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Lavastoviglie, meno consumi e più igiene

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elettrodomestici

Lavastoviglie, meno consumi e più igiene

C’è la lavastoviglie per chi riceve spesso ospiti, per chi mangia solo una volta al giorno in casa, per chi, essendo anziano, fatica a piegarsi, e (grazie a brevetti italiani) c’è anche la lavastoviglie “per i bambini”, ai quali occorre garantire l’igiene più totale. Nel panorama più recente di questo elettrodomesitico è infatti entrata la “specializzazione”, che imita ciò che accade nella ristorazione professionale: lavaggi dedicati, diversi secondo le zone, getti pilotabili, speciali trattamenti e grazie a Hotpoint e Indesit, versioni studiate apposta per garantire il massimo dell’igiene.

Secondo ricerche condotte da centri specializzati per lo studio di allergie, sono le lavastoviglie insieme ai frigo e ai taglieri i maggiori “allevatori” di microbi, germi e allergeni. Umidità e residui alimentari infatti creano l’ambiente ideale per questo tipo di fauna decisamente a rischio. Indesit ha presentato Extra Hygiene che ha un ciclo speciale, il BabyCare, che consente di lavare insieme sia le stoviglie che i giocattoli dei bambini. Questo, oltre a risparmiare acqua e elettricità, elimina il 99% dei batteri. E un porta stoviglie lava separatamente solo ciò che viene usato per i neonati. Come terzo elemento, l’interno è rivestito di materiali assolutamente atossici.

Altri modelli sono dotati di sistemi che eliminano qualsiasi traccia di umidità e di calore umido, gli odori e quei batteri che tendono facilmente a formarsi in tutta la lavastoviglie depositandosi poi su piatti e bicchieri. Grundig ha introdotto un emettitore di ioni negativi che agiscono in modo molto efficace sulle molecole degli odori e dei batteri. Siemens ha inserito addirittura un programma di igienizzazione e uno di manutenzione in modo che tutta la lavastoviglie venga “ripulita”. Molto utile l’innovazione introdotta per primo dal gruppo Bsh a Eurocucina 2016: al termine del programma, la porta si apre automaticamente di 10 cm così da far uscire il vapore caldo ancora presente. Niente più umidità, niente macchie di calcare e stoviglie pronte per l’uso. Sia V-Zug, sia Bosch, Siemens, Smeg e Samsung hanno adottato su quasi tutti modelli di fascia alta questa funzione.

Oltre a queste specifiche caratteristiche, i nuovi modelli offrono molti altri requisiti, ad un prezzo variabilissimo da 300 sino a 1.600 euro. Questa “forbice” così elevata è dovuta proprio alle differenze funzionali e tecnologiche dei modelli presenti sul mercato, tenendo comunque conto che quelli a libera installazione costano decisamente di meno.

Con Home Connect Bosch o con Simply-Fi di Candy è già possibile gestire a distanza la lavastoviglie. Può essere utile per esempio anticipare il lavaggio del carico dall’ufficio qualora siano in arrivo per la cena ospiti non previsti. Ma prima di qualsiasi acquisto è utile sapere come proteggere i dispositivi da virus e ransomware.

Quanto consumano? Davvero molto poco, le nuove lavastoviglie rispetto a quelle di 6-10 anni fa, pesano sulla bolletta annuale intorno ai 45-50 euro, considerando una media di circa 280 cicli annuali. E ogni lavaggio richiede per il programma standard tra i 8 e i 10 litri d’acqua. Il lavaggio a mano è molto più “sprecone”, richiedendo più del doppio di acqua, di tempo e di detersivo. Per chi desidera spendere il meno possibile, pur usando la macchina anche due volte al giorno, occorre scegliere un modello di massima efficienza, di A++ e A+++.

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