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La seconda casa torna di moda: acquisti su del 20%, ma prezzi…

fimaa e nomisma

La seconda casa torna di moda: acquisti su del 20%, ma prezzi ancora in calo

Santa Margherita Ligure (Agf)
Santa Margherita Ligure (Agf)

Anche gli acquisti delle seconde case, dopo anni di crisi, tornano a crescere a ritmi sostenuti, probabilmente trainati dai buoni risultati che il mercato residenziale è tornato a far registrare negli ultimi anni e dai forti ribassi dei prezzi, che però continuano a scendere, seppur con flessioni più basse rispetto al passato (e qualche eccezione al rialzo), segno che non si può parlare ancora di una guarigione completa.

L’ultima edizione dell’Osservatorio Nazionale Immobiliare Turistico – elaborato da Fimaa-Confcommercio (Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari) e Nomisma e presentato oggi 3 agosto a Roma – evidenzia che «rispetto al 2015, nell’ultimo anno le transazioni registrate a livello complessivo sono aumentate del 20,2%» (dopo la crescita del 7% dell’anno precedente e a fronte di una crescita complessiva del residenziale del 18,8% certificata dall’agenzia delle Entrate). Più in particolare, «le località marine hanno fatto segnare un +19,9%, quelle montane un +23,5% e quelle lacuali un +15,2%».

Nel 2017, il prezzo medio per l’acquisto di un’abitazione turistica si attesta a 2.229 euro al metro quadrato, in flessione annuale del 2,5%, «a conferma della difficoltà dei mercati di raggiungere un nuovo equilibrio». Secondo la ricerca, che ha analizzato compravendite e locazioni di 203 località di mare e 112 di montagna e lago, è l’Umbria è la regione che ha registrato il calo più intenso delle quotazioni (-4,5%), a seguire Abruzzo (-3,2%), Marche, Toscana e Valle d’Aosta (-3%), Lazio e Lombardia (-2,8%).

Alcune località sono però in controtendenza: Amalfi (Sa) nell’ultimo anno ha fatto infatti registrare un aumento delle quotazioni del 3,6%, Diano Marina (Im) del 2,4%, Milazzo (Me) del 2,3%, Arma di Taggia (Im) dell’1,5%, Anacapri (Na) dell’1,2%, Positano (Sa) dell’1% e Riva Ligure (Im) dello 0,5%.
A far segnare gli arretramenti più marcati sono stati invece i centri minori dell’Abruzzo, con variazioni annuali in parecchi casi superiori al -6%, seppure non siano mancate riduzioni significative anche in corrispondenza di alcune delle località italiane più rinomate (Forte dei Marmi -4,4%, Santa Margherita Ligure -4,3%, Sorrento -4%, Madonna di Campiglio -3,4%).

Non ci sono sorprese nella classifica dei prezzi: Santa Margherita Ligure si conferma ancora una volta la più cara con prezzi massimi di 13.600 euro/mq. Seguono Forte dei Marmi con 13.100 euro/mq e Capri con 13mila. Quotazioni appena inferiori in montagna a Madonna di Campiglio, Courmayeur e Cortina d'Ampezzo. Più abbordabili Corvara e Sirmione (8.300-8.400 euro al mq), ma anche Porto Rotondo (8.700 euro).

Sul fronte affitti emergono segnali di maggiore stabilità in termini di valori. Il dato medio, sintesi dei canoni richiesti in giugno, luglio e agosto nelle singole località turistiche monitorate, segna un +0,4% su base annua, con un campo di oscillazione compreso tra -0,6% e +1,5%.

«Si è ulteriormente consolidato – commenta una nota – il recupero del mercato immobiliare anche nelle località turistiche, seppure in un quadro di perdurante fragilità e incertezza che rende difficile il contagio della ripresa ai valori di mercato ed espone i contesti territoriali meno rinomati al rischio di perdurante debolezza e ricadute. In questo contesto, solo a partire dai prossimi anni è lecito attendersi indicazioni di completo e definitivo superamento della crisi, che si manifesteranno, come accade oggi nei mercati urbani maggiori, prima con un'ulteriore intensificazione della domanda e delle transazioni e, in un secondo tempo, con un'inversione di tendenza di prezzi e canoni».

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