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Prezzi medi in calo, ma crescono a Milano, Bologna, Napoli e Verona

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Prezzi medi in calo, ma crescono a Milano, Bologna, Napoli e Verona

Prezzi delle case ancora in discesa nella prima metà del 2017 con una tendenza verso la stabilità e alcune grandi città con quotazioni in rialzo. Secondo i dati diffusi questa mattina, 13 settembre, da Tecnocasa, i prezzi in media sono scesi dello 0,4% nei primi 6 mesi dell’anno nelle grandi città, dell’1,1% nelle periferie e dello 0,8% nei capoluoghi di provincia.
Nello stesso giorno in cui i dati diffusi dalle Entrate segnano il permanere del segno più nelle compravendite, ma ad un ritmo più lento rispetto ai trimestri precedenti (+3,8% nel secondo trimestre nel residenziale), l’ Ufficio studi del network immobiliare prevede per la fine dell’anno transazioni in aumento, comprese tra 550 e 570mila unità, stabilità nei prezzi nelle grandi città e un ribasso ulteriore nelle altre realtà.

La domanda e i tempi di vendita
«Si confermano i segnali positivi dal mercato immobiliare italiano: le compravendite aumentano e i prezzi stanno ormai volgendo alla stabilità. Il mattone, dunque _ si legge nella nota diffusa da Tecnocasa – continua ad interessare gli italiani grazie ai valori ormai a livelli minimi, ai bassi tassi e ad una rinnovata fiducia alimentata da un discreto miglioramento del quadro macroeconomico del Paese».

A muoversi, nella prima parte del 2017, «sono stati soprattutto gli acquirenti di prima casa, molti dei quali avevano atteso il combinarsi dei queste condizioni favorevoli per acquistare e gli investitori che, già nei semestri precedenti, avevano iniziato a riversare capitali nel settore, dopo alcuni anni di incertezze».
Grazie alla domanda in aumento, «l’offerta inizia a diminuire, soprattutto sulle tipologie di qualità per posizionamento e stato di conservazione».
I tempi di vendita sono in diminuzione: «nelle grandi città sono di 141 giorni, nei capoluoghi di provincia di 167 giorni».

Le quotazioni al dettaglio
La contrazione dello 0,4% nelle città è la più bassa registrata da Tecnocasa negli ultimi anni, dato che «induce a credere che la stabilità sia prossima e la ripresa di valori vicina». Alcuni centri hanno infatti già visto variazione dei prezzi in positivo: Bologna (+1,1%), Milano (+1%), Napoli (+0,7%) e Verona (+0,5%). Ancora in riduzione i valori delle altre metropoli, con Genova fanalino di coda che registra una perdita del 3%. A Roma Tecnocasa registra prezzi medi in calo dello 0,7%.

I capoluoghi di provincia mettono a segno una contrazione dei valori pari allo 0,8%, «con una prestazione decisamente migliore rispetto al semestre precedente», mentre i comuni dell’hinterland delle grandi città «chiudono il semestre con -1,1% senza evidenziare particolari cambiamenti». L'analisi per aree geografiche mostra un maggiore calo dei valori nel Centro Italia (-1,1%), a seguire Sud e Nord entrambi con -0,7%. .

Tornano i piccoli investitori
Il trilocale, con oltre il 40%,delle richieste guida la domanda nelle città, seguono i quadrilocali con il 24,7%. «Rispetto a sei mesi fa si nota una diminuzione della concentrazione sui trilocali ed un leggero aumento su monolocali, bilocali e quattro locali. Questo risultato si può spiegare – argomentano da Tecnocasa – con un ritorno di interesse per i piccoli tagli da parte degli investitori».
L’analisi dell’offerta sulle grandi città vede prevalere i trilocali (32,8%), seguono i quattro locali con 25%. Stesso risultato anche nelle altre realtà.Nell’analisi per disponibilità di spesa, «si registra un aumento della percentuale nella fascia più bassa, cioè fino a 119 mila euro».

Il 76,9% delle transazioni ha riguardato l'abitazione principale, il 17,6% la casa ad uso investimento ed il 5,5% la casa vacanza. Rispetto ad un anno fa si rileva solo un leggero aumento della componente ad uso investimento «con finalità turistica».

Le locazioni
Nel primo semestre del 2017 i canoni di locazione delle grandi città sono in aumento: +2% per i monolocali, +1,2% per i bilocali e +1,1% per i trilocali: «Su tutte le tipologie si conferma il segnale positivo – continua la nota – già intravisto nei tre semestri precedenti ed attribuibile prevalentemente ad una diminuzione dell'offerta e ad una migliore qualità della stessa». Sostanzialmente invariata la distribuzione della motivazione della ricerca della casa in affitto: il 60% cerca la casa principale, il 36,6% lo fa per motivi legati al lavoro e il 3,4% per studio. In lieve aumento la componente lavorativa. «Continua l'ascesa del contratto a canone concordato a cui si è fatto ricorso nel 28,1% dei casi e che conferma così il suo appeal tra proprietari ed inquilini».

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