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Salta un giro la Biennale internazionale dell'Antiquariato a Roma, appuntamento 2020

Salone del Palazzo della Cancelleria
Salone del Palazzo della Cancelleria

Quest'anno la Biennale Internazionale dell'Antiquariato di Roma non avrà luogo, se ne riparlerà nel 2020, e il prossimo anno sarà la volta della Biennale dell'antiquariato di Firenze a Palazzo Corsini. Le ragioni che hanno fatto cancellare l'edizione 2018 son due: la mancanza di una sede e le difficoltà organizzative sorte già nella precedente edizione del 2016 tra l'Associazione della Biennale presieduta da Cesare Lampronti e dal vicepresidente Marco Fabio Apolloni e il Polo Museale del Laziowww.polomusealelazio.beniculturali.it/ , diretto da Edith Gabrielli, che portò alla riduzione del numero degli espositori (solo 32) e privò la mostra dell'accesso attraverso l'elegante scalinata a Via del Plebiscito in favore del non agevole ingresso da Piazza Venezia.

Facciata Palazzo Venezia

Inoltre fu imposto all'Associazione un “comitato per il vetting” presieduto da Francesco Federico Mancini, ordinario all'Università di Perugia. Nell'ultimo giorno della Biennale 2016 si tenne un'assemblea dell'AAI (Associazione Antiquari Italiani)www.antiquariditalia.it sul tema “il futuro della Biennale romana”, in relazione alle difficoltà incontrate e alla chiusura di un lungo rapporto con la Società Doge di Luigi Michielon che curava la realizzazione della mostra stessa. Una parte dell'Assemblea, in primis lo stesso Lampronti, era orientato ad affidare l'edizione 2018 alla società di servizi di cui si servono l'AAI e la Biennale fiorentina. Mentre Apolloni proponeva di affidare l'organizzazione dell'evento agli antiquari romani.

La sede proposta, di comune accordo con l'amministrazione capitolina, risiedeva nel Piano Nobile di Palazzo Braschi, sede del Museo di Roma www.museodiroma.it/it/sede/palazzo_braschi , ma le attese sono andate troppo a lungo e gli spazi non sono risultati più disponibili.

Scalinata Palazzo Braschi

L'alto profilo e la concorrenza. Posizione chiara quella di Edith Gabrielli che difende la scelta del 2016 di Palazzo Venezia, come sede della Biennale, e del vetting di alto profilo, elementi vincenti dell'ultima edizione, i cui costi – tende a rimarcare – sono stati sostenuti dallo stesso Polo Museale del Lazio. Ribadisce inoltre che: “fino ad oggi non ci sono state richieste per la prossima edizione e quando ci saranno verrà ribadita ancora una volta la necessità di una sede storica e di un vetting di prestigio sostenuto economicamente dal Polo”.

Palazzo della Cancelleria

Intanto lo stesso Lampronti aveva individuato come sede alternativa a Palazzo Braschi Palazzo della Cancelleria a Corso Vittorio, ma l'iniziativa – per sue ragioni personali di carattere professionale – non è andata avanti. Pesano poi l'esiguo numero di dealer romani di alto livello rimasti nella capitale e la concorrenza di fiere internazionali, come la 30a Biennale degli antiquari a Parigi che si terrà dall'8 al 16 settembre e l'edizione autunnale del Tefaf https://www.tefaf.com/fairs/tefaf-new-york-fall a New York fissata dal 27 al 31 ottobre, nella prestigiosa sede di Armory a Park Avenue.

Cesare Lampronti e Silvio Berlusconi all'inaugurazione di una passata edizione

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