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Per l’edilizia in legno cresce il business

al via la fiera legno&edilizia di verona

Per l’edilizia in legno cresce il business

A imprimere l’ultima e più recente spinta al settore ha contribuito, di certo, l'innalzamento della soglia di “allerta” contro il rischio sismico. Pericolo concreto che interessa, pur con gradi diversi, tutti i territori d’Italia. Se l’edilizia (residenziale e non) torna lentamente a crescere, il comparto delle costruzioni di legno si conferma uno dei settori maggiormente in salute e, come già nel 2015, occupa il 6-7% del mercato nazionale con circa 3mila fabbricati nuovi ogni anno. In aumento di pari passo, le aziende attive: le 225 fotografate dall’ultimo rapporto di Federlegno Arredo rappresentano circa il 60% del settore e fatturano 385 milioni.

Numeri in rapida evoluzione, che sono trainati non solo dalle nuove costruzioni, ma anche dalle ristrutturazioni e dalle soprelevazioni dell’esistente oltre che dal segmento dei rivestimenti e degli arredi. Così il legno – dopo essere stato il grande protagonista a fine gennaio della dodicesima edizione di Klimahouse – sarà anche al centro della Mostra internazionale Legno&Edilizia, in corso dal 9 febbraio fino a domenica 12 negli spazi di Fiera Verona.

«Un successo che dal Nord, via via si espande verso il Sud Italia e coinvolge soprattutto le zone costiere, le località turistiche e le isole – commenta Alessandro Lacedelli, consigliere di Assolegno e amministratore delegato della Rubner Objektbau, divisione dell’azienda dedicata ai grandi progetti in legno –. Fra i prodotti più richiesti dai clienti, gli edifici chiavi in mano o quantomeno in grezzo avanzato, che vedono il costruttore attivo in tutte le fasi di realizzazione dell’opera. Negli edifici pluripiano lo standard medio delle unità immobiliari è 60-80 metri quadrati, mentre per le ville mono e bifamiliari il taglio più utilizzato è intorno ai 150-160 metri quadrati».

A evolvere è anche la qualità architettonica dei progetti: archiviata da tempo l’idea che la casa in legno coincida con una baita di montagna o una costruzione in serie (perché prefabbricata), si moltiplicano gli edifici realizzati su misura e che guardano al futuro, spingendo sul design, sull’efficienza e sulla versatilità delle forme. Solo per citare alcuni esempi recenti: le Tree House, una serie di case-albero sospese che amplieranno dalla prossima estate l’offerta dell’agriturismo Il Malga Priu a Ugovizza (Udine), progettate da Claudio Beltrame e costruite da DomusGaia; la prima villa passiva, galleggiante e girevole al mondo, costruita in Austria e presentata a Bolzano dall’azienda Weissenseer; la ristrutturazione di un fienile in legno a Siusi, ai piedi del monte Scillar, firmata dal giovane ed emergente studio Noa (network of architecture) di Bolzano.

«Il boom delle case di legno rischia di essere un fenomeno di semplice moda se, insieme, non cresce anche la cultura e la formazione, compresa quella universitaria, per un corretto impiego di questo materiale – mette in guardia Franco Laner, professore ordinario di Tecnologia dell’architettura all’Iuav di Venezia –. In un territorio caratterizzato da un clima umido come l’Italia, molto diverso da quello secco del Nord Europa, chi costruisce deve dimostrare una perfetta conoscenza del comportamento di un materiale organico, che teme l’acqua così come il vento e che ha caratteristiche molto diverse, sotto l’aspetto delle prestazioni, dalla pietra o dal mattone, che popolano la tradizione costruttiva del nostro Paese». A controbilanciare i pregi di un materiale leggero, con buone prestazioni antisismiche e che consente tempi di edificazione ridotti (grazie alla prefabbricazione), c’è la questione della durabilità del legno, che può essere seriamente compromessa in caso di errori commessi in fase di cantiere o se manca una corretta manutenzione. «Mano a mano che aumentano gli edifici in legno – prosegue Laner – cresce anche il contenzioso, mentre la cronaca racconta di fabbricati che hanno preso fuoco. Il mercato, anzichè alla qualità, ha puntato al ribasso di tempi e costi. Una situazione tanto più evidente per la presenza di una sola vera filiera in Italia, cioè quella dell’abete».

Per chi vuole costruire una casa in legno è, dunque, quantomai importante scegliere bene l’azienda cui affidarsi. «FederlegnoArredo – prosegue Lacedelli – ha definito un protocollo di qualità che prende il nome di Sale (Sistema affidabilità legno edilizia), redatto insieme a istituti di credito e assicurazioni, proprio per identificare sul mercato i costruttori garanti di una certa esperienza e di una capacità tecnica-organizzativa. Inoltre, con l’entrata in vigore del codice appalti, le strutture in legno, classificate come OS32, sono state inserite fra le opere superspecialistiche». Un’ultima, fondamentale, distizione: «Perché un conto è edificare tutto il fabbricato in legno, altro impiegarlo per i solai, i tetti o le coperture – conclude Laner –. In questo caso, la scelta è assolutamente da incentivare. Le partizioni orizzontali in legno si legano bene con le murature e le costruzioni miste fanno parte del nostro bagaglio culturale». 

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