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Triennale Design Museum, l’Expo e «l'invasione degli ultracorpi» in cucina

  • –di Marta Casadei

Nel 1955 Jack Finney scriveva “L'invasione degli Ultracorpi”, romanzo di fantascienza che fu portato, anni più tardi, sul grande schermo da Don Siegel. La storia è quella degli alieni che sbarcano sulla terra, ma viene raccontata in un modo concettualmente – e sociologicamente – diverso: gli invasori,infatti, scelgono una modalità subdola per ribaltare la società, quella di confondersi tra gli esseri umani e creare un moto rivoluzionario dall'interno. L'ottava edizione di Triennale Design Museum, che verrà inaugurata il prossimo 8 aprile, si ispira proprio al romanzo di cui sopra per raccontare l'evoluzione – o, meglio, la rivoluzione – che ha interessato la cucina e i suoi utensili negli ultimi 150 anni. In quello che è senza dubbio uno degli ambienti più cari agli italiani, a prendere il sopravvento non sono stati i marziani, ma le macchine e gli elettrodomestici. Il frigorifero, la caffettiera, il tostapane. Ma anche il bollitore, la friggitrice, la gelatiera e la cappa. Tutto ciò che noi oggi riteniamo fondamentale – o, per lo meno, comune – quando ci avviciniamo alla cucina, anni fa non lo era affatto.

Cucine&Ultracorpi – questo il titolo della mostra, che rimarrà in allestimento fino al 21 febbraio 2016 – è stata curata da Germano Celant in collaborazione con il direttore del museo Silvia Annichiarico. L'obiettivo dell'esposizione, che si conferma in linea con il tema portante di Expo 2015 “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”, è dunque quello di raccontare l'armata di invasori che, a partire dalla metà dell'Ottocento e fino ai giorni nostri, hanno preso piede in cucina, soppiantando gli utensili e cambiando le stesse pratiche culinarie.

I prodotti, circa 350 distribuiti in un'area di duemila metri quadrati, sono protagonisti di un allestimento ad alto tasso di design, progettato da Italo Rota con il supporto grafico di Irma Boom: una cucina fantascientifica, un paesaggio meccanizzato che presentala relazione tra essere umano e macchina evidenziandone elementi ironici e inquietanti e facendo leva su linguaggi diversi che spaziano dalla favola all'arte, attingendo perfino dall'horror. Il tutto realizzato grazie al coinvolgimento di musei, aziende, istituzioni pubbliche e private, collezionisti e designer italiani e internazionali.

Il percorso comincia con un tunnel che rimanda ai pericoli, spesso sottovalutati, dell'ambiente cucina – secondo uno studio dell'associazione nazionale dei vigili Usa sette persone ogni giorno muoiono per un incidente domestico – per passare al regno del freddo e del ghiaccio – protagonisti i frigoriferi, ovviamente: dal Fiat anni Cinquanta all'Oz, iconico modello dalle linee bombate creato da Roberto Pezzetta per Rex nel 1998 – e, subito dopo, al caldo dei fornelli, siano quelli della cucina economica di Tecnomasio Italiano (1949), sogno delle casalinghe del dopoguerra, o le piastre a induzione di ultimissima generazione.

Non può mancare una riflessione, quanto mai attuale, sulla terra, intesa come destinazione finale dei rifiuti. La raccolta differenziata e il riciclo dei materiali organici sono in cima alla lista dei temi trattati, complici le compostiere del Gruppo Sartori Ambiente e quelle domestiche, realizzate artigianalmente con materiali di scarto, del designer Gabriele Fiocco. Il quarto elemento, l'aria, viene affrontato più avanti con i meccanismi di aspirazione: le cappe, dalle Faber alla Pescecappa, di Gaetano Pesce per Elica, rimasta un prototipo e realizzata nel 2009.

La mostra continua esplorando i cinque sensi: l'udito, continuamente sollecitato in cucina dai rumori più disparati tra cui quello del frullatore; il tatto, che si nutre di elettrodomestici con le lame, come l'affettatrice, scomposti e poi ricomposti; l'olfatto, che gioca con l'aroma del caffè e riunisce nella propria sezione ben 100 esemplari di macchine elettriche tra cui l'Europiccola della Pavoni, la prima macchina da espresso adatta a uso domestico. E, ancora la vista, che prende forma in quattro periscopi che permettono di vedere spezzoni di film di animazione sul tema della cucina, pensati per coinvolgere anche i bambini.

Alla mostra è legato il volume “Cucine&Ultracorpi”, pubblicato da Electa, che vanta la stessa curatela della mostra e in circa 400 pagine ripercorre la storia e le funzioni degli elettrodomestici, con approfondimenti e contributi di specialisti di settore.

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