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Case e hotel immersi nella natura

into the wild

Case e hotel immersi nella natura

Abitare nella natura non significa soltanto sognare case sull'albero o vivere in città con un bosco ricostruito sul terrazzo, dove le piante magari vengono potate da giardinieri acrobatici. Dal Cile alla Norvegia, ci sono centinaia di piccoli progetti di design che raccontano storie di costruzioni in paesaggi unici, interventi in armonia con l'ambiente, usando materiali locali, ispirandosi alle forme della tradizione, senza rinunciare al contemporaneo.
Sono tante le case private, ma non mancano le architetture pubbliche, come gallerie o punti di osservazione, e infinite sono le piccole strutture per l'accoglienza ricavate tra i massi, costruite tra gli alberi, o isolate con viste uniche sul paesaggio che cambia al variare delle stagioni.

Dalla Svizzera al Giappone, passando per Portogallo e Costa Rica. In Svizzera, all'ingresso del villaggio di Praz De Fort, lo studio Savioz Fabrizzi Architects ha realizzato una casa recuperando il volume di un fienile abbandonato. Tenendo l'involucro, gli architetti hanno creato all'interno un mix spaziale con diversi vani che dialogano tra loro. Di fatto è stato realizzato uno spazio unico, aperto e continuo, giocando con le differenze di livello: nella parte superiore, sopra la zona giorno e la cucina, spazio alla camera e all'ufficio con vista sulla val d'Entremont. In Giappone, nell'area Karuizawa, l'architetto Hiroshi Iguchi ha realizzato una “Camouflage House” portando gli alberi dentro la casa che è stata pensata come una vera e propria serra, vetrata e con un tetto spiovente, dove gli elementi naturali dialogano con il design, dentro e fuori le pareti domestiche. In Svezia, a nord di Gotland, Skalso Arkitekter hanno progettato una casa recuperando un bunker in un'antica cava di pietra di calce che era stata area militare abbandonata. In un lungo selvaggio, è nata questa casa vacanze estiva, Byggnad 8, pensata per una piccola famiglia.

In Portogallo, a pochi chilometri dalla sorgente del torrente Alge, a Figueirò Dos Vinhos, l'architetto Bruno Dias ha recuperato in un luogo magico, di pace e tranquilità, un vecchio mulino inattivo e un forno dove si cuoceva il pane, creando degli alloggi immersi in un contesto naturale unico. E ancora, in Costa Rica, a La Vega, lo studio Arkosis ha recuperato alcuni spunti dalle costruzioni informali, con materiali e tecniche tradizionali, riproponendo in chiave contemporanea un'architettura povera, attenta al dettaglio, con la luce che gioca con il legno e il controllo assoluto della luce naturale grazie alle persiane che schermano le grandi vetrate.
Nell'isola di Skye, nel Regno Unito, lo studio Rural Design ha firmato il progetto per la Tinhouse: una casa in legno rivestita con lastre di metallo ondulato, a memoria dell'uso fatto per gli edifici agricoli nel paesaggio rurale, ma con un linguaggio contemporaneo.

Abitare e vivere la natura, anche con una pausa in un hotel immerso nel verde. Tra le foreste di Harads, nel nord della Svezia, lo studio Snoetta ha da poco ultimato un hotel, the 7th Room, un ampliamento del noto Treehotel come delle camere in quota, tra gli alberi. Con particolare attenzione alla natura circostante, il progetto si caratterizza per grandi finestre, una terrazza a rete sospesa sopra il bosco e un albero che si allunga attraverso la cabina. Non ci sono confini netti tra l'interno e l'esterno, rendendo la stanza una parte integrante della foresta.
Un'altra recente novità per vacanze “into the wild”, strizzando l'occhio al design, è in Corea, nella regione di Ga Pyung, non lontano da Seoul, sul bordo di una nota pineta a ridosso delle montagne di roccia. Il progetto è di Archiworkshop che ha realizzato tre edifici che si fondono con il paesaggio e sono caratterizzati da pannelli in legno di cedro e altri a specchio che abbracciano la natura.

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