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Prelios: il 44,86% del capitale passa a Davidson, poi…

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Prelios: il 44,86% del capitale passa a Davidson, poi l’Opa

(Imagoeconomica)
(Imagoeconomica)

Dopo tante indiscrezioni arriva il passaggio di proprietà della società immobiliare milanese Prelios, con successiva Opa. È un gruppo statunitense a calare l’asso per la società guidata da Riccardo Serrini e presieduta da Giorgio Bruno e nel cui azionariato ci sono le maggiori banche italiane (Intesa Sanpaolo e UniCredit) e il gruppo Pirelli. Il futuro nuovo proprietario sarà Burlington Loan Management, società d’investimento gestito da Davidson Kempner Capital Management, che ha sottoscritto con il nocciolo duro di azionisti del gruppo immobiliare (cioè appunto Pirelli, Intesa Sanpaolo, UniCredit e Fenice) un contratto per rilevare il 44,86% di Prelios a 0,105 per azione, per un controvalore di 64,25 milioni di euro circa.

Il contratto è subordinato a una serie di condizioni. In caso di closing seguirà un’Opa sul totale del capitale. Da notare che dei 64,25 milioni di euro complessivi 15,55 milioni andranno a Pirelli, 12,36 milioni a Intesa Sanpaolo, 14,18 milioni a UniCredit e 22,15 milioni a Fenice. La successiva Opa arriverà sul tavolo anche della cordata di investitori (23,2%) rappresentata dall’imprenditore Daniel Buaron, che un anno e mezzo fa avevano accumulato azioni della società milanese.

Inoltre nel periodo precedente la data del closing, in caso di offerte vincolanti da parte di terzi per l’acquisto delle azioni, ovvero in caso di offerta pubblica di acquisto totalitaria sulle azioni dell’emittente ad un prezzo per azione superiore a 0,105 euro per azione, l’acquirente avrà il diritto di incrementare il prezzo pattuito per l'acquisto delle azioni e, in difetto, i venditori potranno recedere dal contratto a fronte del pagamento di determinati importi pattuiti ai sensi del contratto stesso.

Per Burlington, che conosce bene Prelios in quanto ha già collaborato in passato con la società guidata da Serrini, l’acquisizione delle azioni è un segnale di fiducia nel management di Prelios e nelle potenzialità di crescita dell’emittente quale piattaforma italiana indipendente integrata nei servizi di asset management e credit servicing.

Rothschild ha agito da advisor di Burlington Loan Management. L’operazione resta in attesa dell’approvazione da parte della Banca d’Italia. Sembra dunque tutto pronto per un passaggio epocale: è vicino all’addio il gruppo Pirelli, da quella che un tempo era la Pirelli Real Estate e che, dopo numerose ristrutturazioni fra cui l’ultima guidata da Sergio Iasi, ha preso nel 2010 il nome di Prelios a Piazza Affari.

L’azienda ha modificato in questi anni la sua natura, diventando una piattaforma di servizi e scorporando le attività di investimento in affanno, finite sotto Focus, società che resterà esclusa dalla transazione con Davidson e che quindi rimarrà con l’assetto azionario originario.

La scommessa del gruppo finanziario statunitense sarà appunto quella di generare nuovo business nel settore immobiliare, ma soprattutto in quello dei non performing loan dove Prelios è tra i più attivi servicer italiani grazie anche all’ultima operazione realizzata sui crediti problematici di Carige e, prima ancora, sulla Popolare di Bari con la prima cartolarizzazione che ha utilizzato le Gacs, cioè le garanzie statali. Davidson Kempner Capital Management supera inoltre le altre offerte che negli ultimi mesi erano arrivati sul tavolo di Pirelli, Intesa Sanpaolo e UniCredit: cioè quella del fondo Apollo e quella di Tecnoinvestimenti, ma soprattutto la proposta cinese della conglomerata CeFC .

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