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Migliorano i pagamenti nell’edilizia, ma restano le criticità

dati Cribis

Migliorano i pagamenti nell’edilizia, ma restano le criticità

La puntualità dei pagamenti fotografa una situazione di ripresa del mercato dell’edilizia. A fine marzo il 41,1% delle 708.700 imprese analizzate ha saldato i fornitori alla scadenza, meglio rispetto alla media dell’industria italiana ferma al 35,6%, dato che colloca il nostro Paese tra gli ultimi in Europa, distantissimo dalla virtuosa Germania dove l’81% delle fatture viene pagato con regolarità. Restando all’edilizia, un’altra dinamica positiva riguarda i ritardi gravi, diminuiti del 9,6% rispetto alla rilevazione dell’anno scorso, mentre il 48,5% dei ritardi viene comunque risolto entro un mese. A diffondere i dati è lo Studio Pagamenti realizzato da Cribis (gruppo Crif).

«Le aziende che hanno ottenuto le migliori performance – commenta Marco Preti, ad Cribis – sono quelle che hanno utilizzato la gestione del credito come uno dei parametri di segmentazione della clientela. La puntualità dei pagamenti è diventata un elemento chiave per ottimizzare i flussi di cassa e individuare i clienti da fidelizzare». Certo, si tratta ancora di segnali di fragili. Rispetto al 2010, ad esempio, i pagamenti puntuali sono ancora indietro del 2,2%, mentre i ritardi oltre il mese sono ancora a un livello doppio. Entrando nel dettaglio del settore, è il comparto degli installatori a godere di maggior salute, con una puntualità del 42,8%, seguito dai costruttori con il 37,3%, mentre l’edilizia specializzata è ferma al 31,8%. I costruttori di edifici, invece, sono in difficoltà: la puntualità in questi ultimi anni è calata dell’11,6% mentre all’opposto i ritardi gravi sono esplosi (+142,6%). Quanto alla distribuzione geografica, anche questa statistica mostra lo sbilanciamento noto tra aree del Paese, con il Nord Est dove addirittura il 52,2% delle imprese onora le fatture a scadenza, contro il 46,2% del Nord Ovest, il 38,7% del Centro e il 24,5% di Sud e isole.

La rilevazione di Cribis fotografa quindi un settore che migliora in qualità, anche se i fondamentali sono ancora in affanno. Lo dimostrano alcuni dati recenti che provengono dalle associazioni di categoria. I produttori di calcestruzzo Atecap, ad esempio, hanno archiviato un 2016 in calo per il decimo anno consecutivo (-7,8%) e prevedono ancora -3% per l'anno in corso. I costruttori dell'Ance, invece, prevedono una crescita di appena lo 0,3% del settore, con note particolarmente positive per il recupero abitativo (+1,4%) e per il non residenziale privato (+0,8%). Va meglio, invece, quello spicchio di imprese edili che riesce a competere oltre confine. Secondo un recente lavoro dell'Ance, tra il 2004 e il 2015 il fatturato estero delle costruzioni è aumentato del 286,5%, con un incremento medio annuo del 14,5%.

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