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Gli investimenti cross border per il 44% arrivano in Europa

Mondo immobiliare

Gli investimenti cross border per il 44% arrivano in Europa

Agf
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Saranno le variazioni nell'andamento dei tassi di interesse a cambiare lo scenario che il mondo immobiliare ha davanti. Per il momento il basso livello dei tassi ha riportato il real estate al centro delle scelte di investimenti.
Ma come va il mercato degli investimenti nel mondo? “Il mercato immobiliare globale è caratterizzato da una straordinaria liquidità - dice Claudia Buccini, responsabile ricerca Cushman & Wakefield -, L'area Emea è sempre più importante di fianco ad Asia e Usa. I volumi investiti nel real estate sono superiori al picco del 2007. I rendimenti sono in forte compressione proprio per via della liquidità in circolazione che crea forte competizione sui prodotti acquistabili”. In Italia l'obiettivo di fine 2017 è di volumi a quota dieci miliardi di euro, una soglia psicologica importante per il settore.

L'offerta di prodotti prime è ridotta e quindi si cercano nuove opportunità di investimento, dagli asset alternativi (case per studenti, per anziani e così via), ma gli investitori differenziano anche per area geografica, sulla base dell'andamento del ciclo economico. E tornano allo sviluppo. Sarà proprio lo sviluppo in città primarie una delle sfide del futuro. Con l'obiettivo di creare prodotto core che scarseggia. Nel futuro crescerà anche l'attenzione verso città secondarie e mercati emergenti.
I capitali investiti cross border valgono oggi 300 miliardi di euro, e il 44% di tale valore arriva in Europa. Cosa attira qui gli investitori internazionali? La crescita costante degli ultimi anni in primis. La media degli investimenti negli ultimi dieci anni è stata di 150 miliardi di euro, volumi che a fine 2017 sono previsti a quota 250 miliardi. Tre big player si confermano Germania, Regno Unito e Francia.

Nel mercato real estate le due componenti principali sono centri commerciali e High street, seguono factory outlet e retail warehouses. E in questo contesto bisogna sottolineare il crescente interesse per le High street, che soffre di una carenza di prodotto ma che garantisce una crescita continua dei canoni di locazione. Insomma il settore più resiliente.

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