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Gli italiani comprano la seconda casa in Spagna

acquisti all’estero

Gli italiani comprano la seconda casa in Spagna

Gli italiani sognano ancora la casa all’estero, ma non si vedranno le impennate negli acquisti registrate nel 2015.

Il primo semestre 2017 ha fotografato, infatti, un trend stabile delle transazioni oltrefrontiera da parte delle famiglie italiane rispetto al 2016. Secondo le stime di Scenari Immobiliari quest’anno dovrebbe chiudersi con 46mila acquisti all’estero, circa mille compravendite in più rispetto al 2016 (nel 2015 erano state 47.600).

La meta prediletta si conferma l’Europa, dove spicca però la disaffezione verso Londra. È la Spagna che attira il 28% degli acquisti complessivi (previsti al 30% in chiusura d’anno), grazie a prezzi ancora attraenti ma in risalita, a un costo della vita contenuto, alla facilità della lingua e agli efficienti collegamenti con voli low-cost. Spagna, Stati Uniti e Portogallo catalizzeranno a fine anno quasi il 50% degli acquisti. Le transazioni sono stabili a Madrid, ma aumentano a Barcellona, con un’ampia percentuale di acquisti per i figli, in considerazione dell’offerta di numerosi corsi under e post-graduate, e Valencia.

«Il consolidamento della ripresa del mercato immobiliare e l’interesse per il permesso di residenza, che garantisce l’esenzione dall’imposta sui redditi per dieci anni, accentuano l’interesse per il Portogallo - dicono da Scenari Immobiliari -, dove però gli acquisti sono concentrati quasi esclusivamente sugli immobili ristrutturati nel centro di Lisbona, considerata la capitale più conveniente dell’Europa occidentale, e in Algarve». Sono scesi, invece, gli acquisti nell’Europa orientale così come in Grecia, dove il flusso continua a essere concentrato nelle isole.

La Francia attira l’8% dei flussi totali (come la Grecia), grazie al buon andamento delle località turistiche invernali. «Parigi ha registrato un rallentamento degli investimenti legato sia all’effetto terrorismo (e forse così sarà anche per Barcellona nei prossimi mesi, ndr) sia alle novità introdotte in tema di affitti, che limitano le potenzialità di rendimento» spiega il report. Nella capitale si guarda oltre le aree centrali, troppo care, e si prendono in considerazione le zone orientali o la Grand Paris, nell’ambito della quale sono molto richieste Saint-Denis e Saint-Germain-des Près. Tra le zone turistiche è stabile la Costa Azzurra e si conferma l’interesse per le abitazioni rustiche, soprattutto nel Bordeaux e in Provenza, mentre crescono a un ritmo rapido gli acquisti in montagna. La località più richiesta dagli italiani è Chamonix.

Se la montagna francese richiama acquirenti, quella svizzera soffre. In primis per via dei prezzi stellari raggiunti negli ultimi anni. Per comprare casa a Gstaad o St Moritz raramente bastano 15mila euro al metro quadro. In forte crescita rispetto agli anni scorsi sono gli acquisti a Dublino, caratterizzata da un forte sviluppo economico e infrastrutturale. Come anticipato, l’incertezza sugli accordi di Brexit e il rischio di turbolenze geopolitiche frena la ricerca di asa a Londra da parte dei nostri connazionali. Un ruolo importante lo giocano anche le imposte: l’imposta di bollo è stata portata al 3% e c’è il timore di nuovi aumenti.

Gli acquisti in Germania seguono un trend stabile, concentrando circa il 5% degli investimenti complessivi. Prende piede l’atteso aumento della domanda come conseguenza del trasloco da Londra della sede di alcune società multinazionali. Per le case, invece, a causa del continuo aumento dei prezzi si teme il rischio di bolla immobiliare, che potrebbe giocare un ruolo importante nella partita delle elezioni politiche di settembre. La quota più consistente degli acquisti italiani è concentrata a Berlino, grazie ai prezzi che restano competitivi rispetto ad altre capitali europee.

Un cambio euro/dollaro meno vantaggioso frena gli sbarchi a New York. Tra le zone più richieste ci sono Tribeca, Chelsea e, soprattutto, i nuovi immobili a Ground Zero, che sta diventando una delle zone più vivaci della città.

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