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Food e nuovi format al Mapic Italy

non residenziale: tendenze del retail in fiera

Food e nuovi format al Mapic Italy

(Fotogramma)
(Fotogramma)

Un mondo costretto all’evoluzione per attutire l’impatto della crisi dei consumi, attirare nuovi clienti e fidelizzare gli esistenti. Il settore retail si è trovato negli ultimi anni a cercare nuovi format per sostenere i consumi in una fase in cui la crisi economica ha spinto al risparmio e alla cautela.

Il centro commerciale ha subito così nel corso degli ultimi anni alcune importanti trasformazioni che ne fanno oggi un centro di esperienza prima ancora che di shopping.

Il mercato in Italia rappresenta una fetta importante del real estate, con volumi di investimento nel settore (che comprende anche le High street) pari nel 2016 a 2,58 miliardi di euro (in crescita dell’87% sul 2015) secondo i dati di Cbre. Non molto lontana quindi dai 3,67 miliardi di euro investiti nel settore uffici nel corso dello scorso anno.

Nel 2016 Reed Midem, organizzatore per fiere e mercati professionali internazionali, ha lanciato insieme a Cncc, consiglio nazionale dei centri commerciali, il Mapic Italy, fiera destinata al settore retail che vuole replicare il successo della omologa fiera di Cannes. Mapic Italy, che si è tenuta il 16 e 17 maggio scorsi a Milano, quest’anno ha già registrato una crescita. «Abbiamo avuto 56 stand contro i 35 dello scorso anno - dice Francesco Pupillo di Reed Midem -, e i retailer presenti sono stati oltre 550 contro i 450 della scorsa edizione. Quest’anno peraltro ci sono stati molti nomi importanti a livello internazionale, dagli arabi di Falcon Mall a Klépierre. Il giorno prima dell’inizio della fiera abbiamo organizzato, insieme al magazine Retail&food, un itinerario tra le proposte food di Milano per una quindicina di grandi investitori internazionali».

Quali le sfide per il prossimo anno? «Per il 2018 abbiamo in programma di consolidare la parte “core”, invitando retailer dall’estero e ingrandendo la rete» conclude Pupillo, che sottolinea come i trend del settore si stiano omologando nel mondo e vedano sempre più protagonista il food. Tanto che a Mapic Italy la prima giornata è stata dedicata interamente al tema.

Tutti si sono accorti che si sta muovendo il segmento della ristorazione e cercano di inserire nuove formule, le più innovative. Mappando i loro centri con qualcosa di nuovo. Un segnale della vitalità del settore sono gliimminenti arrivi in Italia, grazie al gruppo Percassi, di Starbucks e Wagamama. Ma anche la scelta della società Cioccolati Italiani di aprire ad Arese Pie-pizza, pizzeria di alto livello dove il cliente sceglie i propri ingredienti, sta dando ottimi risultati.

Importanti sono anche i trend che vedono ridursi le dimensioni del supermercato e crescere l’integrazione tra negozio fisico e digitale. In quest’ultimo caso si registra una crescente comunione tra le due tipologie di commercio. L’ecommerce, demonizzato in passato, non spaventa più.

Il settore attira anche capitali. Molte le recenti transazioni con protagonisti compratori esteri. Tra i grandi deal quello relativo a Le Befane di Rimini ceduto per quasi 250 milioni di euro a Union investment. Il centro Gran Sasso di Teramo è stato invece ceduto ad Orion. Da Cushman & Wakefield si dicono positivi sul futuro livello degli investimenti, che punteranno sempre più sui centri dominanti. «Sono i capitali che determinano le tendenze - dice Davide Dalmiglio, head of Capital Market di JLL -. I centri sono sotto pressione per la svolta epocale che stanno vivendo. La domanda che molti si pongono riguarda la fine che faranno certe categorie di shopping center con format da rinnovare». Vanno ripensate formule disallineate con i desideri dell’utenza e con i trend di mercato. Bisogna tenere conto di cambiamenti come il ritorno dell’attrattività nei centri città. Gli investitori, che continuano a comprare si domandano se i centri commerciali saranno liquidi in futuro come lo sono stati in passato.

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