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Da Londra sempre più manager in cerca di casa a Milano

effetto brexit

Da Londra sempre più manager in cerca di casa a Milano

Si muovono in privato con grande discrezione e cercano esclusivamente appartamenti di lusso in pieno centro. Sono i manager che valutano imminente un trasferimento da Londra a Milano come prima conseguenza della Brexit. Secondo le stime più ottimistiche si tratta di un migliaio di persone - tra capifamiglia e interi nuclei famigliari - , che potrebbero tornare a vivere in un capoluogo lombardo sempre più internazionale. Un numero che potrebbe moltiplicarsi qualora Milano diventi la sede anche di attività quali l’Euroclearing, ovvero le operazioni di compensazione del mercato dei derivati in euro. Sarebbe questo il motore di un vero cambiamento per la città, soprattutto sotto il profilo immobiliare.

Secondo Scenari Immobiliari a Londra ci sono comunque oggi circa 40mila milanesi su un totale di 300mila italiani registrati. Alcuni dei quali potrebbero rientrare alla base. Non solo. Si parla sovente anche di banche d’affari pronte a rilocare parte del personale nella City, come da indiscrezioni JP Morgan o Goldman Sachs.

«Abbiamo ricevuto da operatori e clienti richieste di analisi di fattibilità su dove possa essere vantaggioso spostare la sede a livello europeo e Milano è chiaramente tra le città che vi viene chiesto di analizzare - dice Olaf Schmidt, avvocato partner dello studio Dla Piper -. Se, da un lato, Milano può trovare una competizione molto forte da parte di Parigi, Francoforte o Dublino – attrattive per le sedi principali dei vari headquarter – dall’altra, ha secondo me grandi opportunità in quei casi in cui le multinazionali dovessero decidere di redistribuire le attività su varie piazze finanziarie. Il nostro lavoro di analisi punta a incrociare aspetti regolamentari, con quelli di fiscalità, dove purtroppo spesso l’Italia non vince».

Domanda di qualità
Sul mercato milanese da mesi si registrano segnali di una domanda di abitazioni in crescita per il segmento di altissimo livello, domanda che solo in pochi casi è rivolta ad abitazioni di dimensioni contenute e solo nel caso in cui a trasferirsi sia in un primo momento solamente il capofamiglia.

Il focus dei potenziali compratori è sul centro città, all’interno della circonvallazione per intenderci, e su oggetti di almeno 200 metri quadrati di dimensioni.

«Alcuni manager hanno effettuato più visite in alcuni palazzi appena riqualificati che commercializziamo – dice Enzo Albanese, ad di Sigest, uno degli operatori più attivi nel residenziale di fascia alta a Milano -. In totale abbiamo intercettato le richieste di una quindicina di manager che hanno già quasi tutti definito l’acquisto.

Le location più esclusive
Quasi tutti hanno guardato oggetti importanti, abbiamo venduto un attico da 450 metri quadrati a Palazzo Litta, indirizzo esclusivo, per un valore di cinque milioni di euro. Abbiamo venduto anche due appartamenti, di 250 mq e di 200 mq, in una importante riqualificazione in corso Indipendenza, un edificio demolito e completamente ricostruito. Mentre in via Carducci al numero 11 riscontriamo interesse sia per metrature ampie sia per quelle più piccole, quest’ultime adatte anche a un investimento da mettere in futuro a reddito».

Altre riqualificazioni importanti sono quella degli ex uffici di Axa in via Leopardi, riconvertiti a residenziale, e quella - commercializzata ancora da Sigest ma che arriverà in vendita sul mercato a fine anno - del vecchio convento posizionato tra via Lamarmora e via Orti e sviluppato da Bnp Paribas Real Estate. La riconversione porterà a fine 2019 sul mercato cento appartamenti di pregio con prezzi al metro quadrato che andranno tra gli 8mila e i 10mila euro.
L’arrivo di un numero consistente di manager - che sono certamente anche “big spender” - rimane una speranza per il mercato immobiliare italiano in una città che offre Università, cultura, design, moda, tre aeroporti cittadini e buone infrastrutture. E, fattore non trascurabile per chi ha vissuto a Londra, una qualità della vita piuttosto elevata.

Compravendite in crescita
Milano da oltre un anno e mezzo è interessata da una crescita consistente delle compravendite residenziali: secondo i dati dell’Osservatorio dell’agenzia delle Entrate relativi al primo trimestre del 2017 le transazioni di abitazioni sono salite del 13,8% (+8,6% la crescita a livello nazionale) rispetto al primo trimestre del 2016. Nell’intero 2016 le compravendite di case a Milano sono salite del 21,9% sul 2015 contro un aumento del 18,9% a livello italiano.

Le soluzioni più ricercate
Cosa cercano i manager? «Vogliono quasi sempre il terrazzo, ma non trovano servizi di alto livello ormai considerati standard all’estero (il concierge 24 ore su 24, la palestra nello stabile e così via) – dice Roberto Magaglio, proprietario di quattro agenzie Engel&Völkers a Milano con un passato da banchiere londinese tornato in città per iniziare un nuovo business nel real estate -. Si tratta di standard presenti solo in alcuni contesti come Porta Nuova o Citylife. A Milano c’è comunque una buona offerta di case di medio-alto livello, nuovo e usato, con prezzi interessanti se confrontati con altre capitali europee (esclusa Berlino)».

Magaglio conferma di aver già affittato diverse abitazioni e di aver accompagnato molti clienti a visitare case nelle ipotesi di un rientro a Milano.

Il mercato di alta gamma
L’Osservatorio Tirelli-Nomisma sulle residenze esclusive registra negli ultimi mesi prezzi tra 10.600 e 16mila euro al mq nel quadrilatero, con una media di 15mila euro per il nuovo. Quotazioni che scendono tra 8.400 e 12.800 euro al metro per la zona Venezia-Duse, dove il prezzo medio del nuovo si mantiene sopra gli 11mila euro. La domanda è̀ ancora molto forte nella fascia “top” (oltre i 250 mq). Il maggior balzo in avanti è̀ avvenuto nell’area del centro storico, con transazioni più che raddoppiate in percentuale rispetto allo stock.

Gli effetti dell’imposta a forfeit
Sta dando i suoi frutti anche la flat tax, l’imposta forfettaria a 100mila euro per chi trasferisce la residenza in Italia, studiata per attirare High net worth individual. Da Sotheby’s Internazional Realty confermano che la domanda immobiliare da parte degli stranieri, grazie a questa novità, è aumentata.
Meno positivo Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliare, che vede arrivi contenuti a Milano per la Brexit e ritiene più probabile un maggiore pendolarismo del capofamiglia. Londra offre molte possibilità e una qualità di vita che è difficile abbandonare.

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