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La nuova sopraelevata pedonale di Seul e le più spettacolari nel mondo

Architettura

La nuova sopraelevata pedonale di Seul e le più spettacolari nel mondo

Da Genova a Roma, il tema delle sopraelevate da riconvertire è da sempre all'attenzione di comitati di cittadini e professionisti, ma anche da parte delle pubbliche amministrazioni, che non di rado ne parlano in campagna elettorale rimandando le scelte operative a data da destinarsi. New York con la sua High Line ha fatto scuola per anni, ma da quest'estate c'è un buon esempio in più: a Seoul è stata inaugurata una nuova linea verde nel cuore della città, un'infrastruttura obsoleta trasformata in uno spazio pubblico attrezzato.

Il progetto si chiama Seul 7107 SkyGarden. Il nome richiama le due date: il 1970 è stato l'anno della costruzione e il 2017 è l'anno della sua riconversione a viadotto pedonale. Il nuovo percorso si snoda per poco meno di un chilometro di estensione e per quasi 10mila mq di superficie, attraverso 645 grandi vasi che contengono alberi, arbusti e fiori. È un parco in quota che si colorerà nelle diverse stagioni, animando una collezione di piccoli giardini con oltre 24mila piante, un progetto in divenire perché per alcune piante bisognerà attendere la loro massima crescita nell'arco di un decennio.

A New York il progetto era stato affidato allo studio Diller Scofidio + Renfro, mentre Seoul ha scelto gli olandesi MVRDV che in due anni sono riusciti a dare vita al loro disegno, riconvertendo in un parco pubblico un'infrastruttura dimenticata. Nuovi ponti, scale e collegamenti, connetteranno direttamente questa passeggiata urbana con alberghi, negozi e altri parchi. Seoul 7107 SkyGarden sarà anche un vivaio vivente che potrà via via arricchirsi. Di notte si illuminerà con luci blu, in contrasto con le luci della città e in armonia con la natura. Le luci sono comunque predisposte per cambiare colore in occasione di feste ed eventi particolari.

Non è la prima volta che Seul si distingue a scala internazionale per aver portato la natura dove non c'era: il canale Cheong Gye Cheon, un letto del fiume lungo 6 chilometri, liberato e arricchito da spazi verdi, oggi è un'importante arteria pedonale, un recupero importante considerando che dopo la guerra di Corea degli anni '50, il corso d'acqua era stato coperto con un'autostrada. Il progetto costò all'amministrazione una cifra che superava di poco i 900 milioni di dollari, importo che negli anni è stato ampiamente ripagato.

“E' un fenomeno che si sta diffondendo – commenta il paesaggista Andreas Kipar – si usano le linee, le infrastrutture, per creare degli spazi. È accaduto recentemente a Copenhagen con il ponte circolare, progettato da Olafur Eliasson, per unire due sponde di un canale, ma anche come opera d'arte, ideata come luogo di sosta e di incontro. A Berlino l'ex aeroporto dismesso di Tempelhof è diventato il più grande parco pubblico della città. È davvero diffuso un grande desiderio di riconnettersi alla natura, e non basta piantare un albero, si punta a rendere verde un viadotto o un piazzale di cemento”. In un'ottica di marketing urbano si porta il verde dove prima non c'era, sull'asfaldo o sulle linee ferroviarie. “Il fenomeno green oggi vuole stupire – continua Kipar – basta ricordare il Bosco Verticale di Milano: un'icona che spiega la valenza della natura, portata dove di solito questa non cresce. A New York per la High Line si sono spesi 80 milioni di dollari – racconta l'architetto – con benefici di qualche miliardo: il cambio di look era direttamente collegato con interessi immobiliari specifici. Valorizzando gli edifici industriali a ridosso del percorso sopraelevato, l'investimento, che ha riscontrato da subito anche una forte eco in termini di comunicazione, è stato immediatamente ripagato”.

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