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La cucina, mimetica e social

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La cucina, mimetica e social

Celare, mimetizzare, neutralizzare. O, al contrario, esibire, coinvolgere, interagire. Due modi antitetici di intendere la cucina e di porla in rapporto con l’ambiente domestico; quasi due filosofie, sottese a due modi di vivere contrapposti. Su di un fronte stanno coloro per cui la casa è uno scenario neutro, in cui strumenti e funzioni sono celate in strutture chiuse, che fanno da sfondo, senza confondere l’armonia complessiva. Sul fronte opposto si trova chi intende la casa come un campo di attività aperto, fluido, senza filtri. E la cucina è lo spazio privilegiato, dove tutto è a vista, a portata di mano, a disposizione di abitanti e ospiti; è il luogo dove si prepara e si mangia insieme, dove gli utensili e i complementi sono parte del panorama domestico.

Così alcuni tra i più interessanti progetti di cucine assecondano l’una o l’altra corrente di pensiero, evidenziando la loro vocazione “chiusa” o “aperta”. Ma, comunque siano intese, la tendenza dominante vuole le cucine al di fuori della stanza un tempo a loro riservata, al centro della zona living, dove spesso diventano le vere protagoniste.

Tra le cucine chiuse ha segnato un traguardo Ecocompatta, modello progettato da Paolo Rizzatto per Veneta Cucine che, oltre a rispondere alle esigenze di una cucina completa ma di dimensioni contenute, è basato su scelte ecologiche. Ecocompatta è un monoblocco a forma di parallelepipedo che contiene, come una grande credenza, tutte le funzioni di una cucina: al centro il piano di lavoro, con lavello e piano cottura, attorno al quale si dispongono, tra i pensili e le colonne laterali, gli elettrodomestici. Una tapparella chiude il vano del piano di lavoro, così che il blocco cucina si trasforma in un grande contenitore chiuso, adattabile a ogni ambito domestico. La struttura è autoportante e realizzata, come le ante dei pensili interni e il piano, in laminato antibatterico, su di un supporto che ha il più basso grado di emissione di formaldeide al mondo.

La cucina Karan di Rastelli, firmata da Karim Rashid, è improntata alla stessa visione progettuale, puntando alla scomparsa quasi totale degli strumenti. Il progettista l’ha scorporata in due unità funzionali: un’isola sagomata con piedistallo, in cui sono inclusi lavabo, mixer e luci led che, se non utilizzati, possono rientrare nel piano di lavoro; e un’unità a parete, in cui si apre una sorta di oblò che incorpora piano cottura e cappa.

Sul fronte dei progetti aperti, invece, si colloca la cucina XP di Zampieri: XP è stata ideata dal designer Stefano Cavazzana a partire dalla sagoma del telaio strutturale in alluminio ossidato nero, che incornicia i pannelli sottilissimi (4 mm) in legno, vetro, laccato, laminato, o anche in acciaio finitura peltro. La struttura, così evidenziata, conferisce a XP un’impronta metropolitana, che si completa con i vani a giorno XPlain, dalla forte valenza estetica, da posizionare sopra il top, sia a parete che a isola. Gli scaffali XPlain, senza ante o chiusure, sono predisposti per ospitare scolapiatti e scolabicchieri, per alloggiare bottiglie e taglieri, oltre a disporre di ripiani vari per appoggio e contenimento. Il sistema XPlain è stato ideato in continuità con la zona living, dove può estendersi, unificando gli ambienti.

L’idea di struttura a vista è alla base anche del progetto KS di Del Tongo, in particolare nella declinazione Laboratorio. KS è un programma di cucine firmato da Giulio Cappellini e Alfonso Arosio che nasce dall’osservazione delle nuove abitudini sociali, sottese alle diverse tendenze stilistiche e di organizzazione dello spazio. La versione Laboratorio risponde a chi intende la cucina come spazio condiviso in tutto e per tutto: le funzioni proprie dell’ambiente cucina sono organizzate e aggregate in un volume a centro stanza, che diventa un unico piano di lavoro, dove tutto è a portata di mano. Preparazione, lavaggio, cottura, riordino si svolgono secondo traiettorie ergonomiche orizzontali, integrate nell’isola, ma hanno come supporto strutture verticali a giorno, con piani d’appoggio e sbarre per appendere gli utensili che ricordano le cucine professionali.

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