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La ceramica che ricopre gli arredi

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La ceramica che ricopre gli arredi

Al Salone del Mobile di quest’anno circa 60 aziende hanno presentato arredi realizzati con le nostre lastre. Nel mondo dell’arredamento, per l’ideazione dei piani orizzontali, c’ stata un’evoluzione, culturale e di prodotto: dopo il passaggio dal marmo al quarzo si procede sempre pi verso la ceramica. Uno spostamento cominciato circa 3 anni fa, ma negli ultimi tempi abbiamo notato una crescita esponenziale della domanda.

A parlare Alessandra Stefani, vicepresidente e art director di Laminam, azienda di Fiorano Modenese nata nel 2001 che produce lastre di grs porcellanato di grandi dimensioni: 1.620x3.240mm da 12mm quelle impiegate come piani orizzontali nell’arredo. Il nostro prodotto – continua Stefani – viene consegnato gi pronto per essere trasformato, garantisce quindi un minore spreco di materiale. Inoltre igienico, antibatterico, antigraffio, antimacchia e ignifugo. Con oltre 130 superfici a catalogo, Laminam ha presentato al Salone del Mobile 2017 le lastre della nuova texture Bianco Assoluto adatte per piani ditavoli, cucine, bagni e per i mobili.

Tra i tavoli con finiture in ceramica visti al Salone ci sono quelli di Bonaldo: Truly, disegnato da Mauro Lipparini, ha le gambe in legno massello che contrastano il materiale del piano allungabile, in ceramica, appunto, o anche cristallo. Cos come Amond e Ax, di Gino Carollo: con basi in metallo e piani in ceramica, cristallo o legno. Come variazione sul tema, Calligaris haaccoppiato una lastra di grs porcellanato a una di vetro float temprato. I risultati si possono vedere, tra le ultime novit, nelle finiture in ceramica del tavolo Jungle, sempre di Gino Carollo (nelle due varianti effetto onice e marmo nero) e in quelle dei tavolini Bridge (effetto marmo bianco) e Atollo (effetto marmo bianco, nero o onice), mentre l'Orbital disegnato da Pininfarina, presentato nel 2011 con piano in vetro, stato varato in ceramica lo scorso anno e rimane uno dei tavoli pi venduti.

Anche Tonelli Design ha aggiornato alcuni pezzi: la libreria Dazibao di Gonzo & Vicari si presenta con un pannello a muro in ceramica effetto marmo; l’iconico tavolo Livingstone di Giulio Mancini, allungabile, aggiunge la ceramica al vetro, anche qui con nuove finiture effetto marmo per il top; infine Metropolis di Giuseppe Maurizio Scutell una collezione che gioca proprio sull’abbinamento tra i due materiali: il vetro, per la base, e la lastra ceramica saldata sopra. Il grs porcellanato una variante dei piani dei tavolini Formiche di Piero Lissoni per B&B Italia e anche un inserto (in bianco Calacatta) nei tavoli in teak della nuova serie da esterni Ginestra, disegnata da Antonio Citterio per l'azienda comasca.

L’outdoor un’altra declinazione interessante della ceramica. Roda l’ha utilizzata per i top dei tavolini Leaf di Gordon Guillaumier: inquesto caso il grs composto dadue piastrelle simmetriche bicolor, disponibile al naturale o smaltato. E per la collezione di vasi e sgabelli Babylon, di Harry & Camila, Dedon ha usato il Monolite Ipergres, materiale ceramico prodotto da Laboratorio Pesaro.

La ceramica un materiale antico, popolare, bello lo definiscono molti designer che hanno scelto di lavorarci. Cristina Celestino ha presentato quest’anno per Torremato Babette, lampada in ceramica smaltata lucida, opaca o a lustro, che prende la forma, decontestualizzata, dei famosi budini Savarin. Marc Sadler ha creato per Bosa Persil, elemento modulare di appoggio e contenimento, in ceramica, core business dell’azienda trevigiana che, oltre ai complementi per latavola e ai vasi, ha sfornato negli anni anche lampade e tavolini come Howdah del duo Gamfratesi, ispirato alle forme dell’elefante. Sara Ricciardi ha lavorato infine quest’anno, con l’artigiano Nicol Morales, a Resti, sgabelli in majolica decorata di Caltagirone, pezzi unici della collezione Doppia Firma promossa dal magazine Living, Fondazione Cologni e Michelangelo Foundation.

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