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Nazioni Unite e Fiabci lanciano l'indicatore della prosperità delle…

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Nazioni Unite e Fiabci lanciano l'indicatore della prosperità delle città

(Ap)
(Ap)

Misurare il grado di prosperità delle città con criteri omogenei e comparabili per individuare le aree critiche nelle quali gli amministratori locali devono intervenire. Il tutto sotto l'egida delle linee guida delle Nazioni Unite e del programma UN-Habitat per monitorare lo sviluppo urbano sostenibile e attraverso una piattaforma messa a punto e promossa da Fiabci.

Il progetto è decollato e il “Perception Index” nell'ambito della City Prosperity Initiative è stato presentato ieri alla comunità del real estate nella cornice del Castello di Chiavari, anteprima del via mondiale all'iniziativa, che taglierà i nastri di partenza il 2 ottobre prossimo a Dubai. Nell'evento, organizzato e promosso da Fiabci Italia con l'adesione di Aspesi, Fimaa e IsIvi, è stato anticipato il contenuto della piattaforma online, frutto dell'accordo su scala globale tra l'International real estate federation (Fiabci) e UN-Habitat, firmato l'11 maggio scorso a Nairobi, per misurare, con una metodologia elaborata da UN-Habitat e con la partecipazione dei cittadini, lo sviluppo urbano, al fine di rendere più facile il raggiungimento dei “Sustainable development goals” (Sdgs) e degli obiettivi dell' “Agenda Urbana 2030”, definiti all'unanimità dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2015 e dalla Conferenza mondiale di Habitat III nel 2016.

“L'accordo intende fornire alle autorità locali uno strumento, efficiente e globalmente condiviso che, con la partecipazione di esperti indipendenti e altresì di semplici cittadini, possa monitorare i progressi della città nella sua crescita urbana sostenibile _ spiega Antonio Campagnoli, presidente di Fiabci Italia _. UN-Habitat, con il supporto del settore privato immobiliare, propone un approccio innovativo mediante l'uso di “City Prosperity Initiative - Perception Index” che aggiunge a una valutazione quantitativa, già impiegata da qualche anno da UN-Habitat in oltre 400 città, una stima qualitativa, semplice, facile da realizzare, che porti i cittadini, tecnici, ma anche gente comune, a partecipare ed essere soggetti attivi nel delineare il futuro della loro città”.

Lo strumento ha un particolare significato a fronte della previsione su scala globale dell'aumento nei prossimi vent'anni della popolazione urbanizzata e del suo raddoppio approssimativo per il 2050 _ come sottolineato anche oggi nel corso dei lavori del Forum di Previsioni e strategie di Scenari Immobiliari _ e intende essere di supporto alle autorità locali per l'individuazione di strategie d'azione e soluzioni innovative per la pianificazione e gestione urbanistica, che potranno essere suggerite da UN-Habitat. Favorendo una maggiore collaborazione tra istituzioni, società civile e più in generale la popolazione, la piattaforma potrà contribuire a fare essere le città “cities for people”, come auspicato da “Habitat III”, conferenza di tutte le nazioni del mondo svoltasi lo scorso anno a Quit. La presentazione è stata un'anticipazione del lancio ufficiale a livello mondiale, che avverrà a Dubai durante il “World Habitat Day” il 2 ottobre prossimo, in un evento di UN-Habitat organizzato dal Governo di Dubai in partnership con FiabciI, come organizzazione rappresentativa del settore privato real estate su scala globale.

Ma, in pratica, c'è già interesse per la piattaforma e la partecipazione all'indice da parte delle città? E quanto costa? A margine della presentazione gli esponenti Fiabci dicono: “L'interesse è molto alto a livello mondiale, a cominciare da Dubai e città asiatiche. Tanto che il timore è quello di ricevere troppe richieste di adesione, in una fase di lancio che dovrebbe essere ancora di start up”. Quanto al costo, si parla di circa 40mila dollari da parte delle amministrazioni per avere accesso alla piattaforma e ai suoi servizi, nonché all'affiancamento per tutta la fase di lancio e comunicazione dell'iniziativa. Non poco, in termini assoluti, per le amministrazioni italiane alle prese con problemi di bilancio. “Ma il ritorno in termini di visibilità e, soprattutto, di approccio a supporto dei bisogni di chi vive la città è potenzialmente molto importante”, dice Antonio Campagnoli.

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