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Urban Village Navigli: 40 milioni per 120 appartamenti in cohousing

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Urban Village Navigli: 40 milioni per 120 appartamenti in cohousing

L’obiettivo del progetto è quello di «coniugare la libertà dell’abitare in una grande metropoli con la solidarietà che scandisce il ritmo di vita quotidiano di un villaggio». A spiegarlo è Cino Zucchi, che firmerà i 120 appartamenti di quella che nei numeri (40 milioni l’investimento previsto) è una delle più grandi operazioni di cohousing realizzate in Europa e nel mondo. Si chiama Urban Village Navigli e sarà realizzato per inizio 2020 a Milano, in via Pestalozzi 18, da NewCoh, la società promotore anche del portale cohousing.it, che intorno al tema della vita in condivisione ha riunito una community di pensiero che conta oggi in Italia 25mila persone.

L’operazione sarà sviluppata dalla trasformazione di un vecchio complesso scolastico, di proprietà del Fondo Scoiattolo di Bnp Paribas Reim Sgr: l’edificio sarà demolito per fare spazio alla costruzione di cinque palazzine. Unità immobiliari attuali, pensate per un impatto energetico zero e, soprattutto, progettate a partire dalla condivisione e dal confronto con i futuri abitanti. Vestite, insomma, sui bisogni dell’utente. L'intervento è sviluppato grazie anche alla consulenza tecnico-finanziaria di Harley&Dikkinson, che con NewCoh sta costruendo sempre nel capoluogo lombardo anche il progetto COventidue in corso XXI Marzo 22.

Le proposte per diventare cohousers dell’Urban Village Navigli si potranno presentare da giovedì 12 ottobre: l’intervento sarà presentato nel corso di una serata-evento a BASE che ha già totalizzato il tutto esaurito (850 i posti, ma non occorrerà aver preso parte all’incontro per formalizzare una proposta). Nuova la formula di adesione: chi è interessato ad acquistare un’unità nel singolare condominio dovrà formalizzare la richiesta versando una caparra di 4mila euro. In questa prima fase la prenotazione non sarà vincolante: il proponente inizierà di qui un percorso di confronto con la società che durerà 60 giorni, per capire se l’offerta risponde all’effettiva esigenza. Dopo due mesi, si passerà alla fase di formalizzazione dell’impegno e d’acquisto e al versamento di una caparra di 35mila euro.

«L'operazione – spiega Nadia Simionato, ceo di NewCoh – partirà al raggiungimento del 60% della vendita delle proprietà. Un obiettivo che contiamo di raggiungere al massimo a inizio del prossimo anno, visto che alla manifestazione di interesse preliminare hanno già risposto oltre mille nuclei familiari. In modo trasparente, considerata l'alta richiesta, su ogni unità lavoreremo in parallelo con più proposte a diversi livelli di prelazione».

La maggior parte degli appartamenti saranno trilocali e mono-bilocali. Seguendo le indicazioni che sono emerse nel lavoro di raffronto con la community virtuale gli spazi comuni, centrali in ogni progetto cohousing, saranno orientati a mettere a disposizione dei futuri abitanti aree verdi (fra le principali richieste), lavanderia condivisa, hobby room, deposito per le biciclette, wine cellar, deposito per gli acquisti con gruppi solidali, stanze per la convivialità e servizi di wellness e fitness.
Nel palazzo, secondo la convenzione sottoscritta con la città di Milano, un 30% degli alloggi saranno destinati alla vendita in edilizia agevolata e 15 unità saranno riservate all’affitto temporaneo. Il costo al metro quadrato è stimato fra i 3.800 e i 4.200 euro in edilizia libera, secondo i promotori circa il 20% in meno dei valori di mercato della zona. «Il valore dell’operazione – conclude il general manager Marco Bolis – non è solo tangibile, ma è soprattutto di capitale umano. Perché nei condomini che realizziamo la condivisione significa anche la nascita di un tessuto sociale. I proprietari, nel progettare insieme l'edificio in cui andranno a vivere, sviluppano idee, amicizie, contatti, progetti di vita e di lavoro».

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