Casa24

Filippo Taidelli:«Il primato alla funzionalità»

architettura

Filippo Taidelli:«Il primato alla funzionalità»

Dal nuovo campus Humanitas a ridosso del polo ospedaliero milanese, a quello industriale di Tenova a Castellanza (Va), dalla casa-atelier per l’artista Adrian Paci in Albania, ad un prototipo innovativo per il recupero delle cascine. Sono alcuni degli ultimi progetti firmati da Filippo Taidelli, classe 1972, autore di architetture di varia scala, promosse da committenti privati che apprezzano in lui il design semplice, capace di rispondere a brief puntuali, con grande attenzione all’ambiente e alla sostenibilità dei processi. Di Humanitas e Tenova in particolare, dopo un tempo di affiancamento continuo e puntuale, Taidelli è ormai diventato il consulente artistico.

«Negli ultimi anni è via via maturata la sensibilità dei clienti, sia per quanto riguarda gli aspetti qualitativi del progetto, che nei confronti dei temi legati al risparmio energetico. Sta passando anche quell’ansia da prestazione – racconta l’architetto – che portava a privilegiare a-criticamente i gesti iconici, oggi si privilegia la funzionalità e l’essenzialità». Domande di qualità che hanno permesso al piccolo studio milanese di ritagliarsi una fetta di mercato interessante e che hanno trovato espressione in progetti di diversa tipologia e dimensione, come sono la residenza in via Zenale a Milano, ampliando e recuperando un immobile del primo ‘900; la sede del gruppo leader mondiale in campo siderurgico, metallurgico e minerario, da poco ultimata in provincia di Varese; ma anche in nuovi progetti oggi sui tavoli dello studio, da Milano alla Sicilia, per iniziative residenziali e altre legate all’ambito ospedaliero.

Laurea a Milano, esperienza internazionale in Spagna nello studio Abalos & Herreros e poi nel team di Mario Cucinella Architects. Dal 2005 ha fondato il suo studio, Filippo Taidelli Architetti, dove oggi collaborano 8 persone, con un fatturato dell’ordine dei 300mila euro.

L’ultima opera realizzata, che sarà inaugurata in autunno, è proprio il Campus Humanitas costruito da Colombo Costruzioni con MPartners e Landi, nel Comune di Pieve Emanuele. «Oltre 20 mila mq di superficie e 4 nuovi edifici dedicati a didattica, servizi per gli studenti, con spazi per lo studio e aree dedicate allo sport, attività di ricerca e universitaria, residenze per studenti e ricercatori. Gli spazi – raccontano da Humanitas – sono immersi nel verde del Parco Sud di Milano e sono concepiti secondo i più moderni standard in termini di tecnologia e comfort ambientale. Circa mille metri quadrati saranno destinati al Simulation Center: una struttura di ultima generazione dedicata alle esercitazioni pratiche, che ospiterà al suo interno sale operatorie, regie multimediali, ambulatori, sala per le emergenze, sale per i clinical e surgical skill, aula microscopi, wet lab». Sono pronti i primi tre edifici, mentre l’opera sarà ultimata definitivamente a giugno 2018, con la realizzazione della quota residenziale con 240 stanze per studenti in un edificio di 8mila mq. Per un investimento complessivo da 50 milioni.

Tagli del nastro e cantieri in corso, ma anche nuove sfide. Per conto di un costruttore e sviluppatore milanese, Taidelli è stato incaricato infatti recentemente per lo sviluppo di un progetto, da declinare lungo la cintura verde di Milano, volto alla riqualificazione delle vecchie cascine. Si tratta anche un’iniziativa di marketing che mira a coinvolgere un pool di fornitori che abbiano una forte attenzione ai temi ambientali. Lo studio sta trovando una soluzione sul tema dell’abitare in campagna, ai bordi della città, sperimentando quindi idee innovative e con componenti industrializzate.  «Senza creare astronavi tecnologiche inarrivabili – commenta Taidelli – ma proponendo un prototipo, potenzialmente replicabile con minime varianti, e accessibile economicamente».

Lo studio di Filippo Taidelli tiene salde le radici in Italia ma ha avviato recentemente un lavoro nel centro storico di Scutari, piccola città vicina a 50 km dalla costa adriatica, la culla della cultura albanese, grazie all’incarico per una casa d’artista. ll giovane committente ha affidato a Taidelli il progetto di ricostruzione della sua dimora, sul terreno dell’antica casa, senza perderne lo spirito originale. «La sfida è stata quella di costruire un edificio nuovo che si inserisse armoniosamente tra il vecchio ed il nuovo edificato– racconta l’architetto – al riparo dagli sguardi indiscreti delle alte e incombenti torri circostanti. Un’occasione preziosa per entrare in un nuovo mercato».

© Riproduzione riservata