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Ad Ancona social housing per risollevare i cantieri fermi

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Ad Ancona social housing per risollevare i cantieri fermi

  • –di Paola Pierotti
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«Stiamo lavorando per far ripartire le aree di espansione che si sono bloccate. Il mercato è fermo, i prezzi sono calati in modo vertiginoso». Pierpaolo Sediari, assessore all’Urbanistica del Comune di Ancona, traccia un quadro della trasformazione della città marchigiana e ricorda l’impegno dell’amministrazione nella cosiddetta APL3 Montemarino, sul crinale che scende lungo l’asse Nord-Sud, a ridosso del centro: «Vogliamo coinvolgere privati e cooperative e come Comune contiamo di sostenere il piano per il 30%, con fondi per l’edilizia convenzionata».

In quest’area ad oggi sono stati realizzati un centinaio di alloggi con costi di costruzione da 1.300 a 2.100 euro/mq, e altrettanti sono in previsione. Sediari ricorda due altre aree molto colpite dalla crisi, quella delle Palombare – la “seconda Ancona” , realizzata al 40% dove 3-4 aree sono ancora da lottizzare – e quella nel centro storico, che vede il recupero dell’ex ospedale Umberto I promossa dalla Santarelli di Ascoli Piceno che si era aggiudicata all’asta quest’area per 72 milioni.

«Il quartiere Palombare è un piano di recupero di dieci anni fa, un’area di commercio all’ingrosso riconvertita all’80% in residenziale». Vittorio Salmoni, architetto dello studio Archisal, che ha firmato il piano di recupero e il progetto di alcuni edifici, spiega si tratta di un’area di 12 ettari con una previsione di 2.500 alloggi. «Per ora ne sono stati costruiti 450, prima della crisi – spiega Salmoni – i due terzi sono stati venduti a 2.300-2.700 euro al metro, oggi si compra a 1.800-2.000 euro». Le Palombare sono nella prima periferia Sud della città in un’area pensata per il ceto medio produttivo, molto richiesta inizialmente anche da intere famiglie. «Per il futuro si sta pensando ad un piano di social housing – continua Salmoni - e ci sono già stati sopralluoghi da parte di fondi immobiliari e anche di Cdp Investimenti».

Ancona aveva pianificato negli “anni d’oro del’immobiliare” centinaia di alloggi in nuove costruzioni e sul fronte del recupero aveva investito sul tema residenziale pensando al riutilizzo dei padiglioni di inizio ‘900 dell'ex policlinico. «Anche in questo caso si trattava di un piano di recupero di iniziativa pubblica, alcuni edifici erano vincolati con parere preventivo dalla Soprintendenza dei Beni culturali, mentre per altri più recenti è stata possibile la demolizione e ricostruzione». Salmoni spiega la genesi di un intervento che è stato attuato per più di due terzi, tenuto lentamente in vita dal 2012 ad oggi, in attesa di una rapida riprogrammazione. Qui sono previsti 220 alloggi, pre-crisi le vendite si aggiravano anche sui 5.000 euro al mq, ma oggi si attestano intorno a 2.800-3.500.

In quest’area Sergio Roccheggiani dello studio Brau è il progettista di un complesso di 75 appartamenti con 3mila mq di garage interrati in fase avanzata. «Mancano le finiture, al massimo 6 mesi di lavoro. Sembra che dopo l’estate si riprendano i lavori – spiega Roccheggiani che è anche il presidente dell'Ordine degli architetti locali – anche se nel frattempo è scaduto il piano di recupero e si punta a introdurre un mix con altri usi». Lo studio Brau è impegnato anche in altre due iniziative residenziali, una in frazione Poggio, in pieno Parco del Conero, con vista panoramica sulla baia di Portonovo: 16 alloggi di taglio variabile da 60 a 120 mq con terrazzi di oltre 20mq, il cui cantiere partirà tra una ventina di giorni. La seconda operazione sempre con vista mare ma dalla parte opposta del Poggio, a Nord di Ancona, è invece ultimata e conta 38 appartamenti. «Nel primo caso i prezzi sono calati drasticamente – commenta Roccheggiani – da 5.000 a 3.500 euro al mq, nel secondo il calo è meno vistoso, da 3.500 euro/mq pre-crisi a 3.200 euro al mq oggi».

Negli ultimi anni ad Ancona si stima che le compravendite siano calate da 3.800 unità l’anno a meno di mille. Non sarà facile quindi posizionare sul mercato le centinaia di alloggi realizzati con caratteristiche tecnologiche di alcuni anni fa, mentre arrivano al traguardo progetti di qualità, innovativi e attenti ai consumi. «A Poggio stiamo costruendo il primo edificio di Ancona di 4 piani in legno e lo certificheremo forse CasaClima», aggiunge Roccheggiani.

Infine, il porto: è un’area strategica per lo sviluppo della città. Si investirà sul recupero, si cercheranno di intercettare risorse europee per l’efficientamento energetico o per potenziare il ricettivo, ma senza prevedere nuove residenze.

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