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Il marmo diventa più leggero grazie al design

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Il marmo diventa più leggero grazie al design

  • –di Antonella Galli

Un fascino senza tempo, quello del marmo, un materiale che ha dimostrato di non temere le sfide del futuro: lo testimoniano i migliori architetti e designer, che hanno interpretato la sua aristocratica presenza creando arredi, complementi e luci dal design contemporaneo, presentati in collezioni prodotte dai più prestigiosi marchi del marmo italiano. In tal modo, grazie a magistrali lavorazioni che affiancano le mani degli artigiani ai macchinari di ultima generazione, il materiale è reinventato nelle forme, nei volumi, nelle linee.

Tra le novità presentate lo scorso aprile tra Salone e FuoriSalone ha colto nel segno Light and Shadow di Marsotto Edizioni, la collezione interamente in marmo progettata dallo studio Nendo, ovvero dal designer giapponese Oki Sato. Il brand, che nasce da un’idea di Mario e Costanza Marsotto, è una costola della Marsotto, antica officina della pietra insediata nella pianura veronese. L’intento è quello di far crescere di anno in anno una collezione di oggetti in marmo per la casa, contemporanei, utili e democratici, a cui la nuova serie firmata Nendo aggiunge la delicatezza, il rigore e l’eleganza del design giapponese. Lo dimostrano i tavolini Nod A e Nod B, dalla struttura super-essenziale, ma con tutte e quattro le gambe inclinate in una direzione, grazie a una particolare lavorazione della base della gamba, che poggia a terra solo per una parte. Incantevoli anche i portafrutta Under Bowl L e Under Bowl S, in cui la maestria della lavorazione dona al contenitore a ciotola la consistenza di un tessuto poggiato su di una base quadrata, di cui si scorge la sagoma.

Di area veronese anche Citco, azienda di produzione di marmo che dal 2007 ha avviato una Collezione Design sotto la guida di Ferruccio Laviani, rivolta al pubblico più sensibile al progetto contemporaneo. Oltre alla straordinaria collaborazione con Zaha Hadid, iniziata nel 2012, Citco ha coinvolto quest'anno una serie eccellente di progettisti, tra cui Daniel Libeskind, Norman Foster, Arik Levy e lo stesso Laviani. Questi ultimi, in particolare, hanno indagato il rapporto tra marmo e luce: Laviani ha presentato Totem, una serie di lampade scultoree, realizzate in due grandezze e in un’ampia gamma cromatica. Come ha affermato il designer, Totem è una «scultura da tavolo, che ricorda Brancusi con una forma astratta e antropomorfa, ma utile allo stesso tempo, e non solo bella». Arik Levy, invece, nella lampada Splash ha cercato di fermare nel marmo il movimento dell’acqua: la lampada è costituita da un corpo in pietra dalla sagoma fluida, come la superficie dell’acqua in movimento, che poggia su tre gambe di sostegno in ottone satinato, sopra alle quali il marmo sembra sciogliersi come un liquido.

Dal Veneto alla Toscana, nel distretto per eccellenza del marmo di Carrara: tra Pietrasanta e Forte dei Marmi opera Salvatori, che nel 2016 celebra il suo 70° anniversario presentando una collezione che vanta collaborazioni con designer affermati e giovani talenti. I progetti sono caratterizzati dal tema della ricerca sulle possibilità espressive del marmo, come in Fontane Bianche, collezione firmata da Elisa Ossino in collaborazione con Fantini per la rubinetteria, che approfondisce il rapporto tra il quadrato e il cerchio. La collezione include due lavabi, Alfeo e Ninfa: Alfeo è derivato da un blocco quadrato da cui è sottratta una semisfera, che a sua volta diventa il lavabo Ninfa, una ciotola poggiata su un piano rettangolare sottile come un foglio. Completa la collezione una serie di contenitori modulari, cassettiere o scaffali, dalla forma netta di parallelepipedi rettangoli. Le forme geometriche pure sono anche alla base della collezione di tavoli Tangram, firmata da Enzo Berti, novità di Kreoo, il brand di complementi e rivestimenti in marmo nato da Decormarmi del distretto di Chiampo (Vicenza). Come vuole il gioco millenario cinese basato sugli incastri, nei tavoli Tangram i supporti sono costituiti da parallelogrammi in marmo e legno massello incastrati ortogonalmente: grazie alla trasparenza del piano in vetro, viene esaltato il gioco degli incastri tra forme e materiali.

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