la “Madonna e il Bambino in trono tra angeli e santi”, opera certa del Maestro della Pietà, seguace di Simone Martini, che operò a Siena dopo l'epidemia di peste nera del 1348. L'opera è stata contesa tra molti clienti collegati telefonicamente: partita da una base di 40mila euro ha spiccato il volo fermandosi a 325.600 euro, risultato record per l'artista. Per la sezione di arte del XIX, top lot è risultato l'inedito giovanile del grande pittore francese Théodore Géricault, “Cinque cavalli visti dalla groppa”, del 1811-1812, venduto per 207.600 euro. Scoperto di recente dall'esperto Bruno Chenique e affine alla tela dello stesso soggetto conservato al Louvre https://www.louvre.fr/en, è stato apprezzato come testimonianza della magnifica ossessione dell'artista per i cavalli. Il successo ottenuto in asta da queste due opere, con risultati – a detta degli esperti – superiori a quelli del mercato internazionale, è senza dubbio la provenienza dei due capolavori da antiche collezioni private. Buoni i risultati per le opere di scuola toscana, in notevole crescita i dipinti abruzzesi dell'Ottocento e del primo Novecento. Risultati interessanti anche per le sculture e l'arte orientale.

Bruciano le stime da Wannenes antichi dipinti di grande qualità, ma di non certa attribuzione. Il 30 maggio si è tenuta da Wannenes www.wannenesgroup.com di Genova un'asta di dipinti antichi e del XIX secolo che ha fatturato 946.491 euro col 72,4% di lotti venduti e il 124,3% del venduto sul valore. Protagonista della vendita è stata una figura di “San Luca” di un pittore del XVII-XVIII secolo, vicina alla maniera di Giovanni Battista Gaulli (detto il Baciccio) aggiudicato a 112.500 euro contro una stima di 3-5mila. Antonio Gesino, responsabile del dipartimento, evidenzia come questa opera sia “emblematica di un catalogo che ha come filo conduttore la qualità dell'opera, della ricerca, di una connoisseurship che intende collocare ciascuna opera all'interno del corretto contesto culturale”. Così una “Annunciazione” di un pittore attivo nel XVI-XVII secolo, riconoscibile forse in Ippolito Borghese Giovane è stata battuta a 47.500 euro contro una stima di 3-5mila euro. Un capolavoro ritrovato di Raffaello Sorbi del 1869 dal titolo “Lo studio di Fidia” o “Fidia che scolpisce la statua di Minerva per il Partenone”, stimata 50-60mila euro, ne ha realizzati 93.750 contro. L'opera che si impone per una composta ricercatezza è realizzata nel gusto “pompeiano”: mostra lo scultore nello studio mentre confronta la sua creazione con la modella in posa, con una lastra del fregio del Partenone sullo sfondo. “E' importante che opere come quella di Sorbi – spiega Rosanna Nobilitato, capo del dipartimento ¬¬- abbiano un riscontro economico pari al loro valore assoluto, con una circolazione internazionale che riaffermi l'originalità dell'Ottocento italiano. Con piacere, in questa asta ho assistito a un ritorno d'interesse per la pittura napoletana di Vincenzo Irolli, Attilio Pratella, Giuseppe Casciaro e Vincenzo Migliaro, una corrente di grande spessore e originalità che, quando appaiono opere inedite e di qualità, è premiata da un collezionismo colto ed esigente”.

Vincente da Cambi la pittura caravaggesca. Nella stessa giornata del 30 si è tenuta un'asta di dipinti antichi presso Cambiwww.cambiaste.com di Genova che ha totalizzato oltre 1 milione di euro. Top lot assoluto dell'asta un olio su tela dell'artista Giovanni Serodine della prima metà del XVII secolo, “San Gerolamo”, che ha polverizzato a stima iniziale di 50-60mila euro passando di mano a 337.500 euro. A questo autore da tempo è riconosciuto un ruolo centrale nella storia della pittura italiana del primo Seicento e in particolare di quella più sinceramente caravaggesca. Nel dipinto le mani di San Gerolamo afferrano saldamente il teschio con un atto concreto degno di un plasticatore al lavoro davanti ai nostri occhi. Il santo infervorato nella preghiera oscilla nello spazio in equilibrio instabile, flettendo il corpo e la testa all'indietro, per guardare verso il Cielo, ma mantiene solida la presa sul simbolo della vanità della vita terrena, posto di fronte a sé, ma anche al cospetto di chi guarda.

Altri lotti del catalogo hanno goduto sensibili rialzi, come l'olio su rame “Hecce Homo” di Abraham Janssens (1575-1632) che da una stima di 12-15mila euro è salito fino a 62.500 euro, o come il “Pappagallo sul trespolo” attribuito a Bartolomeo Bimbi (1648-1729) che rispetto alla stima di 6-7mila euro ne ha raggiunti 32.500.

Successo da Pandolfini per gli antichi oggetti del Wunderkammer. Sculture e oggetti d'arte, porcellane e maioliche, ed argenti rappresentano il contenuto di un unico grande catalogo di una asta da Pandolfini www.pandolfini.it di Firenze organizzata il 31 maggio. La vendita ha totalizzato 172.625 euro (43% del venduto, 85% delle stime) per gli argenti italiani ed europei, 294.875 euro (66% del venduto, 67% delle stime) per gli oggetti d'arte e la sculture, 37.125 euro (58% del venduto, 139% delle stime) per i 15 lotti venduti di porcellana e maiolica. Alberto Vianello, esperto di oggetti d'arte e porcellane, commenta la vendita di sculture della collezione del paleontologo veneziano Giancarlo Ligabue: “l'importante risultato ottenuto dagli oggetti d'arte, in particolare della collezione Ligabue, tutti venduti dopo gare molto accese, testimonia un rinnovato interesse per gli oggetti del wunderkammer, meglio se risalenti al secolo XIV e XV”. Top lot di questa selezione, “Presentazione di Gesù al Tempio”, un altorilievo in legno dipinto in policromia da uno scultore tedesco a cavallo tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo aggiudicato per 17.500 euro. Esulando dalla collezione Ligabue, “Quattro Capitelli” ispano moreschi del XV secolo in pietra scolpiti a motivi geometrici sono stati battuti a 17.500 euro.

Tra le porcellane e maioliche, un gruppo di “Nove Scimmiette Musicanti” della manifattura Meissen XIX secolo ha quadruplicato la stima chiudendo a 12.500 euro, mentre tra gli argenti top lot la “Grande Guantiera” dell'argentiere romano Giuseppe Valadier è stata oggetto di una vivace gara tra sala e telefoni per chiudere a 40mila euro. Come ha commentato Chiara Sabbadini Soti, junior expert del dipartimento guidato da Roberto Dabbene: “i grandi argentieri accendono l'interesse dei collezionisti e ravvivano il mercato, da Valadier e la sua eleganza di fine Settecento, alla maestria francese di Emile Puifocart (una sua zuppiera inizio XX secolo ha realizzato 18.750 euro)”.

Tutta venduta la porcellana reale danese. Nuovamente Cambi www.cambiaste.com ha organizzato a giugno quattro vendite nel settore dell'antiquariato, ovvero il 12 di maioliche e porcellane (dai rari pezzi del Trecento a produzioni importanti del XX secolo) con un fatturato di 320mila euro e il 71% di venduto, e due il 13, una di argenti da collezione (92% di venduto) e una di importanti opere e arredi.

L'importante servizio “Flora Danica” con oltre 200 pezzi della manifattura reale di Copenaghen ha totalizzato oltre 70mila euro. Tra le maioliche, un grande piatto realizzato a Pavia alla fine del XVII secolo – inizio XVIII secolo dal diametro di 49 cm ha realizzato 11.250 euro contro una stima di 6-12mila, uguale realizzo per due rari importanti orcioli Deruta datati 1543 alti 23,5 cm e stimati 9-12mila.

Carlo Peruzzo, responsabile del dipartimento di argenti, evidenzia i risultati positivi dell'argenteria genovese e romana con diversi manufatti, caffettiere, lucerne e candelabri: un prezioso scaldino in argento fuso, sbalzato, traforato e cesellato del maestro argentiere Gioacchino Belli (1788-1822), realizzato nel primo quarto del XIX secolo, stimato 5-6mila euro ne ha realizzati 10mila. Tra le opere storiche del XX secolo, una tabacchiera in argento sbalzato e cesellato di Mario Buccellati (orafo Mastro Paragon Coppella) per Gabriele D'Annunzio, Milano 1920-1930, con inciso il motto “Memento Audere Semper”, stimata 1.800-2mila euro, ne ha realizzati 8.125.

Nel catalogo dedicato alle importanti opere ed arredi, che ha premiato le collezioni con spiccato gusto decorativo provenienti da una casa neoclassica lombarda, top lot è risultata una coppia di mori reggi torcia barocchi in legno scolpito, dipinto e dorato, alti 165 cm, realizzati a Venezia nel XVIII secolo e aggiudicati a 24.375 euro raddoppiando la stima di 10-12mila.

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