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Fondi immobiliari verso la specializzazione

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Fondi immobiliari verso la specializzazione

La specializzazione sarà il futuro dei fondi immobiliari. Da qui a dieci anni potremmo vedere nascere prodotti di gestione immobiliare focalizzati su un’unica asset class real estate, anche di nicchia. Specializzazione non vuole dire soltanto fondi di uffici e di spazi retail, ma anche prodotti incentrati sugli Npl, sulle torri o sulle residenze sanitarie.
In totale il settore dei fondi immobiliari quotati e non dovrebbe vedere crescere nel 2017 il patrimonio del 4% a quota 50 miliardi di euro, secondo l’ultimo report di Scenari Immobiliari.

I fondi quotati restano ormai una quota residuale, si tratta di 26 fondi complessivi di cui 19 risultano in scadenza prossimi tre anni, commenta Marco Luoni di Bnp Paribas Sgr a margine del convegno sul Rapporto fondi di Scenari Immobiliari.

“Il settore dei fondi immobiliari, in linea con quanto accade negli altri Paesi europei, conferma la ripresa dei mercati immobiliari e ne rappresenta un “motore” importante. Gli investimenti nel settore real estatepossono produrre, oltre a flussi di ritorno stabili per gli Investitori, esternalità positive in termini di sviluppo del Paese” spiega Alessandro Busci, Head of Business Development, Fund Raising & Fund Management di Prelios Sgr.

“I fondi retail hanno uno sconto medio del 32%” dicono dallo Studio Casadei. E un Irr (internal rate return) pari allo 0,8 per cento. Esattamente pari al ritorno di un Btp a dieci anni, fa notare Gottardo Casadei.

Nel 2016 i fondi quotati hanno messo a segno vendite per 405 milioni di euro, 56 milioni di acquisti e rimborsi per 300 milioni. Ma le vendite hanno registrato perdite di valore pari a 141 milioni di euro. Come indicato nell’ultimo rapporto di Bankitalia “le svalutazioni degli attivi a seguito di valori di realizzo inferiori alle attese .... continuano a gravare sulla redditività”.

Il rischio è che la vicina data di scadenza per molti prodotti porti a svendere gli immobili rimasti in portafoglio. E Bankitalia rincara la dose: “i risultati potrebbero riflettersi negativamente sulla reputazione dei gestori”.

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