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Librerie modulari e scultoree, tra classici e avanguardie

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Librerie modulari e scultoree, tra classici e avanguardie

Il designer Fabio Novembre ha scelto la Venere italica scolpita nel marmo da Antonio Canova agli inizi del XIX secolo per interpretare un mobile che fa della funzionalità un baluardo: la libreria. La sua Venus, progettata per Driade – e presentata all’ultimo Salone del Mobile di Milano sotto il segno forte del tema Revolution – è una struttura per i libri e una statua di dea allo stesso tempo: ha fuso insieme praticità e bellezza, segno contemporaneo e arte ottocentesca. «Canova immaginava la sua Venere sorpresa nell’intimità e le donava un velo marmoreo per sottrarsi ad occhi indiscreti. Io aggiungo un’architettura di ripiani in legno all’altezza delle parti più segrete del suo corpo per mimetizzarla tra parole e cose». Così Novembre ha presentato il suo lavoro, che ha tratto ispirazione dalle casse lignee utilizzate dai musei per il trasporto delle statue.

Un altro progetto dalla spiccata classicità, almeno nell’utilizzo del materiale, è la libreria Mineral Structures del designer israeliano Arik Levy per Citco. È infatti in marmo, rispettivamente Verde Guatemala, Nero marquina e Statuarietto nelle tre versioni proposte. Del resto l’azienda di Rivoli Veronese (Vr) da anni ormai propone arredi nel nobile minerale. Questa libreria è una vera e propria scultura, realizzata a partire da un unico blocco lapideo, come ha spiegato lo stesso Levy: «È un progetto che lavora per sottrazione: la struttura si svuota di pesanti cubi di marmo mettendo in evidenza l’esile contorno e la preziosità del materiale le cui venature continuano da una superficie all’altra. Questo concetto “open end” è personalizzabile in infinite possibilità e offre un dialogo diretto tra materia, uomo e spazio».

Fuori dall’idea di pezzo unico che la conformazione del marmo permette, in realtà la possibilità di personalizzazione, declinata nella progettazione di strutture componibili, è una condizione importante quando si pensa a una libreria. Un’azienda che ha fatto della modularità un marchio è la svizzera Usm, che negli anni 60 ha brevettato l’iconica giunzione dei propri pezzi: una sfera metallica con tre buchi filettati. Il suo sistema di arredamento Usm Haller, con cui è possibile costruire librerie e mobili contenitori, è nella collezione del MoMA di New York e quest’anno è stato riproposto in una versione rinnovata (Usm Haller E), con luce ed energia elettrica integrata, senza l’utilizzo di cavi, ma grazie a speciali e-connettori.

Un altro esempio di progettazione componibile è rappresentato dalla libreria Sliced Piola del duo creativo Nobody & co. formato da Alisée Matta e Giovanni Gennari. Si tratta di un insieme di moduli in Mdf ultralight verniciato che, accostati e tenuti insieme da una corta arancione da montagna, danno vita a una libreria “a fette”. A seconda degli accostamenti, si possono creare mensole e pioli. L’effetto visivo finale ricorda il codice Morse, o certi cilindri dei carillon.

La libreria L18 di Gianmaria Sforza per l’azienda di Pordenone LightsOn cresce seguendo il numero di libri da raccogliere: si può infatti scegliere una delle 256 possibili configurazioni, che cambiano a seconda del numero di ripiani e di “torniti”. Il sistema Pontile disegnato quest’anno da Philippe Nigro per Novamobili aggiunge anche la variabile del colore: per la struttura, già modulare, è infatti possibile scegliere la tonalità dei piani e di estenderla sui montanti. L’ispirazione è stata proprio «l’ampia gamma di colori e di finiture che Novamobili ha saputo sviluppare nel tempo», ha detto il designer.

Tra le altre novità viste quest'anno, gioca sull’idea di elementi in equilibrio la libreria Rain di Gino Carollo per Bonaldo, caratterizzata dal contrasto tra spessori, con sottili elementi verticali in metallo che collegano i piani d’appoggio in legno (in noce Canaletto o rovere spazzolato grigio antracite). Mentre appare decisamente votata all’eleganza la libreria modulare Musa, con struttura in noce Canaletto, rivestimenti in cuoio verde e ganci in ottone chiaro satinato: è uno dei pezzi chiave della nuova collezione Armani/Casa 2017.

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